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“Karnak cafè” di Nagib Mahfouz (Newton Compton)

di Bruga

Il libro citato e quasi tutti gli altri firmati da questo prolifico e longevo scrittore cairota premiato col Nobel nel 1988, otto anni prima della morte avvenuta all’età di 95 anni, sono – al di là del grande valore letterario – anche straordinarie testimonianze della vita della capitale egiziana nel corso di tutto il Novecento. Le descrizioni accurate e vivaci di quartieri e caffè (come El Fishawi, dove ancor oggi targhe e foto lo ricordano), condomini e famiglie, aiutano il turista di oggi a ricostruire la storia recente di una megalopoli di quasi venti milioni di abitanti, che a poca distanza fra gli uni e le altre può offrire musei straordinari e piccole discariche a cielo aperto, monumenti e moschee meravigliosi e zone di degrado assoluto, ingorghi improvvisi di migliaia di auto con clacson strombazzanti e l’unica metropolitana del continente africano (pulita, efficiente ed economicissima: il biglietto costa 15 centesimi di euro!).
Anche in questo caso, inutile dilungarsi sui monumenti che stanno lì da millenni o secoli e che trovate in qualsiasi buona guida. Più utile dare qualche aggiornamento, per esempio sul Museo di arte islamica riaperto da poche settimane e assolutamente da vedere: dopo il restyling si presenta come i migliori musei europei, elegante e ben organizzato, una vera oasi di tranquillità. Tutto il contrario del Museo di antichità egiziane che, se da un lato contiene capolavori archeologici assolutamente strabilianti da vedere assolutamente, dall’altro è sovraffollato, male illuminato, vetusto (l’edificio risale a circa 110 anni fa) e infatti entro un paio d’anni sarà trasferito fuori città, vicino alla zona di Giza dove i reperti si ricongiungeranno a piramidi e sfingi da cui sono stati separati negli ultimi due secoli… E’ bene sapere che nei musei egiziani è vietato fotografare, e le fotocamere – individuate senza eccezioni con i metal detector agli ingressi – devono essere depositate all’ingresso. Tanto vale lasciarle in albergo, perché diventano inutili o fastidiose.
Fra le novità, il restauro (in corso) del centro storico con la riapertura ai visitatori del fascinoso Palazzo Bayt El Suhaymi, il parco urbano Al Azhar che offre riparo dallo smog e dal rumore (www.alazharpark.com) e il crescente numero di donne velate o quasi completamente coperte. Da vedere, per la sua particolarità e per l’ottima conservazione, il Nilometro, un’elegante opera di ingegneria idraulica che serviva come…redditometro.
Della metropolitana si è detto: sappiate che è sicura e porta il turista sia al Museo di antichità egiziane che al complesso dove hanno sede il Museo di arte contemporanea e soprattutto il bellissimo edificio dell’Opera, sfavillante di luci dopo il tramonto in contrasto cromatico con la svettante Cairo Tower.
I taxi sono molto economici, anche se è meglio contrattare in anticipo il prezzo. In alternativa, si può utilizzare un autista che – con mezzo e benzina inclusi – costa 80 euro al giorno per sette-otto ore. Assolutamente da escludere l’ipotesi di girare con un’auto a noleggio: al confronto col traffico del Cairo, guidare per i vicoli di Napoli sembra una passeggiata in una valle svizzera…