Tweet

 


 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS |
| ASTERISCHI | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica

Mammuth, l’Uomo-Elefante

Passione, il suono di Napoli

The Tourist un Turista
poco Convincente

The King’s speech,
il Discorso di una Vita

Un inquietante cigno nero

Sorelle Mai

Habemus Papam

The tree of life

Cars 2

Detective Dee e il mistero
della fiamma fantasma

La pelle che abito

This must be the place

Anonymous

Midnight in Paris &
Capodanno a New York

The Iron Lady

Quasi amici

I fantasmi dell’Italia di ieri
e di oggi, veri o inventati

Il primo uomo
e To Rome with love

Dark shadows e Margin call

Estate al cinema
con Marilyn e Chef

Madagascar 3
ricercati in europa

Reality e l’Era glaciale 4

Io e te e Viva l’Italia

Una famiglia perfetta
non si può comprare…

La regola del silenzio
e Storia di Pi

Lincoln e Quartet

Anna Karenina e
Il figlio dell'altra

Benvenuto Presidente!

Viaggio sola

 

E tra sacro e profano perse l’umano

di Enrico Cerulli

 

La locandina del film. La locandina per il Festival di Cannes 2013. Con il suo ultimo film La grande bellezza, che sta riscuotendo grande successo nelle sale dopo gli applausi al Festival di Cannes, Paolo Sorrentino si conferma a buon diritto come uno dei più originali cineasti dell’attuale scena cinematografica, non solo italiana, ma internazionale.

Sorrentino ci racconta la vita e le avventure, perlopiù notturne, di Jep Gambardella (Toni Servillo), viveur d’eccezione, principe della mondanità e re delle feste. A vent’anni divenuto famoso con il suo romanzo d’esordio, L’apparato umano, a ventisei si è trasferito a Roma, dove per quarant’anni ha vissuto dei bagliori della sua passata gloria, solo marginalmente occupandosi di interviste ad artisti contemporanei.

Jep ha avuto una sola grande e intensa storia d’amore, all’epoca del suo romanzo, con una ragazza in un isola che supponiamo dell’Arcipelago Campano. Arrivato a Roma come giovane promessa della letteratura, si è perso nel turbine della mondanità e dei salotti romani, senza più scrivere una sola riga di qualcosa di originale. Ha pochi amici, sostanzialmente due: Dadina, l’intelligente e scaltra direttrice della rivista per cui scrive, che è una donna-nana e Romano (Carlo Verdone), poeta senza successo, succube di una donna sterile e superficiale. Passa le sue notti in feste sfrenate o eventi assurdi di pseudo arte contemporanea che hanno termine in lunghe passeggiate all’alba nei più incantevoli scenari del centro storico di Roma.

Non disdegna qualche avventura di una notte, come quella con la bellissima Orietta (Isabella Ferrari), ma senza farsi coinvolgere emotivamente; sostanzialmente è un uomo apatico, malinconico, fine interlocutore, ma fatuo, che non risparmia alla sua combriccola di amici intellettuali, feroci e spietate critiche sia alle loro vite, sia alle loro opere.

Il regista Paolo Sorrentino durante la lavorazione del film. (foto Medusa Film) Toni Servillo con Carlo Verdone, rispettivamente nei panni di Jep Gambardella e di Romano. (foto Medusa Film)

Una sera, in un club di via Veneto, conosce Ramona (Sabrina Ferilli), conturbante spogliarellista quarantenne, ormai disillusa dalle passate esperienze della vita, e la introduce nel suo mondo fatto di lusso esibito, antichi retaggi di nobiltà, principi, cardinali, saltimbanchi, riti e convenzioni. Purtroppo questa sconvolgente bellezza scompare improvvisamente (un po’ troppo improvvisamente: infatti questa è l’unica parte del film che non regge come sceneggiatura) lasciando Jep nel vuoto più totale. Da qui il film continua fino alla fine con flashback della storia d’amore di Jep sull’isola e le esperienze mistiche e i quasi miracoli di suor Marta, “la Santa” centenaria.

Il tutto è narrato con mano sapientissima da Sorrentino, con una solida sceneggiatura e una splendida fotografia, producendo un mondo di immagini e personaggi strani, inquietanti, perturbanti, che colpiscono e turbano lo spettatore.

Sabrina Ferilli nel ruolo della spogliarellista Ramona. (foto Medusa Film) Toni Servillo e Carlo Buccirosso nella parte di Lello Cava. (foto Medusa Film)

Al di là di questo imponente apparato barocco il film ha però un messaggio sostanzialmente negativo e privo di speranza. È la storia di un uomo che si è perso molto tempo prima dopo un tentativo (fallito) di comprendere attraverso l’amore (la sua ragazza sull’isola) e l’arte (il suo romanzo) cosa sia l’essere umano e che senso abbia la vita. Due persone chiedono a Jep Gambardella perché non abbia mai più scritto un romanzo; alla spogliarellista risponde in modo stupido: “Sono uscito troppo la sera…” alla santa invece dice: “Cercavo la grande bellezza, ma non l’ho trovata”.

Cosa sia questa “grande bellezza”, lo strano titolo del film, forse lo spiega uno psichiatra, M. Fagioli, quando a proposito di una lettera che a diciannove anni Karl Marx scrisse al padre così dice: “Ci era andato vicino, aveva colto la possibilità di un discorso scientifico e artistico insieme, nei riguardi della realtà psichica (che lui chiama spirituale), e lo dice. […] aveva colto nel segno: trovare una realtà psichica altrettanto necessaria, concreta e dai contorni altrettanto sicuri quanto la natura fisica; la perla delle perle. Riunire l'arte e la scienza. Ma poi... non è riuscito”.

Insomma Gambardella, tra sacro e profano, ha probabilmente perso anche lui “la perla delle perle”, “la grande bellezza”.



Da sapere - Segnaliamo per questo mese Holy motors di Leos Carax e Il futuro di Alicia Scherson, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Bolaño. Interessante è sicuramente Il fondamentalista riluttante, dramma thriller di Mira Nair e Cha cha cha di Marco Risi, dedicato alla Roma cinica e grigia degli intrighi, degli affari sporchi e delle intercettazioni. In ultimo, per gli amanti del genere, un thriller a episodi, girato da otto registi, inspirato ai racconti di Edgar Allan Poe, P.O.E. poetry of Eerie.