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di Enrico Cerulli


È questo il soprannome di Serge Pilardosse (Gèrard Depardieu), un grosso (e obeso) omone, che dopo dieci anni di lavoro come operaio in un macello, arriva finalmente al momento della pensione. L’interruzione della sua normale routine, già l’annoia e lo innervosisce alquanto, ma la moglie (Yolande Moreau), avvedutamente lo spinge ad andare all’ufficio di previdenza per controllare la pratica della sua pensione. Qui scopre di non avere le carte in regola, perché gli mancano i contributi relativi ad alcuni vecchi lavori.
Comincia allora un viaggio con la sua vecchia moto di quando era giovane, una mastodontica e rara Munchen Mammuth del ’72, che sarà anche un ritorno nel suo passato, per ritrovare se stesso. Nel suo peregrinare fra le piatte distese di vigne, i boschi e le località di mare della Charente-Maritime, regione occidentale della Francia bagnata dall’Oceano Atlantico, incontra alcuni suoi vecchi amici, i datori di lavoro, nonché le inquietanti apparizioni del suo primo amore (Isabelle Adjani), morta in un incidente mentre andava in moto con lui.
L’incontro che segna Serge, è però quello con la stralunata e quasi ritardata nipote Solange (Miss Ming), che non riesce a trovare lavoro perché troppo “strana”, ma è una prolifica creatrice di grottesche sculture, ottenute assemblando giocattoli, bambole e peluches. Il rapporto con la nipote, con cui condivide una breve storia d’amore all’insegna della spensieratezza, cambia in qualche modo Serge, che dopo tanti anni riesce a separarsi dall’immagine della prima fidanzata morta. Il che gli permette di superare una certa sua apatia e di rivitalizzare l’amore per la moglie.
Significativamente il film si chiude con il protagonista che in motorino (la vecchia moto l’ha venduta per pagare i contributi che gli mancano) va a sostenere la prova di filosofia dell’esame di maturità, (che non aveva conseguito da giovane), scrivendo una poesia.
Il tutto è raccontato in modo efficace dai due registi Gustave de Kervern e Benoît Delépine, alternando momenti comici e di riflessione, senza mai far perdere il filo del racconto, con immagini toccanti e di grande effetto. Da segnalare infine è la fotografia (di Hugues Poulain) con inquadrature in formato Super 16, spesso volutamente troppo scure o troppo chiare, e dal caratteristico effetto sgranato.

Da sapere:
Per informazioni sul turismo e i luoghi di interesse turistico nella Charente-Maritime si consiglia di consultare il sito: www.en-charente-maritime.com

Per il cinema, fino al 5 novembre si svolge il Festival internazionale del cinema di Roma, giunto ormai alla sua quinta edizione. Tutti gli spettacoli sono accessibili al pubblico, compresa la premiazione. A parte le numerose pellicole in concorso, sono da segnalare le proiezioni della rassegna “Le notti pazze de La dolce vita” e quelle sul cinema giapponese, nella sezione “Occhio sul mondo”. Tra i film italiani in concorso da non perdere sono “Una vita tranquilla” di Claudio Cupellini (con Toni Servillo) e “Il padre e lo straniero” di Ricky Tognazzi (con Alessandro Gasmann).

www.romacinemafest.org