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Le deliziose “signorine in bikini”, ma non solo...

di Asiul

 

Scorcio panoramico del Lago di Pergusa. (foto Bruga) Il nome è originale: SIMPA, acronimo che sta per “SIstema Museale di Piazza Armerina”: un modo efficace per far sapere ai tantissimi turisti che da tutto il mondo si recano nella cittadina (in provincia di Enna, al centro della Sicilia) per ammirare gli affreschi imperiali della Villa del Casale, che Piazza Armerina ha anche altro da offrire, per esempio il suo centro storico disseminato di chiese barocche …

L’obiettivo, insomma, è di attirare il visitatore per qualcosa in più delle due ore necessarie per una veloce visita ai mosaici: l’unico modo per riuscirci è “fare sistema” (come troppo spesso si dice, senza peraltro farlo). È quello che vi consiglio anche io: fatta la fatica di arrivare fin lì, godetevi la provincia più verde della Sicilia e fermatevi non solo a Enna, ma anche sul lago di Pergusa e, appunto, nel centro storico di Piazza e nella vicina Aidone, new entry della mappa artistico-archeologica italiana grazie a un paio di attrazioni imperdibili.

Ma andiamo con ordine: dei mosaici si è detto, e certamente avrete visto gli originali (magari nella vecchia sistemazione) o qualche riproduzione, come quella famosissima delle signorine in bikini … Si tratta, per inciso, non di costumi da bagno, quanto piuttosto di abbigliamento sportivo ante litteram, di sportswear come si dice oggi. Le signore si allenano, gareggiano e una di loro riceve anche il premio per la vittoria. Il tutto, per comodità, proprio con un “due pezzi” degno della Pellegrini!

L'area degli scavi archeologici di Piazza Armerina. (foto Bruga) Mosaico delle ragazze “in bikini”. (foto Bruga) Mosaico pavimentale del secondo cubicolo della Villa del Casale. (foto Bruga)

Ebbene, se avete visitato la villa qualche anno fa, forse è ora di tornarci, perché il nuovo allestimento è molto migliore del precedente. Se siete fortunati, potreste anche approfittare di qualche apertura notturna del sito, grazie al programma estivo di spettacoli e mostre particolarmente suggestivi.

Poi, un salto nel centro storico di Piazza Armerina, a cinque chilometri di distanza: su tutto svetta la bellissima Cattedrale seicentesca. Gli altri edifici della piazza antistante non sono da meno. Passeggiando in discesa, ogni venti metri troverete la facciata barocca di qualche chiesa. Da non perdere, l’interessante Pinacoteca Comunale (www.comunepiazzaarmerina.it). Un motivo in più per andare o per scegliere date diverse, se non amate il sovraffollamento, è il Palio dei Normanni con la famosa Giostra del Saraceno, che si svolge dal 12 al 14 agosto.

La Cattedrale  nel centro storico di Piazza Armerina. (foto Bruga) Il fianco sinistro della Cattedrale. (foto Bruga) Facciata di Palazzo Trigona. (foto Bruga) La chiesa di S. Domenico ad Aidone. (foto Bruga)

Un’altra manciata di chilometri ed eccoci ad Aidone (www.aidone-morgantina.it), dove da un paio d’anni fa bella mostra di sé (ai non molti visitatori che la cercano fin lì) la Dea di Morgantina (www.deadimorgantina.it), spettacolare statua marmorea recuperata dopo oltre venti anni di polemiche, grazie alla decisione del Museo Getty di Los Angeles, sotto accusa per averla acquisita incautamente dopo la razzia dei tombaroli. Stesso tragitto Sicilia-Usa e ritorno per gli argenti del “Tesoro di Morgantina”: in questo caso, però, il Metropolitan di New York ha preteso – in cambio della restituzione - il periodico ritorno degli oggetti, per cui conviene sbrigarsi, prima di essere costretti ad andare fin lì per ammirarli. Ma tutto il museo è una sorpresa: bello il contenitore e bellissimo il contenuto, dagli “acroliti” alla vasca da bagno di epoca romana, dal design quanto mai attuale.

Gli scavi dell'agorà di Morgantina. (foto Bruga) La statua della Dea di Morgantina. (foto Bruga) I biscotti di cicerchia, specialità  gastronomica aidonese. (foto Bruga)

Dopo aver provato il gelato all’olio d’oliva e i biscotti alla farina di cicerchia serviti dal bar proprio di fronte al museo, un’ultima tappa all’antica Morgantina, importante centro siculo e greco: gli scavi, iniziati quasi sessant’anni fa dagli archeologi dell’università di Princeton, sono vasti e in posizione panoramica, con resti ottimamente conservati del teatro e dell’agorà (la piazza per le assemblee), della grande fornace e dell’impianto idrico.

Prima di partire, assaggiate i prodotti eccezionali di questa zona della Sicilia: dalle pesche tardive di Leonforte al formaggio Piacentinu ennese (unico al mondo, con lo zafferano e i grani di pepe nero!), dalle fave larghe alle lenticchie nere, fino ai pani (artistici e non, comunque buonissimi! ) di Valguarnera.

www.regione.sicilia.it/web_turismo/