| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE |
| GALLERIA DEL GUSTO | RITRATTI DI ARTISTI | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | NON SOLO HOTEL | NEWSLETTER | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica


A tu per tu con Ashkenazy

Intervista con Luis Bacalov

 

 

 

 

 

 


di Eugenia Sciorilli

Famiglia della Campania. Infanzia a Londra. Adolescenza nel Connecticut. Prime esperienze musicali alla New York City Opera. A Chicago, invece, incontro con Pamela, prima sua amica e oggi sua moglie e consigliera. Prime direzioni d’orchestra in un teatro d’opera a Oslo, dopo tappe dal sud al nord dell’Europa, tra Barcellona e la Danimarca.
Dopo due anni in Norvegia, dieci anni al Theatre de la Monnaie a Bruxelles come direttore musicale. Quindi, Londra (Covent Garden) e Roma (Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia) in contemporanea. È lo straordinario curriculum musicale di Antonio Pappano, uno splendido protagonista delle scene musicali, ma anche “globe trotter” delle sette note.
È con lui che l’orchestra romana di Santa Cecilia, di cui è direttore musicale, è tornata ad incidere ai massimi livelli artistici, ottenendo un ambito premio internazionale con l’incisione “live” del Requiem di Verdi per la Emi. Ed è proprio la Emi, con i suoi studi di Abbey Road di Londra (sì, gli stessi che ospitavano i Beatles), ad accogliere a intervalli regolari Antonio Pappano, protagonista in questi mesi di una serie televisiva della BBC intitolata “Opera Italia”.
Antonio Pappano è appena reduce dalla prima del Simon Boccanegra di Verdi alla Royal Opera House di Londra, per il prossimo 9 luglio è prevista la sua presenza sul podio di un concerto dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia al Festival di Ravello, e a ottobre, sempre alla guida dell’Orchestra di Santa Cecilia, inaugura al Parco della Musica di Roma la stagione 2010-11 con un Guillaume Tell di Rossini in forma di concerto, per poi proseguire con altri otto appuntamenti nell’Auditorium progettato da Renzo Piano.
Un tale ritmo frenetico di impegni artistici indurrebbe a pensare a una personalità nevrotica. Niente di più sbagliato. Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte, e mi sono trovata di fronte un uomo spontaneo, allegro, sereno, un artista che sa parlare delle sue passeggiate in compagnia della moglie per il centro storico di Roma, tra Piazza Navona e il Pantheon, cercando le strade più tranquille e meno trafficate, oppure del suo “buen retiro” a Passignano, sul Lago Trasimeno, in una dimora circondata dal verde e dai fiori, e con una vista spettacolare su quel meraviglioso specchio d’acqua in terra umbra.
Pappano, poi, non nasconde il suo amore per le ricette della cucina mediterranea e per i vini di qualità. La sua collezione di vini, a Londra, è intorno alle 200 bottiglie, e la accosta alla collezione di migliaia di CD che ha raccolto nel corso degli anni, quando parla delle sue cose preferite.
Globetrotter, sì, ma anche vero grande artista, nel suo amore per la musica e nel suo gusto genuino della vita.