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balli e viaggi sul web


È on line il web magazine www.ballareviaggiando.it che intende focalizzare l’attenzione su tutti gli eventi correlati ai balli dei vari paesi (festival, spettacoli, appuntamenti, raduni, stage, libri, film, mostre) in programmazione in Italia o all’estero, invitando al contempo a viaggiare nei paesi di origine per scoprirne storia, tradizioni e cultura e a ballare in un’atmosfera tutta particolare…

Su BallareViaggiando.it – a cadenza mensile ma con aggiornamento costante delle news – focus tematici sui vari paesi che si esprimono nella danza, Italia compresa: da Cuba e la sua salsa, Santo Domingo e il merengue, la Spagna e il flamenco, Vienna e il valzer, la pizzica del Salento, Buenos Aires e il tango .... Più notizie e informazioni su pacchetti di viaggio a tema, crociere e itinerari legati al ballo, approfondimento degli eventi in programmazione, spettacoli, raduni, stage.

Il web magazine si articola infatti in tre sezioni base – paesindanza - eventiprotagonisti - cui si aggiunge tutta una serie di news su spettacoli, eventi,festival, appuntamenti, scuole di ballo, proposte di viaggio, curiosità, personaggi, emozioni della danza legate al cinema e alla letteratura e quant'altro.

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Intervista a una chef con stella Michelin

di Eugenia Sciorilli


Fino a sei anni fa, il ristorante “Glass Hostaria in Trastevere” si era fatto un nome per il design e l’atmosfera con cui accoglieva gli ospiti. Poi, in cucina, è arrivata lei, Cristina. Dopo essere cresciuta a Bari e aver vissuto per 15 anni negli Stati Uniti – soggiorno che le ha permesso di laurearsi in arti culinarie al Cordon Bleu College di Austin – Cristina Bowerman ha scelto di tornare in Italia, e il ristorante romano che la ospita dal 2005 si è visto assegnare, grazie a lei e al suo estro creativo, l’ambita stella Michelin nel 2010.

D. – Questa stella Michelin, così rara per una donna chef, è probabilmente la soddisfazione maggiore nella sua carriera, considerando anche la sua giovane età…
R. – Certamente, è il riconoscimento professionale di cui vado più orgogliosa. Ma ancora più forte, dal punto di vista personale, è la soddisfazione di vedere riconosciuta la mia creatività in un mondo come quello degli chef ancora dominato dagli uomini. Soprattutto in Italia, il ruolo di donna moglie e madre e quello di donna in carriera sono quasi sempre scissi.

D. – Qual è la ricetta che ha creato nel corso degli anni e di cui va più fiera?
R. – Sono sempre stata stimolata da quel taglio di carne troppo spesso trascurato che viene chiamato il “quinto quarto”. Se dovessi scegliere una mia ricetta, sceglierei quindi le “animelle glassate ai datteri, brodo di tuberi, broccoli e tartufo nero”, che i clienti trovano tra gli antipasti del menù. E vorrei aggiungere che in questa ricetta non c’è soltanto la cucina tipicamente italiana, ma vi sono tracce anche di quella tailandese e mediorientale.

D. – Quale ricetta della tradizione gastronomica romana ama in modo particolare?
R. – La coda alla vaccinara. Credo che uno chef debba coltivare il proprio legame con il territorio. Io sono di origini pugliesi, e lavorando a Roma ho voluto studiare in modo approfondito la cucina romana.

D. – Aver vissuto così a lungo negli Stati Uniti le ha lasciato un segno?
R. – Sì, non c’è dubbio. È una terra che amo molto, di cui a volte ho persino nostalgia. Lì vivono tanti miei amici, potrei dire quasi una famiglia allargata.

D. – Per chiudere, una doppia ipotesi: nel suo ristorante entra un cliente che desidera un piatto povero di calorie, e un altro che vuole invece una ricetta ricca di sapori. Che cosa sceglierebbe dal menù?
R. – Per il primo cliente, i gamberi rossi crudi al sesamo, con melone invernale, sedano e crema di bottarga. Per il secondo cliente, il cervo con salsa al foie, gastrique di bosco, patate affumicate e cioccolato.

www.glasshostaria.it