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Particolare della struttura esterna del museo. (foto Zentrum Paul Klee)

Una sala del percorso espositivo. (foto Zentrum Paul Klee)

Visitatrici davanti al dipinto del 1932 Ad Parnassum. (foto Zentrum Paul Klee)

La sala delle marionette. (foto Zentrum Paul Klee)

Giochi di luce durante un’apertura notturna al pubblico (foto Zentrum Paul Klee)

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Sotto il segno del Sagittario: Paul Klee

di Maria Rita Porfiri *


Paul Klee in un ritratto fotografico di Alexander Eliasberg, 1911. Le sale dell’esposizione, in quel freddo pomeriggio domenicale, erano affollate più del solito. Tra i visitatori una giovane donna, avvolta in un lungo cappotto di pelliccia, sostava con aria perplessa davanti a uno dei dipinti esposti all’inaugurazione; dopo qualche istante, si rivolse al distinto signore che in quel momento le si era fermato accanto, osservando con un certo sarcasmo: «Queste cose le sa fare anche il mio bambino, che ha cinque anni!»; «Certo signora,» - rispose lo sconosciuto - «bisognerà vedere se le farà ancora a cinquanta». L’uomo era appunto l’autore dell’opera, il pittore Paul Klee.

Paul e la moglie Lily nel 1935 ritratti in un poster del Zentrum Paul Klee. Il personalissimo stile artistico di Klee si era formato negli anni attraverso una grande varietà di influssi. Nato in una famiglia di musicisti, fin dall’infanzia era stato immerso in un ambiente ricco di influenze creative e culturali; trasferitosi a Monaco di Baviera per studiare all’Accademia delle Belle Arti, insieme a Kandinsky e altri giovani pittori tedeschi fu tra i fondatori del celebre movimento d’avanguardia “Der Blaue Reiter”, il Cavaliere Azzurro, che animò il panorama culturale tedesco nei primi decenni del Novecento. La sua pittura raggiunse però la piena maturazione solo dopo i viaggi in Italia e nel Nordafrica, nei quali Klee assorbì l’amore per le tonalità di colore calde e luminose, che da allora caratterizzarono in modo inconfondibile le sue opere. «Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell'ora felice: io e il colore siamo tutt'uno. Sono pittore», disse, sottolineando quanto la forma pittorica fosse per lui l’espressione artistica più congeniale, quella che aveva scelto per manifestarsi pienamente al mondo.

Architettura con finestre, 1919. (foto Zentrum Paul Klee) Eppure Klee, fin da bambino, era stato instradato verso lo studio della musica, e aveva appreso a suonare il violino da professionista, tanto da guadagnarsi da vivere facendo concerti come strumentista presso l’Orchestra di Monaco. Condivideva l’attività di concertista con la moglie Lily, una pianista tedesca che aveva sposato nel settembre del 1906 e dalla quale ebbe il figlio Felix, e continuò a coltivare per tutta la vita l’amore per la musica , così come fece con l’altra sua grande passione artistica, la poesia.

Una volta affermatosi come pittore, insegnò a lungo al Bauhaus, prima di cadere in disgrazia per l’avvento del nazismo, che considerava “degenerata” l’arte di Klee e degli altri esponenti delle correnti artistiche d’avanguardia. Fu inoltre aggredito da una grave malattia degenerativa, la sclerodermia, che lo condusse alla morte nel 1940, dopo che aveva inutilmente tentato di ottenere la cittadinanza svizzera, e che numerose sue opere erano state sequestrate dai nazisti.

Intention, 1938. (foto Zentrum Paul Klee) Nato in un sobborgo di Berna il 18 dicembre 1879, sotto il segno zodiacale del Sagittario, Paul Klee ne possedeva l’eclettismo e l’amore per i viaggi e la natura, con cui aveva un rapporto intimo e profondo. Questo aspetto era esaltato dalla presenza, nel suo tema natale, di Marte in Toro, che accentua il desiderio di contatto con la terra, la natura, l'aria aperta. «Per l'artista, la comunicazione con la natura resta la più essenziale delle condizioni. L'artista è umano, è egli stesso natura; parte della natura all'interno dello spazio naturale», affermò Klee, evidenziando il profondo connubio che nel Sagittario, simbolicamente rappresentato dall’immagine mitologica del Centauro, esiste tra la “metà umana” e quella “animale”.

Baldanza, 1939. (foto Zentrum Paul Klee) Il pianeta Giove, uno dei due dominanti il segno di Fuoco del Sagittario, astrologicamente rappresenta la crescita e l'espansione spirituale, mentale e fisica. Il suo influsso si manifestava nella personalità di Paul Klee attraverso un’energia interiore ‘bruciante’, che si traduceva in accesa curiosità, desiderio di conoscenza, amore per la libertà. Dalla profondità della sua anima di artista egli attingeva la capacità di trasformare l’elemento Fuoco in luce ardente.

Nettuno, l’altro pianeta che governa il Sagittario, connette l’uomo alla sua dimensione spirituale e lo instrada verso la scoperta del proprio universo interiore. Inoltre, attiva la fantasia creativa, accende l'intuizione, muove all'arte e invita agli spostamenti per incontrare luoghi e culture lontane; tutti aspetti, questi, molto ben evidenti nella personalità del “Sagittario” Klee.

Simbolo della costellazione del Sagittario. (foto Palych/dreamstime.com)Mercurio in Sagittario nel tema natale accresceva il suo desiderio di viaggiare e di entrare in contatto con persone e stili di vita di terre lontane ed esotiche.
La posizione di Giove in Pesci ne potenziava la creatività e conferiva alla sua persona un fascino particolare, diverso dalla norma e reso ancor più magnetico dalla presenza di Venere in Scorpione nella sua carta del cielo.
La Luna in Pesci nel tema natale di Klee ne pone in risalto la ricchezza e la profondità del mondo interiore e testimonia di una eccezionale capacità di esprimere emozioni attraverso l’arte figurativa, la poesia e la musica.

Nel giugno 2005, a 65 anni dalla morte del pittore, è stato inaugurato a Berna il “Zentrum Paul Klee”, uno spazio multifunzionale interamente dedicato all’artista, progettato dall’italiano Renzo Piano, che lo ha concepito nel rispetto delle principali fonti di ispirazione di Klee, utilizzando luci naturali e materiali dalle calde tonalità della terra.

Come con i colori nei suoi dipinti, Paul Klee ha saputo creare paesaggi immaginari e evocativi anche con le parole:

Ci sono due montagne dalle cime chiare e luminose,
il monte degli animali e il monte degli dei.
Tra l’uno e l’altro sta la fosca valle degli uomini.

Il suo modo ideale di vivere e interpretare simbolicamente l’esperienza artistica, è perfettamente riassunto in questa sua affermazione: «L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è». Grande è stata l’anima di artista di Paul Klee, capace di cogliere l’essenza segreta della natura per poterla svelare agli uomini.

Esterno del Zentrum Paul Klee a Berna, progettato da Renzo Piano. Da sapere – Il Centro Paul Klee di Berna non si propone come museo in senso tradizionale, ma come piattaforma internazionale di documentazione sulla vita e l’opera del grande artista. Attualmente ospita una mostra temporanea particolarmente interessante, sul tema Paul Klee. Hilarious, che sarà ospitata fino al 29 febbraio 2012. Il Centro Paul Klee è aperto da martedì a domenica con orario 10-17, dispone di un archivio scientifico, di un negozio, di caffè e ristorante (quest’ultimo chiuso anche il martedì, ma aperto la sera).

www.zpk.org

* psicoterapeuta di scuola junghiana