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Nettuno in Pesci: Vincent e Théo Van Gogh


dell’Astrologa Martina

 

La famiglia Van Gogh: in alto, i genitori Theodorus e Anna Cornelia, in basso da sinistra, Vincent, Anna Cornelia, Theo, Elisabetha Huberta, Willemina Jacoba e Cornelius Vincent.

Dal 4 febbraio 2012, Nettuno è entrato nei Pesci, il suo segno di domicilio: vi resterà per lungo tempo, fino al 30 marzo 2025. Un celebre nato con Nettuno in Pesci è Vincent Van Gogh. Anche suo fratello Théo presentava questo aspetto astrale nel suo tema natale.

***

La casa natale di Vincent nel presbiterio di Groot-Zundert nei Paesi Bassi. Ritratto del fratello Theodorus detto Theo. Era trascorsa quasi un'ora da quando Joseph gli aveva consegnato la lettera di suo fratello. Era passato a casa sua di mattina presto, durante il consueto giro della posta e si era fermato a scambiare due chiacchiere con lui, e lui, lui aveva insistito tanto perché si trattenesse ancora un momento, doveva assolutamente mostrargli a che punto era il suo ultimo lavoro, perché era alla stesura dei colori e quel giallo dorato del campo di grano, avviluppante e intensissimo, e l'effetto di contrasto cromatico che creava con l'accecante turchino del cielo, beh, quell'effetto lo esaltava quasi al furore. Doveva esserci qualcuno che sapesse capire, che sapesse guardare più in là degli altri e con uno sguardo diverso, Joseph era suo amico e avrebbe compreso il senso di quelle immagini, rese vive da campiture e volute di colori accesi e puri, che recavano impresse e visibili le striature del pennello piatto o le geometrie metalliche della spatola. Erano immagini, Vincent lo sapeva, che suscitavano perplessità o peggio, inquietudine in chi le guardava. Pochi riuscivano a leggere, nella potenza arcaica dei soggetti raffigurati nelle sue tele, l'espressione della tensione insanabile tra dentro e fuori, tra cielo e terra, tra dei superni e inferi che lacerava la sua anima e la colmava di angoscia.

Il civico 54 di rue Lepic a Parigi dove Van Gogh visse e lavorò dal 1886 al 1887. (foto Van Gogh Museum) L'Auberge Ravoux ad Auvers-sur-Oise dove Vincent trascorse gli ultimi mesi di vita. (foto Van Gogh Museum) Joseph sospirò, paziente. Era abituato a contenere l'enfasi febbrile dell'amico, da cui si lasciava coinvolgere, senza farsi travolgere. Vincent, l'olandese, come lo chiamavano nel villaggio, era un uomo dal carattere scontroso e insondabile, diffidente e imprevedibile come un gatto selvatico. E tuttavia Joseph, e anche sua moglie Augustine, gli erano sinceramente affezionati, e avevano instaurato un autentico rapporto di amicizia con lui, nonostante il suo carattere bizzarro e i suoi deliranti accessi d'ira, che gli avevano fatto guadagnare la reputazione del pazzo, lì ad Arles, dove la gente raccoglieva le firme per farlo internare. 'La follia di quest'uomo è il tormento del suo genio!' replicava duro il postino Roulin a chiunque in sua presenza accusasse l'amico di essere nient'altro che un malato di mente, per giunta pericoloso; Joseph, quell'uomo con la divisa blu del Servizio Postale Francese, lo sguardo acuto che irrompeva nel volto bonario incorniciato dai folti favoriti rossicci, era riuscito, con la sua pragmatica saggezza, a trovare la chiave per accedere all'animo inquieto di Vincent, entrando in contatto con le sue parti oscure e accettandone le fragilità.

