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Un angolo della sala interna dello Stravinskij Bar.

Il giardino dello Stravinskij Bar.

Il cocktail Martini classico.

Il light buffet per il lunch allo Stravinskij Bar.

Il Caffè Tevere nelle immediate vicinanze del Mattatoio a Roma.

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Il Bar Manager dell’Hotel de Russie
racconta una grande soddisfazione professionale


di Max D’Addezio

La sala interna dello Stravinskij Bar.In tanti anni di onorato servizio devo essere sincero, di riconoscimenti più o meno ufficiali ne abbiamo avuti tanti, e lo dico con tanto ma proprio tanto orgoglio, perché il nostro è un lavoro umile, bello ma umile, ed essere riconosciuti come dei professionisti è una grande conquista.
Ma tra i tanti riconoscimenti ce n’è uno a cui siamo veramente affezionati, è il premio del Gambero Rosso per i “Bar d’Italia”, una vera e propria guida sui bar storici e bar dei grandi alberghi, dove
su una selezione di circa 1400 locali italiani ne vengono premiati una trentina circa, con il massimo riconoscimento di tre tazzine, sinonimo di grande qualità nel servizio e tre chicchi, sinonimo di grande
qualità dei prodotti offerti.
Il Piña Colada cocktail. (foto Barnabas Horvath/Dreamstime.com) Ricevere le tre tazzine e i tre chicchi è un vanto di cui possiamo fregiarci dal 2005 ad oggi, 2012, e la cosa che più me lo fa apprezzare è che ce lo siamo costruito piano piano, passo dopo passo,
cocktail dopo cocktail, dalle prime critiche non positive alla esaltazione e riconoscimento per un ambiente finalmente diventato cosmopolita come a Roma non c’è mai stato.
Mi ricordo ancora quella sera d'estate, eravamo pieni in albergo e il giardino straripava di clienti bramosi di avere un tavolo all’aperto nel dehor dello Stravinskij Bar. Io ero dietro il banco interno a fare cocktails (nel 2003 il bancone esterno ancora non esisteva) quando arriva un signore che mi chiede se avevo un minuto per lui. Come posso lo raggiungo al suo tavolo e mi chiede chi avesse preparato la sua Piña Colada; non sapevo se dirgli che l'avevo preparata proprio io, perchè tanto amichevole non mi sembrava, ma presi il coraggio a due mani e confessai! Lui mi disse che l'aperitivo era stato disastroso, il servizio lento, niente cose da mangiare per accompagnare i drinks, attesa per avere un tavolo, ma la Piña Colada era stata perfetta. Si presentò come un giornalista del Gambero Rosso che stava recensendo dei locali per una nuova guida dedicata solo ai bar. Spiegai che per linea aziendale l'aperitivo doveva essere accompagnato solo da olive e patatine, e che quella sera eravamo pieni oltre ogni aspettativa, ma che non mi sarei fatto trovare impreparato nel futuro. La guida uscì con una critica che ammirava il posto e incoraggiava la mia voglia La Città del Gusto a Roma, lo spazio dedicato al sapore ideato e realizzato da Gambero Rosso. di crescere e far crescere il bar dell'Hotel de Russie, ma niente di più. L'anno seguente, il 2004, le cose non andarono molto meglio, il giudizio non si scostava dal precedente, ma evidenziava almeno gli sforzi fatti. Di trasformazioni nel frattempo ne facemmo veramente tante, drinks innovativi, live cooking nel mezzo del giardino all'ora dell'aperitivo, aumento del personale, nuove sedie, la costruzione del bancone esterno, la carta con i cocktails dietetici per chi andava nel nostro centro benessere, e fu così che nel 2005 centrammo l'obiettivo, il massimo riconoscimento, l'unico bar d'albergo insieme al Danieli di Venezia ad essere premiato nell'eccellenza dei locali top. Ce la siamo battuta con locali che esistevano da parecchi anni e che hanno fatto la storia del bar caffetteria italiano, con tutto quello che ne consegue, creazioni dolciarie e cioccolaterie, innovativi e tradizionali al tempo stesso. Ancora ricordo La copertina della guida Bar d'Italia 2012, Gambero Rosso. quando mi telefonò la redazione per avvertirmi, ero in barca in un porticciolo della Grecia, chiamai subitoSergio a Roma, il Direttore che era in vacanza, Leonardo e tutti i ragazzi, per dirgli che ce l'avevamo fatta. La cerimonia si svolse nel Teatro della Città del Gusto e poi nella sala dove tutti i vincitori esponevano le loro creazioni, offrimmo anche noi le nostre creazioni, i nostri cocktail Martini per tutti. Da allora ogni anno siamo riusciti nell'impresa di non pagare nessuno e a conquistare le tre tazzine e i tre cucchiaini, e l'unico rammarico che ho è che a Roma, una delle più belle città del mondo, e in tutto il centro Italia (tra Firenze e Napoli intendo) ci siamo solo noi e (finalmente) Cristalli di Zucchero da due anni a questa parte.

 

PS: il brindisi dello Stravinskij Drink Team alla fine della festa lo abbiamo sempre fatto al Caffè Tevere, il bar del mattatoio, con cedrata tassoni e chinotto, perchè la semplicità non guasta mai!