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Il Convento di S.Chiara.

L’Hotel Santa Chiara.

L’enoteca libreria Liberrima.

I tavolini all'aperto di Liberrima.

Bella fioritura di bouganvillae a Leverano.

Una sala della Casa dell'Olivo a Leverano.

Il porticciolo turistico di Porto Cesareo.

Tramonto a Gallipoli.

Caratteristica friggitoria a Gallipoli.

Vigneti nei pressi di Castello Monaci.

L’agriturismo Santa Chiara ad Alezio.

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Teatro Paisiello a Lecce. Sabato, ore 10 – Entro a Lecce da Porta Napoli, e subito vengo avvolta dall’atmosfera elegante della capitale del Salento, con gli inconfondibili gioielli del Barocco leccese: basta una passeggiata di pochi minuti per imbattersi in monumenti e palazzi maestosi ma non pesanti, come il Teatro Paisiello o l’intero corollario di edifici storici che circondano il Duomo. L’opulenza del barocco, senza gli eccessi del suo sfarzo (come accade a Roma). Colpisce il colore della pietra, così simile a quella che distingue l’architettura dell’isola di Malta.

Ore 13 – Per un break gastronomico, una scelta non ovvia: una libreria che è anche enoteca. Si tratta della Liberrima, nel cuore del centro storico (Corte dei Cicala, 1 – tel. 0832-242626), che dispone di tavolini all’aperto e tra i suoi atout mostra una non scontata cortesia del giovane staff.

I dintorni del Duomo. Ore 15 – Ha inizio un tragitto verso le coste dello Jonio, tra campi di olivo a dismisura. La prima tappa è a circa mezz’ora di distanza da Lecce, a Leverano. La sosta coincide con un momento inondato dal sole mediterraneo, dal silenzio, dai profumi della buganvillea, dalle terrazze dominate dalle palme. Proprio a Leverano ha sede la Casa dell’Olivo, un museo tutto dedicato a uno dei migliori prodotti della terra di Puglia. Ma non sono soltanto gli oli pugliesi a fare bella mostra di sé in spazi curatissimi e di recente inaugurazione: tutte le regioni italiane sono ospitate con centinaia di etichette, a testimonianza di come l’Italia abbia un patrimonio olivicolo senza confronti al mondo (1.600 tipi di olio, l’uno diverso dall’altro).
www.casadellolivo.it
Un’altra realtà significativa di Leverano è la sua Cantina Sociale Cooperativa, con i vini dell’etichetta Vecchia Torre, di ottimo livello qualitativo.
www.cantinavecchiatorre.itPiazza S. Oronzo.

Ore 17 – Arrivo a Porto Cesareo, per una visita del Museo di Biologia Marina. Appena pochi passi, e si è incantati dalla sua laguna e dalla trasparenza dell’acqua marina. Altrettanto incantevole il porticciolo, con una miriade di isolette sull’orizzonte.

Ore 19 – L’ultima tappa della giornata è Gallipoli, che vanta una città vecchia vivace e ben tenuta. Un dettaglio mi affascina mentre mi reco a vedere il faro: una farmacia attiva da quasi due secoli, la Farmacia Provenzano, che all’interno presenta bacheche con antichi quanto variopinti vasi farmaceutici in ceramica. Arrivata al faro, vengo ammaliata da un meraviglioso calare del sole che sta per immergersi nello Jonio.

Porta Napoli. Domenica, ore 9 – A ritroso verso nord, è irresistibile la tentazione di fermarmi a Castello Monaci, circondato da vigneti, pini e rigogliosa macchia mediterranea e promosso dal GAL Terra d’Arneo, presieduto da Cosimo Durante, sindaco di Leverano e attivissimo come volontario nel World Food Programme. Edificato nel XVIII secolo, è stato magnificamente recuperato e oggi si propone come esempio di turismo rurale, che comprende visite della cantina con passaggio in barricaia, visite del museo del vino con degustazioni ed eventuale brunch, soste nel wine shop.
www.castellomonaci.comLe tre arcate di un balcone fiorito del centro storico.

Ore 10,30 – Aeroporto di Brindisi: una giovane quanto garbata hostess di terra dell’Alitalia mi avvista con il solo bagaglio a mano, e si premura di stamparmi la carta d’imbarco direttamente a un’apparecchiatura self-service. La degna chiusura di un gradevolissimo weekend.

Da sapere:
A Lecce un hotel di particolare charme e in pieno centro è il Santa Chiara Suite Hotel (Via Degli Ammirati, 24) che occupa un armonioso palazzetto a fianco dell’ex Convento di S. Chiara (attualmente in restauro per una futura riqualificazione a museo). Classificato 4 stelle, l’hotel si distingue per la particolare raffinatezza degli arredi, per un ottimo rapporto qualità-prezzo e per un curato e ombreggiato roof-garden, dove viene servita la prima colazione.
www.santachiaralecce.it
Un esempio di barocco leccese. Nei pressi di Gallipoli, invece, segnalo un agriturismo suggerito dal presidente dell’Associazione “Salento Nostro” (che riunisce i salentini che vivono a Roma), Antonio Russo: per una singolare coincidenza, anch’esso si chiama Santa Chiara, e si trova ad Alezio. Azienda agricola immersa nel verde degli aranci e degli ulivi, l’Agriturismo Santa Chiara ha il vantaggio di abbinare la quiete della campagna alla vicinanza del mare (appena 3 chilometri).
www.agriturismosantachiara.it