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di Eugenia Sciorilli

La mostra “Labirinto Fellini” è l’occasione di un incontro
con questa italiana Premio Oscar

Una fortunata esperienza professionale ed umana a fianco di Federico Fellini, per poi cogliere i maggiori successi oltreoceano, in quella Hollywood che è la meta più ambita per tutti coloro che si impegnano nel cinema. E’, in estrema sintesi, il ritratto di Francesca Loschiavo, che ha fatto del sodalizio con lo scenografo Dante Ferretti (suo marito e partner anche nel lavoro) l’arma vincente della propria attività come decoratrice di interni per celebri pellicole.
Dopo qualche nomination, la coppia Loschiavo–Ferretti ha conquistato l’Oscar nel 2005, grazie al film “The Aviator” del grande Martin Scorsese. Nel 2008, l’ambita statuetta le è stata nuovamente consegnata per “Sweeney Todd” di Tim Burton.
Circondata dal pubblico delle grandi occasioni al vernissage della mostra “Labirinto Fellini” – ospitata nelle sale di Macro Testaccio fino a tutto il prossimo gennaio, e che ha provveduto a realizzare in coppia con Ferretti – Francesca Loschiavo si separa per qualche minuto dal celebre coniuge per “concedersi” affabilmente a una breve intervista.


D. – Che significato ha avuto nella sua vita l’incontro con Fellini?
R. – E’ stata una grande fortuna conoscerlo e collaborare con lui. L’ho incontrato nel 1980, e ho continuato a frequentarlo fino alla sua morte. Mentre mio marito Dante Ferretti ha firmato la scenografia di ben sei opere di Fellini, io ho lavorato a due suoi film: il primo, “E la nave va”, nel 1983, il secondo è stato “La voce della luna”, girato nel 1990.
D. – Quale film, in assoluto, ha lasciato il segno più profondo nei suoi ricordi?
R. – E’ stato “The Aviator”, e non soltanto per il Premio Oscar. E’ davvero la pellicola che ricordo con più gioia.
D. – Quali sono le caratteristiche del suo lavoro di arredatrice a fianco di grandi registi?
R. – E’ un lavoro assai impegnativo, ma che mi ha sempre riempito disoddisfazioni. E’ fatto di lunghe ricerche, di concentrazione e di attenzione, perché con gli arredi e le scene si ricostruisce un’epoca. Però, insieme allo sforzo nella documentazione, non ho mai tralasciato di infondere un tocco personale.
D. – A quale film sta attualmente lavorando?
R. – Alla nuova pellicola di Scorsese, “Invenzioni di Hugo Cabret”.
D. – Lei ha scelto di vivere in più di una città: Roma, New York, Miami… E viaggia in continuazione. Qual è il luogo che ama di più?
R. – Roma, senza alcun dubbio. La luce di Roma è qualcosa che mi emoziona. Viaggio tanto, come sa, ma non c’è un angolo di mondo che io riesca ad amare quanto questa città.

Da sapere: Francesca Loschiavo ha lavorato a una ventina di film nell’arco di quasi trent’anni. Il suo esordio in grande stile è stato con “La pelle” di Liliana Cavani, nel 1981, per poi collaborare con Fellini. Negli ultimi anni, le pellicole di maggior spicco – tutte in collaborazione con Dante Ferretti – sono state: “Gangs of New York (2002), “Ritorno a Cold Mountain” (2003) “The Aviator” (2004) e “Sweeney Todd” (2007).