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Il giardino di Villa Le Corti ridisegnato da Olivia da Collobiano.

Villa Le Corti, le siepi di bosso avvolgono gli ulivi.

Il giardino della Chiarentana in Val d’Orcia.

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Luisa Chiumenti e Oliva di Collobiano

di Eugenia Sciorilli


Luisa Chiumenti in un ritratto fotografico. Nel dicembre 2009, alcuni quotidiani italiani pubblicarono l’appello di un nostro grande regista, Carlo Lizzani, affinché venisse messa in onda la serie di film “Roma Imago Urbis”, di cui la Rai aveva a suo tempo acquistato i diritti senza mai trasmetterla. A lavorare sulla sceneggiatura di uno di quei film, “Le grandi Vie”, è stata negli anni ’90 Luisa Chiumenti, che oltre ad essere architetto si è sempre cimentata nella non semplice attività di giornalista e divulgatrice: sua la rubrica “Archinfo” nella rivista “AR” (bimestrale dell’Ordine degli Architetti di Roma).

Un tratto della via Latina a Roma. L’Arco di Augusto a Rimini, punto di partenza della via Emilia. “Quando mi proposero di lavorare sulle grandi vie consolari dell’impero romano”, ricorda Luisa Chiumenti, “il mio primo approccio fu di sorpresa e di cautela; si trattava di passare da uno studio scientifico alle immagini, e tutti noi architetti lavoriamo per immagini, ma bisognava individuare i percorsi e non era facile illustrarne tutte le caratteristiche. Ricordo le riunioni e i contatti con due protagonisti del cinema italiano come Vittorio Storaro ed Ennio Morricone; averli incontrati e conosciuti mi emozionò molto”. Ora quel lavoro è a disposizione del pubblico nella Sezione d’Arte Romana del Metropolitan Museum di New York, e Luisa Chiumenti commenta: “È stato il completamento di una ricerca che mi aveva coinvolta per anni. Per me rappresenta un bellissimo ricordo, e la considero un’esperienza irripetibile”.

Il sito archeologico di Minturno attraversato dalla via Appia. Tra il passato – di cui ama ricordare soprattutto la progettazione e realizzazione di edifici scolastici e il restauro delle facciate esterne di una parte del celebre “Quartiere Coppedè” – e il futuro (il varo di una Commissione di tutela e valorizzazione sulla toponomastica antica di Roma e provincia, nell’ambito della Consulta Beni Culturali dell’ordine professionale diretta da Virginia Rossini), Luisa Chiumenti non esita a individuare nel suo presente un grande amore per i viaggi: “Sono tante le città che mi affascinano. Negli Stati Uniti, sono rimasta Un edificio in piazza Mincio, cuore del Quartiere Coppedè. entusiasta fin da quando mi ero appena laureata sia di Chicago, per il suo eccezionale sviluppo verso la contemporaneità, sia di New York, per i suoi angoli inconsueti, quasi impensabili per chi si limita a un giro superficiale, come Battery Park. E poi amo Londra, la metropoli contemporanea che meglio di altre continua ad equilibrare passato e futuro”.

Se Luisa Chiumenti veste a pennello i panni della “divulgatrice di esperienze”, una sua collega, specializzata nel paesaggismo, si è più volte proposta come autrice di libri, attirando l’attenzione di pubblico e critica: è Oliva di Collobiano, che tre anni fa ha firmato “Il giardiniere smarrito” per i tipi della Libreria Editrice Fiorentina: un viaggio attraverso giardini straordinari, alla ricerca di un dialogo tra opere umane e natura.
Architetto-paesaggista che ha sviluppato la propria attività in Toscana, dedicandosi tra l’altro al restauro del Giardino Corsini al Prato a Firenze e alla progettazione del Giardino della Chiarentana nella Val d’Orcia, Oliva di Collobiano torna nelle librerie con un’opera fresca di stampa: “Un giardino ancora” (LEF), decorato da alcune riproduzioni di acquerelli dell'autrice. Una donna che ha saputo capovolgere l’assioma secondo cui va dato al paesaggio un giardino: il punto, sostiene, è di dare al giardino un paesaggio. Impossibile non darle ragione.

www.luisachiumenti.it

www.lef.firenze.it

 

La copertina de Il giardiniere smarrito. “Il paesaggio sempre più maneggiato e frugato nella sua ricchezza, ha bisogno finalmente del giardino fatto per bene ad arte e fedele al contesto della natura con riposata e semplice grazia.
Il giardino che è il riassunto, la rappresentazione, l’accumulo e il cuore dello spazio reale che lo circonda”.
Da Il giardiniere smarrito di Oliva di Collobiano (Libreria Editrice Fiorentina, 2008)

“Il giardino.
Nell’antico giardino al nord, l’albero di canfora era considerato giovane rispetto al luogo.
La copertina di Un giardino ancora. Per sperimentare la sua resistenza all’inverno era stato sistemato in un punto riparato ma secondario rispetto alla vita del giardino che avveniva nella zona opposta, vicino all’albero di Olea fragrans, centenario, con generazioni di nonni, genitori, figli e nipotini protetti dalla sua ombra e avviluppati dal suo profumo meraviglioso. (…) Nell’ombra frastagliata dell’Olea fragrans i sentimenti sdegnosi perdevano l’aggressività irragionevole, ritrovando parole facili da capire”.
Da Un giardino ancora di Oliva di Collobiano (Libreria Editrice Fiorentina, 2011)