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Sulle orme dello Jugendstil e di un grande musicista

di Eugenia Sciorilli

48 ore a Vienna sono un’opportunità preziosa, se si trascorrono sulle tracce di Gustav Mahler e della Secessione viennese. È una Vienna, quella che si può rievocare in un weekend invernale, legata a un doppio anniversario: i 150 anni dalla nascita del musicista (1860) e il cinquantenario della morte dello stesso Mahler (1911) che si celebra il prossimo anno.
Prima di partire con la cronologia dei luoghi visitati, vale la pena di sottolineare il legame profondo tra Mahler e il movimento artistico della “Wiener Secession”, che molti identificano con lo Jugendstil.
Sabato mattina: la prima passeggiata è alla scoperta di quelle manifatture fondate addirittura nell’Ottocento, e che nel periodo dello Jugendstil hanno conquistato una fama duratura. E’ il caso dell’azienda tessile Backhausen, che realizzò i tessuti creati da Otto Wagner e altri grandi artisti, e il cui negozio a Vienna (Schwarzenbergerstrasse 10 – http://www.backhausen.com) accoglie il Wiener Werkstatte Museum. Sulla Kärntnerstrasse, l’isola pedonale che dal Ring conduce al Duomo di S. Stefano, si affacciano invece le vetrine di Lobmeyr, altro celebre indirizzo del periodo e dove tuttora vengono proposti lampadari di cristallo e oggetti per la tavola di altissima qualità che sedussero la Vienna dell’epoca di Mahler (http://www.lobmeyr.at). È invece recente la riapertura di “Wiener Silber Manufactur, una raffinata boutique dell’argento sulla Spiegelgasse, a pochi passi dalla famosa casa d’aste Dorotheum, dove si possono acquistare ancora oggi servizi di posate creati da artisti come Josef Hoffmann (http://www.wienersilbermanufactur.com )
Sabato pomeriggio: uscendo dalla stazione della metropolitana Karlsplatz, si può fare un giro sulla vasta piazza, celebre per i padiglioni in stile Liberty del geniale architetto Otto Wagner (chi ha tempo può raggiungere la collina dove sorge la sua magnifica chiesa “Am Steinhof”, edificata all’interno dell’allora ospedale psichiatrico) per poi visitare lo spettacolare edificio bianco con cupola d’oro della Secession, dove si ammira il “Fregio di Beethoven” di Gustav Klimt (http://www.secession.at). Sempre dalla Karlsplatz si può raggiungere a piedi il Belvedere Inferiore, che ospita fino al 6 febbraio la mostra “Rodin e Vienna” (http://www.belvedere.at).
Domenica mattina: a breve distanza dalla Staatsoper, l’edificio dell’Opera di Stato ricostruito sul modello originale ottocentesco dopo la distruzione nella seconda guerra mondiale, si trova l’ingresso dello Staatsopern Museum, al civico 3 di Hanuschgasse. Il museo si sviluppa in forma circolare, con una ricchissima documentazione di foto e testi in tedesco e inglese, mentre al centro sono esposti alcuni manichini con costumi di scena. Significativo lo spazio dedicato a Gustav Mahler, che rivoluzionò la figura del direttore d’orchestra e fu alla guida del teatro lirico viennese per 10 anni (1897-1907).
A ideale prosecuzione di questo primo accostamento con l’arte di Mahler, vale la pena di visitare la Haus der Musik (Casa della Musica), che accoglie un’ampia documentazione sui Filarmonici di Vienna, prestigiosa orchestra guidata da Mahler, e una sala interattiva tutta dedicata al compositore, allestita al terzo piano dal suo pronipote Peter Mahler (http://www.hdm.at).
Domenica pomeriggio: si torna sul Ring, il viale che circonda il centro storicoin senso circolare, per visitare il Mak, Museo delle Arti Applicate. Molto suggestivo l’intero edificio, e particolarmente interessante la sua collezione di oggetti risalenti all’epoca della Secession.
Atmosfera di assoluto fascino nella sala delle sedie realizzate in quel periodo: due teli bianchi le nascondono all’occhio dei visitatori, ma le sagome vengono proiettate sui teli creando un magico gioco di silhouette (http://www.MAK.at).
http://www.vienna.info

Da sapere: Austrian Airlines collega comodamente Roma e Milano a Vienna con voli giornalieri, e la città si raggiunge dall’aeroporto con frequenti corse del “Cat”, treno no-stop. (http://www.austrian.com)