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Piergiorgio e Elena Bellocchio.

Donatella Finocchiaro.

Alba Rohrwacher.

Una scena del film.

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di Enrico Cerulli


La locandina del film.In queste settimane è in programmazione in alcune (purtroppo poche) sale cinematografiche indipendenti Sorelle Mai, l’ultimo film di Marco Bellocchio. Dopo il successo di Vincere!, il regista di Bobbio ha realizzato questa pellicola, che è il risultato della sua esperienza come organizzatore dei corsi del Laboratorio Fare Cinema, che si svolgono ogni estate, da più di dieci anni, nella sua città d’origine.
I diversi episodi del film raccontano le vicende della famiglia Mai, concentrando l’attenzione sui rapporti fra i due fratelli Sara (Donatella Finocchiaro) e Giorgio (Piergiorgio Bellocchio), la figlia di quest’ultima (Elena Bellocchio) e le loro zie (Letizia e Maria Luisa Bellocchio). La storia ha come sfondo la casa di famiglia del regista, dove fu girato nel 1965 il suo film d’esordio, I pugni in tasca. E infatti alcuni fotogrammi in bianco e nero di questa sua lontana opera prima talvolta compaiono tra le immagini dei vari episodi.
Anche se girato con un cast composto per la maggior parte da parenti, principalmente per motivi di costo, questa pellicola non è un documentario sulla sua famiglia, ma un film sulla “famiglia”, come istituzione e tradizione che spesso limitano la libertà e la vitalità di ogni individuo, attraverso una fitta gabbia di convenzioni e regole sociali. E Bellocchio sembra voler mostrare una via d’uscita per rifiutare tutto questo, ma in un modo totalmente diverso dalla ribellione violenta messa in scena più di quarant’anni fa nei Pugni in tasca.
Marco Bellocchio durante le riprese del film.Come in tutti i film di Bellocchio, al di là della sceneggiatura e dei dialoghi sono le immagini ad avere il ruolo principale. E su tutte quelle di Elena, che attraverso tutto il film vediamo trasformarsi da bambina a adolescente e poi giovane donna, sono sicuramente le più evocative. Senza dimenticare altre scene come quella finale, originale ed inquietante, con protagonista il bravo Gianni Schicchi, attore anch’egli nativo di Bobbio e da sempre legato a Bellocchio.
Piergiorgio Bellocchio.Alla scarsità di mezzi con cui è stato girato il film, il regista, aiutato dai direttori della fotografia Marco Sgorbati e Gian Paolo Conti e dal montaggio di Francesca Calvelli, sopperisce con la sua maestria. Ne è prova il trattamento della luce e certe inquadrature (mai banali, e a volte piuttosto “estreme”), che potremmo definire “caravaggesche”.

Da sapere:
Il territorio del Comune di Bobbio e la provincia di Piacenza offrono una variegata offerta turistica, in particolare itinerari enogastronomici e visite ai numerosi castelli e dimore nobiliari della zona. A Bobbio ogni estate si svolge un festival cinematografico, diretto dallo stesso Bellocchio. Per informazioni consigliamo di consultare i siti: www.comune.bobbio.pc.it e www.turismo.provincia.piacenza.it.
Ad aprile al cinema esce l’atteso La fine è il mio inizio, di Jo Baier, con Bruno Ganz ed Elio Germano, sulla vita del giornalista e scrittore Tiziano Terzani. Da vedere sicuramente è anche Habemus Papam, di e con Nanni Moretti che interpreta il ruolo dello psicanalista di un neoeletto Papa.