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Alfred e Alma, una coppia particolare

 

di Enrico Cerulli

La locandina italiana. In questo film il regista Sacha Gervasi racconta un preciso periodo della vita del grande cineasta britannico, considerato il “maestro del brivido”, esattamente il 1960, anno in cui decise di realizzare Psycho, la pellicola che sarà il suo più grande successo. Dopo aver scartato un testo di Withfield Cook, sceneggiatore con cui aveva già lavorato anni prima, Hitchcock decide di mettere in scena Psycho, romanzo thriller di Robert Bloch, inspirato alle vicende di Ed Gein, serial killer necrofilo.

Malgrado il parere contrario della moglie Alma, sua indispensabile collaboratrice, e della casa di produzione con cui era sotto contratto, la Paramount, Hitchcock decide di produrre il film a sue spese, ipotecando la casa e la proprietà. La pellicola ripercorre le varie fasi della lavorazione del film, a cominciare dal casting, in particolare la ricerca per trovare l’attrice vittima-protagonista, Janet Leigh (interpretata da Scarlett Johansson) che sarà uccisa nella famosa scena dell’accoltellamento nella doccia, fino alla delicata fase del montaggio. Passando per i difficili rapporti con la commissione di censura, con cui il regista inglese dovrà trattare lungamente.

Il merito maggiore di Gervasi è senz’altro il ritratto psicologico, particolareggiato e verosimile che ci dona di Alfred e sua moglie Alma, una coppia solida ma dai rapporti molto conflittuali, affidato a due attori di grande bravura: Antony Hopkins e Ellen Mirren. Alma Reville, pur avendo sessant’anni come il marito è di aspetto giovanile, magra e sportiva, con un grande senso pratico e molto abile nelle relazioni pubbliche, si occupa della selezione e redazione delle sceneggiature su cui lavora il marito. Alfred Hitchcock, pur avendo talento e genialità, ha chiaramente problemi di bulimia e dipendenza dall’alcol, che tiene a bada grazie alla continua e paziente sorveglianza della moglie. Pur dormendo in letti separati, è enormemente geloso di Alma, che però è onesta e fedele. I due hanno un rapporto sottilmente sadomasochistico fatto di piccoli reciproci tradimenti, anche se solo a livello di amicizie intellettuali, che li conduce verso un duro scontro.

Anthony Hopkins nel ruolo di Alfred Hitchcock. (foto 20th Century Fox) Scarlett Johansson è Janet Leigh, vittima nel famoso thriller Psyco. (foto 20th Century Fox) Anthony Hopkins tra Helen Mirren (a destra), nei panni di Alma e Scarlett Johansson. (foto 20th Century Fox)

Il giusto riconoscimento da parte di Alfred del talento di Alma come scrittrice e sceneggiatrice, unito alle delusioni che i due hanno nelle rispettive “scappatelle intellettuali”, induce la coppia ad unirsi ancor più saldamente sia affettivamente, sia professionalmente. L’enorme successo dell’uscita di Psycho nei cinema sancisce definitivamente la ritrovata armonia fra i due.

Sacha Gervasi racconta tutto questo e molto altro (curiosità e aneddoti faranno la gioia dei cinefili) in un’ora e mezza di racconto interessante, coinvolgente, divertente, con i giusti tempi e il giusto ritmo, grazie anche ad un cast di attori di indubbio valore. L’interpretazione di Antony Hopkins, obesizzato, speriamo per la sua salute in parte artificialmente, meriterebbe da sola il premio Oscar. Proprio per meglio apprezzare la recitazione di Hopkins, che riproduce fedelmente il modo di parlare e l’accento british di Hitchcock, il film meriterebbe una seconda visione in lingua originale, anche se nella versione italiana ha un doppiatore di pregio come Gigi Proietti.

Concludiamo consigliando agli spettatori di restare seduti nelle loro poltroncine fino alla fine dei titoli di coda, come imporrebbe il bon ton del cinema, per vedere una piccola sorpresa.

