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Mirella Freni durante una lezione.

Ritratto fotografico di Giacomo Puccini.

Frammento musicale della Madame Butterfly con l’autografo del Maestro.

La Villa di Giacomo Puccini a Viareggio.

Giacomo Puccini in un ritratto con dedica del 1912.

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di Eugenia Sciorilli


La soprano Mirella Freni. Mirella Freni ospita Puccini, dal 2 al 4 aprile a Modena. Nella sede del Cubec, Accademia di perfezionamento per cantanti lirici di Mirella Freni, presso l’Ex Ospedale Sant’Agostino (Via Berengario 20), è infatti accolta la mostra di documenti originali del grande compositore messi a disposizione della città emiliana da un privato collezionista, Paolo Maffei. Successivamente, sempre presso il Cubec sarà possibile ammirare i documenti in facsimile previo appuntamento. È un abbinamento, quello tra una straordinaria voce lirica e un sublime musicista, quasi naturale: la Freni è stata una delle più apprezzate interpreti pucciniane della storia.
Proprio nelle sale del Cubec, subito dopo una lezione con i suoi allievi, ho la fortuna di incontrare Mirella Freni per un’intervista breve, ma a tuttotondo su passato e presente della sua carriera artistica:

D. – Modena come casa e rifugio quando cantava nei maggiori teatri lirici del mondo, e Modena come sede della sua scuola oggi. Ha un grande significato nella sua vita, questa città…

Mirella Freni nel giorno dell’inaugurazione del CUBEC, Accademia di alta formazione lirica di Modena. R. – Modena per me è il posto più bello del mondo, non ho mai voluto trasferirmi in nessuna altra città. Rappresenta tutto ciò che ho di più caro: è la mia Ghirlandina, il mio Duomo, la mia famiglia, la mia gente. Anche il mio Nicola (Nicolai Ghiaurov, il grande basso bulgaro che Mirella Freni ha sposato in seconde nozze – ndr) si era innamorato di Modena, con mia grande gioia… Pensi che si era comprato una bicicletta e con quella andava in giro.

D. – L’opera lirica è canto e musica, ma anche teatro. Sapersi muovere sulla scena è un talento indiscutibile, ma in che misura incide?

R. – Sì, indubbiamente la musica lirica si lega anche al teatro di prosa. Penso che per cantare devi imparare ad avere la voce, ma devi essere pure un artista di teatro, devi saper trasmettere emozioni e stati d’animo. Devi essere interprete, devi recitare, e devi riuscire a non badare più alla voce come agli inizi dei tuoi studi musicali: tu sei sulla scena, e la tua voce ti accompagna.

Mirella Freni con Paola Molinari, insegnante delle master class di pianoforte e Michele Montanari (ultimo a destra), direttore del CUBEC. D. – Il suo è stato un sodalizio artistico con tutti i più grandi direttori d’orchestra della nostra epoca. È stato un grande maestro americano, James Levine, a volerle dedicare un Gala al Metropolitan di New York per il suo addio alle scene…

R. – Sì, è uno dei miei ricordi più cari, risale al maggio 2005, con quella serata musicale Jimmy Levine volle festeggiare i miei 50 anni di carriera e i miei 40 anni dal debutto proprio al Met. Dopo il Gala, Jimmy è venuto in camerino, si è sfilato l’anello che gli era stato regalato come porta-fortuna e che gli avevo visto al dito tutta la vita, e me lo ha voluto regalare. Io gli dicevo di no, che era il “suo” anello, ma lui ha insistito nel volermelo donare, dicendomi che era il simbolo della gioia di aver lavorato con me per tutti quegli anni. È stata un’emozione profondissima, ancora la provo come se fosse capitato ieri.

D. – Quali sono le doti fondamentali per chi voglia dedicarsi al canto lirico, quelle che lei cerca di far emergere dai suoi allievi?

R. – Innanzitutto la tecnica vocale: saper usare lo strumento della voce. E poi è importantissima la presenza scenica, il modo di far arrivare al pubblico il senso della storia, dando tono alle parole, la musicalità, la capacità di impostare la voce mentre si canta. Qui a Modena, in questa città che adoro, io provo la gioia di poter aiutare tanti giovani, e la soddisfazione di sapere che già molti tra quelli che hanno studiato con me hanno avviato una carriera internazionale, hanno vinto concorsi, sono scritturati da teatri d’opera in tutto il mondo. Ecco, in questo modo io vivo ancora in mezzo alla musica.

Da sapere: il Cubec di Modena, dove insegna Mirella Freni, accetta giovani da tutto il mondo dopo una rigorosa selezione. Per informazioni: tel. 059-7520180

www.belcanto.it