Una lettera con disegni indirizzata al fratello Theo. (foto Van Gogh Museum) Una raccolta delle tante lettere scritte a Theo, Guanda 1993. Appena il postino fu uscito dalla grande casa dalle mura gialle, Vincent si precipitò verso il tavolo dove aveva poggiato il plico, strappò la busta e, camminando a lunghi passi per la stanza, lesse ad alta voce una, due, tre volte la lettera che Théo gli aveva inviato da Parigi. Quindi, sedette alla scrivania sotto la grande finestra verniciata di verde della sua camera da letto, che a quell'ora era inondata dalla luce calda e intensa del Sud: 'Qui la natura è straordinariamente bella' cominciò a scrivere, 'dappertutto e in ogni luogo la cupola del cielo è di un azzurro mirabile, il sole ha una radiosità di zolfo pallido ed è dolce e incantevole come la combinazione dei celesti e dei gialli di Vermeer...Per il momento non trovo ancora i miei quadri abbastanza buoni, in rapporto ai vantaggi che ho avuto da te. Ma quando saranno abbastanza buoni, ti assicuro che tu li avrai creati quanto me: il fatto è che noi li fabbrichiamo in due.' Questa ultima considerazione dà l'idea esatta dell'affetto che univa i due fratelli Van Gogh, un sentimento esclusivo e intensissimo. Théo, il minore, antiquario e mercante d'arte, proprietario di una galleria a Montmartre dove esponevano i maggiori impressionisti, aveva da sempre incentivato la passione del fratello per la pittura, sostenendolo moralmente ed economicamente nei frequenti periodi di difficoltà e finanziando la sua opera, nella quale credeva ciecamente. Arrivò a stipulare un contratto di acquisto di dodici quadri l’anno con Paul Gauguin, una mossa allettante che avrebbe convinto il pittore parigino ad accettare l'invito di Vincent a trasferirsi in casa sua ad Arles, per lavorare insieme. Il soggiorno di Gauguin in quella località della Provenza, che egli detestò sin dal primo istante, si concluse tuttavia in maniera drammatica: Vincent, al culmine di una lite complicata dall'abuso di alcol e assenzio, tentò di aggredire con un rasoio l'amico pittore, dopodiché, per autopunirsi del suo gesto, in preda alle allucinazioni, si recise metà dell'orecchio sinistro, finendo ricoverato in una casa di cura per malattie mentali. Di questo episodio, rimane un celebre autoritratto di Vincent con l'orecchio bendato.

Kirk Douglas nel ruolo di Vincent Van Gogh nel film Brama di vivere, Vincent Minnelli 1956. Vincent e Théo, così simili in molti tratti della loro personalità, avevano in comune anche un particolare aspetto astrale, la presenza di Nettuno in Pesci nel tema natale.
Il pianeta Nettuno, quando transita in Pesci, potenzia la sfera dell’immaginazione e innalza lo spirito artistico verso vette elevate. Nei nativi, e Vincent Van Gogh ne è un esempio, genio e sregolatezza possono convivere e compenetrarsi ma anche deviare verso l’eccentricità stravagante o raggiungere estremi pericolosi, come la follia. Creatività ed emotività, amalgamate da un forte pathos, sono elementi distintivi di segno e pianeta.

Vincent and Theo, film di Robert Altman del 1990 interpretato da Tim Roth nei panni di Vincent e Paul Rhys in quelli di Theo, dvd MGM. La copertina del volume Vincent & Theo, Brothers in Art pubblicato in inglese da Waanders, seconda edizione 2005. La compassione e la pietà sono caratteristiche molto accentuate in chi presenta l'aspetto astrologico di Nettuno in Pesci nel proprio quadro astrale. Queste persone sono dedite alla filantropia, agiscono in modo disinteressato nei confronti del prossimo, e il sacrificio di sé rappresenta per loro quasi una condizione esistenziale naturale. Prima di dedicare interamente la sua vita all'arte, Vincent Van Gogh, forte della sua vocazione religiosa, visse nell'indigenza assoluta assieme ai minatori delle regioni più povere del Belgio, prendendosi cura dei malati e prestando ogni tipo di aiuto, con totale abnegazione, a chi viveva in condizioni di miseria.
Può succedere, come è accaduto anche a Vincent Van Gogh, che l’influenza dell’alcool e degli stupefacenti produca in alcuni nativi con Nettuno in Pesci illuminazioni geniali; in questo caso l'equilibrio psicofisico rischia però di spezzarsi e la vita di precipitare nella sofferenza.

Mappa celeste di Hegrad, XVIII secolo. Un destino terribile accomunò il termine dell'esistenza di Vincent e Théo Van Gogh. Il primo morì dopo essersi sparato un colpo di pistola al petto, a 37 anni, assistito da Théo durante le ultime ore di agonia, mentre quest'ultimo, sconvolto dal suicidio di Vincent, ebbe un grave crollo nervoso e finì i suoi giorni a 34 anni, in una casa di cura per malattie mentali, sopravvivendo al fratello per soli sei mesi.

Rappresentazione dell'Ariete, segno zodiacale di Vincent Van Gogh. Il rapporto di affetto unico e totalizzante, che legò i due fratelli Van Gogh, trova testimonianza nel loro ricco epistolario, che conta più di 800 lettere; in esse, spesso Vincent chiedeva consigli sui quadri che dipingeva, allegando schizzi e disegni a matita per far capire al fratello su cosa stesse lavorando e quali fossero le immagini e le emozioni che lo accompagnavano nelle sue giornate.

Rappresentazione del Toro, segno zodiacale di Theo Van Gogh. Grazie anche alla presenza amorevole e accudente di Théo nella sua vita, Vincent van Gogh è potuto diventare l’immenso artista che tutti conosciamo. Nella sua attività pittorica realizzò 864 tele e più di mille disegni i cui soggetti, che comprendono ritratti, autoritratti, paesaggi e nature morte con fiori, rappresentano il suo lascito spirituale e hanno contribuito a rendere la sua fama immortale.