| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO |
| RITRATTI DI ARTISTI | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica


Una Donna tra Vigneti
e Spartiti

Attrice con charme
manager con grinta

Iris Origo e la sua terra

Helene Grimaud

Roberta Guerra,
una scommessa vinta
in terra di Puglia

Francesca Loschiavo, arredatrice
tra Cinecittà e Hollywood

 

 

 

 



di Eugenia Sciorilli


Sta per compiere un quarto di secolo uno dei più raffinati spazi museali d’Europa, quel Musée d’Orsay a Parigi che un tempo era una stazione ferroviaria a pochi passi dal lungosenna, la Gare d’Orsay, e che è stato trasformato in sei anni di lavoro (1980-1986) dall’architetto Gae Aulenti e dalla sua squadra di collaboratori in un magnifico contenitore di capolavori d’arte, grazie a geniali accorgimenti che riguardano sia la disposizione degli spazi interni sia la progettazione dei percorsi espositivi. A lei si deve la scelta della pietra calcarea chiara, che rende luminose le sale sfruttando al meglio la luce proveniente dalla volta in vetro e metallo.
Gae Aulenti si è laureata negli anni Cinquanta al Politecnico di Milano, e ha sviluppato da allora un intenso e vivace itinerario professionale, spaziando dalla progettazione architettonica all’interior design, dai prodotti industriali alla scenografia teatrale. Il suo maestro è stato Ernesto Rogers, che nel corso di un non lontano incontro sul tema “Il racconto dell’architettura” a Ferrara (aprile 2009) ha voluto ricordare con queste parole: “Da Rogers abbiamo ricevuto il fondamentale insegnamento ad essere prima intellettuali e poi architetti, e la spinta a conoscere sempre nuovi Paesi e nuove realtà. Questo perché l’attività intellettuale ha come base la curiosità, che sempre un buon modo per fare il proprio lavoro”.
Quali sono state le caratteristiche del progetto di Gae Aulenti dedicato al Museo d’Orsay che le ha fatto vincere il bando di concorso internazionale? È la stessa Gae Aulenti a illustrarle: “Il mio principio era di proteggere il meglio possibile l’identità dell’edificio di Laloux (il progettista della Gare d’Orsay – n.d.r.) senza rinunciare all’identità dell’edificio contemporaneo”, mentre un altro principio di base riguardava il rapporto tra architettura e museografia: “Abbiamo disegnato lo spazio espositivo per più di 4.000 opere, studiando per ciascuna il rapporto visuale tra opera e visitatore”. Da tale principio è scaturita la successione di sale, gallerie e spazi tra loro molto diversificati che tuttora costituisce il fascino del Museo d’Orsay.
Altro elemento di assoluta importanza è stato, per Gae Aulenti, l’illuminazione, come spiega lei stessa: “Penso che l’architettura di un museo sia definita dal tipo di illuminazione, naturale e artificiale, che bisogna comporre per consentire la migliore percezione delle opere”. E aggiunge: “La luce naturale e quella artificiale dovevano venire dalla stessa direzione, in quanto il Museo d’Orsay è un edificio a copertura vetrata, che permette di usare la luce zenitale”.
Un tale impegno, e così in equilibrio tra competenza e passione, ha sortito i suoi effetti: oggi il Musée d’Orsay è tra i musei più celebri e frequentati del mondo, ed è animato in ogni periodo dell’anno da visite guidate, conferenze, concerti, mostre temporanee, oltre a ospitare in permanenza il nucleo più corposodi capolavori dell’Impressionismo.

Da sapere: il 7 dicembre, alle ore 19, il Museo d’Orsay di Parigi ospita l’Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da Myung Wung Chung. In programma, la Symphonie fantastique di Hector Berlioz

www.gaeaulenti.it
www.musee-orsay.fr