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Crociera sul Mediterraneo
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Samarcanda tra mito e realtà

Tra le steppe dell’Asia l’incanto
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Un libro una regione: la Cappadocia

“La nuova vita” di Orhan Pamuk (Einaudi)

di Bruga

Il libro di Orhan Pamuk nell'edizione Einaudi 2000. Più che di una singola città, oggi parliamo di una vasta area - la Cappadocia, ovvero “il paese dei cavalli” - di uno dei paesi in questo momento al centro dell’attenzione mondiale: la Turchia. Fino a pochi giorni fa si parlava del gigante turco quasi solo in termini positivi: crescita economica impressionante (per giunta, dopo essersi lasciata alle spalle una crisi spaventosa, con una inflazione galoppante), nuova formula di governo islamico moderato che si stava affermando come un esempio positivo per tutto il mondo musulmano, infine grande capacità di esercitare il cosiddetto soft power. Per soft power Joseph Nye intende la capacità di attrazione di una nazione, e la nuova Turchia la esercita ormai in tanti campi, dalla musica alla moda, dall’architettura al calcio (con i recentissimi exploit di Galatasaray e Fenerbahce), fino alla letteratura, dove si distinguono non solo classici del Novecento come Yashar Kemal o Nazin Hikmet, ma anche il Nobel Orhan Pamuk, autore del romanzo citato nel titolo e ambientato un po’ in tutto il suo paese, e tanti altri comprese alcune scrittrici di grande successo come Elif Shafak.

Eppure, sono bastati pochi giorni di protesta nel cuore di Istanbul per mettere in crisi queste certezze e per rianimare tante opinioni scettiche sul “modello Erdogan”. Quel che più conta, in questa sede, è il legittimo timore di un potenziale turista, che potrebbe decidere di rimandare la visita della Turchia a momenti più tranquilli …

Particolare del Tetrapilo di Afrodisia. (foto Bruga) Abitazione rupestri nella Valle di Goreme. (foto Bruga) Pitture rupestri nella Valle di Goreme. (foto Bruga) Campo di girasoli nella Valle di Goreme. (foto Bruga)

In effetti la Cappadocia – come l’Anatolia di cui fa parte - è una delle zone più devote alla leadership attuale, e sembra difficile che il turista – stando in questa regione interna - possa anche solo accorgersi di ciò che eventualmente dovesse succedere a Istanbul, Smirne o Ankara, se non perché ne parlano le tv straniere … Insomma, dal punto di vista pratico non credo che si rischi nulla andandoci adesso, se non un … colpo di calore, perché si tratta di una zona affascinante ma molto afosa. Magari a ottobre il clima, sia politico che meteorologico, potrebbe essere più tranquillo. Le cose da vedere stanno lì da secoli, e vi aspetteranno!

Comunque, di tanti luoghi avete certamente visto qualche foto: i “camini delle fate”, le case e le chiese rupestri, i canyon o le catacombe profonde decine di metri (tanto da essere definite vere e proprie città sotterranee) ci raccontano una storia che non è solo ricca sul piano geologico, ma anche su quello archeologico. Da queste terre passarono gli Ittiti così come i primi cristiani, i Selgiuchidi e gli Ottomani così come i mercanti della “via della seta”, e più di recente gli ispettori dell’Unesco, che già nel 1985 l’hanno inserita nel Patrimonio mondiale dell’umanità, con particolare riferimento al Parco nazionale di Göreme.

La Tokah Kilise, Chiesa della Fibbia nella Valle di Goreme. (foto Bruga) Le formazioni rocciose dette Camini delle Fate a Zelve. (foto Bruga) Il villaggio rupestre di Zelve. (foto Bruga) Veduta d'insieme del cosiddetto Castello di Uchisar. (foto Bruga)

E con qualche ora di auto, su strade che di mese in mese diventano sempre migliori grazie a un massiccio programma di lavori condotti con decine di mezzi e centinaia di operai, potrete andare sulla costa, magari passando per alcune delle altre zone anch’esse giustamente famose: per esempio, le cascate termali di Pamukkale (letteralmente, il “castello di cotone”), che abbinano un fenomeno naturale raro e affascinante con i resti dell’antica Hierapolis (anche in questo caso, marchio Unesco!) oppure, a non molta distanza da Pamukkale, anche l’antica città di Afrodisia, ancor più interessante perché assolutamente tranquilla e non assediata da costruzioni di gusto discutibile …

Nella zona di Urgup, potrete scegliere come albergo un’abitazione scavata nella roccia: rispetto alla camere standard iperfunzionali ma uguali a tante altre, l’effetto può essere un po’ claustrofobico, ma si tratta di un’esperienza assolutamente da fare. Quanto al cibo, questa è una culla della cucina tradizionale turca, nella sua versione popolare: ottime verdure di stagione, carni di tutti i tipi tranne che di maiale e, per dissetarsi, l’eccellente ayran, lo yogurt diluito con acqua e sale che si trova, con nomi diversi, in tutti i paesi finiti nei secoli scorsi nell’orbita turca. Qui ne trovate le versioni migliori, anche se più costose che in Albania o in Armenia, e il caldo svanirà in pochi secondi ...

www.turchia.it

 

Veduta del Canyon di Ihlara. (foto Bruga) Percorso attraverso il Canyon di Ihlara. (foto Bruga) Il teatro di Hierapolis. (foto Bruga) Le vasche naturali di acqua calda di Pamukkale. (foto Bruga)