| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO |
| RITRATTI DI ARTISTI | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |


clicca sulle miniature
per ingrandirle

Scarica l'articol in PDF

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica


Un Treno Fantasma verso
la Stella dell'Est

La Venezia del Nord
sulle tracce di Larsson

(prima puntata)

La Venezia del Nord
sulle tracce di Larsson

(seconda puntata)

Nel sud dell’Albania
sulle tracce di Alì Pasha

Nel sud dell’Albania
sulle tracce di Alì Pasha

(seconda puntata)

Dubrovnik e
Breviario mediterraneo

 


“Il museo dell’ innocenza” di Orhan Pamuk (Einaudi)

di Bruga

Ho avuto l’opportunità di conoscere Orhan Pamuk all’inizio degli anni Novanta, quando venne a Milano per un ciclo organizzato dalla Provincia, che offrì ai cittadini più attenti al nuovo la possibilità di conoscere non solo un genere musicale come il pop rai algerino (poi lanciato a livello mondiale da nomi come Cheb Khaled) ma anche questo giovane, timido e semisconosciuto scrittore turco, che all’epoca aveva pubblicato un paio di libri in Italia con l’editore Frassinelli.
Ero più o meno l’unico giornalista presente…Una quindicina d’anni dopo, i suoi libri, in buona parte ambientati proprio a Istanbul, gli hanno fruttato il Nobel per la letteratura, una grande fama mondiale e qualche problema in patria, che fortunatamente sembra superato negli ultimi tempi.
Per il viaggiatore curioso, i due libri citati e molti altri della nouvelle vague delle scrittrici turche contemporanee come Elif Shafak (“La bastarda di Istanbul”, Rizzoli) oppure Esmahan Aykol (“Hotel Bosforo”, Sellerio) saranno un’eccellente introduzione per un weekend o una settimana da trascorrere in questa grande capitale con più di dieci milioni di abitanti e millenni di storia sulle spalle, nonché a cavallo di due continenti e di due culture.
Una città che pone qualche problema di ordine pubblico (a inizio ottobre i raid degli integralisti islamici contro le gallerie d’arte contemporanea e i visitatori che durante il vernissage bevevano alcolici in pubblico, seguite a fine ottobre da un misterioso attentato in piazza Taksim), ma che si gira con sicurezza e relativa facilità anche con la multiforme rete del trasporto pubblico, basata sui mezzi di superficie, sulla metro e soprattutto sui traghetti che offrono spettacolari visioni delle due sponde del Bosforo.
Proprio sulla sponda europea, in un vecchio magazzino portuale egregiamente riconvertito, trovate unadelle novità, che non tutte le guide turistiche riportano: il bellissimo museo di arte moderna e contemporanea, una sorta di Beaubourg turco chiamato “Istanbul modern” e dotato anche di un elegante ristorante con vista sul mare (www.istanbulmodern.org). Questo museo, tra l’altro, e’ uno dei pilastri del programma di eventi che per tutto il 2010 hanno reso Istanbul “capitale europea della cultura”. Qualche “coda” del ricco calendario copre anche il mese di dicembre (www.en.istanbul2010.org).
Tutto il resto – cioè le moschee, i mercati, i palazzi imperiali, le cisterne, gli hammam, le torri e i ponti, così come le meravigliose case in legno - lo trovate sulle guide, anche le meno aggiornate, visto che sta lì da secoli. Le cose da vedere sono tante e bisogna scegliere in base al tempo che si ha a disposizione e al meteo, che in questo periodo può essere anche inclemente nei confronti del turista.
Ottima occasione, insomma, per promettere a se stessi una seconda e una terza visita, magari dopo aver letto alcuni dei libri ai quali si accennava inizialmente o dopo aver visto i primi film di Ferzan Ozpetek (“Il bagno turco – Hamam” del 1997 e “Harem suarè” del 1999) o di Fatih Akin (“La sposa turca” del 2004 e “Crossing the bridge -The sound of Istanbul” del 2005, con una colonna sonora esplosiva).