 

 

Una divertente utopia

La locandina del film di Milani. Il regista Riccardo Milani immagina che in un periodo di profonda crisi politica (in fondo non diversa da quella che stiamo realmente vivendo in questi giorni), in Parlamento, per eleggere il Presidente della Repubblica, si iniziano a votare nomi a caso. Risulta perciò eletto niente poco di meno che un Giuseppe Garibaldi! A questo nome risponde un tranquillo bibliotecario di provincia (Claudio Bisio), precario, con l’hobby della pesca e la passione di far recitare ai concittadini del suo paesello i grandi classici della letteratura. Lo vanno a prelevare tre politici marpioni (i bravissimi Beppe Fiorello, Cesare Bocci e Massimo Popolizio) che sembrano il gatto e la volpe di Pinocchio e cercano di blandirlo con promesse di denaro, sesso e potere affinché rinunci subito all’incarico. Ma arrivato in Quirinale, a dispetto di tutti, anche di un segretario generale (Omero Antonutti) disperato per la rozzezza e l’inadeguatezza di un simile candidato, decide invece di assumere l’incarico. Aiutato da un vice segretario piuttosto avvenente, Janis Clementi (Kasia Smutniak), molto ligia al suo dovere, ma con un passato e una madre hippy (Piera degli Esposti), il nuovo presidente darà avvio ad un settennato a dir poco rivoluzionario…

Tra le strampalate, comiche, e a volte involontarie imprese del nuovo presidente ricordiamo il suo trasformare il Quirinale in un ospizio per i senzatetto e la cena con la delegazione coreana, complice la pizza alla mariuana, trasformata in uno sfrenato party. Commovente è la visita al reparto oncologico pediatrico, in cui, assieme al presidente del Brasile, si improvvisa clown per i piccoli pazienti.

Significativo è il rapporto che Peppino (così si fa chiamare il presidente) ha con il figlio che è l’opposto di lui: davvero incapace, ma rampante e pretenzioso (ci ricorda qualcuno…); vuole essere raccomandato dal padre e cerca in ogni modo di propagandare e vendere un improbabile attrezzo ginnico.

Il regista Riccardo Milani sul set. (foto 01 Distribution) Claudio Bisio protagonista nel ruolo di Peppino, Presidente della Repubblica. (foto 01 Distribution) Claudio Bisio con Kasia Smutniak nei panni di Janis Clementi,Vice Segretario Generale. (foto 01 Distribution) Kasia Smutniak (di spalle) con Cesare Bocci il politico bello, Massimo Popolizio, il politico ruspante e Beppe Fiorello, il politico con pizzetto. (foto 01 Distribution)

Qual è la reazione dei vecchi politici di fronte a questo ciclonico presidente? Sollecitati dai “poteri forti” chiamano il Signor Fausto (Gianni Cavina), protagonista di tutti gli imbrogli e i misteri della politica del passato, affinché lo faccia fuori con la “macchina del fango”. Ma il Peppino presidente è così onesto e pulito da condurre alla disperazione anche il re delle macchinazioni e degli imbrogli! Alla fine Peppino, che nel frattempo ha anche iniziato una relazione con la sua assistente Janis, lascia la politica con un pregnante e commovente discorso rivolto al Parlamento e a tutti gli italiani.

In conclusione possiamo dire che Benvenuto Presidente! mescoli tra loro comicità e un’aspra critica all’attuale classe politica, se non addirittura all’intero Paese, in modo sicuramente originale. A volte manca un po’ il ritmo fra parte comica e drammatica, a volte certe trovate passano il segno del buon gusto, ma è comunque un film che fa ridere, sorridere, commuovere e riflettere.


 


Da sapere – Ad aprile, insieme alla primavera, fioriscono le novità al cinema. Vi proponiamo senz’altro Hitchcock, film biografico di Sacha Gervasi sul geniale regista inglese, con protagonisti Anthony Hopkins e Scarlett Johansson e 11 settembre 1683, film storico di Renzo Martinelli e Valerio Massimo Manfredi sull’assedio di Vienna da parte dell’esercito dell’Impero Ottomano, con protagonisti F. Murray Abraham ed Enrico Lo Verso.

Segnaliamo anche il debutto di due rinomati attori italiani nella doppia veste di registi e protagonisti: RazzaBastarda di Alessandro Gassman (girato in bianco e nero) e La città ideale di Luigi Lo Cascio. Interessante è anche misterioso Treno di notte per Lisbona, di Bille August, con protagonisti Jeremy Irons e Mélanie Clement. Per chi preferisse una commedia ci sono Ci vediamo domani di Andrea Zaccariello con Enrico Brignano e Il volto di un’altra di Pappi Corsicato con Laura Chiatti. E per finire, perché no? Una classica americanata: il film di fantascienza e avventura Oblivion di Joseph Kosinki, con Tom Cruise e Morgan Freeman.