Tweet

 


 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS |
| ASTERISCHI | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica


Partita a Scacchi

Il Caleidoscopio:
...ovvero riflessioni
di un barman

Una simpatica Canaglia

Si fa presto a dire Martini
prima puntata

La Corte dei Miracoli

Si fa presto a dire Martini
seconda puntata

Un ricordo speciale

Bluesman

Non vedo l’ora

Uno strano “salvataggio”

L’enciclopedia del gusto…

Due Filetti di Baccalà

Te la do io l’America
prima puntata
seconda puntata
terza puntata

Un Barman per amico

Stiamo uniti!!!

L’occasione perduta

Speakeasy

Menecmi

I nuovi carbonari

La solitudine
dei numeri primi

Vado in Messico

Ciao, tenente Colombo

Vado in Messico
seconda puntata

Giorgia On my mind

V.E.sP.er n°2

Vacanze romane

Altre vacanze romane

Dedica ad un caro amico

"I can’t get satisfaction!"

Signori ci si nasce…

Un ricordo di felicità

Il comune senso…
del doppio senso!

La Roma dell’Est

Illusioni o realtà

Illusioni o realtà
seconda puntata

L’abc del gusto

Bollicine

Parigi val bene…
prima puntata


seconda puntata

L’Eros di Anastacia

Un’immersione nel medioevo

Tra un mitico Tropical
e il classico Martini Cocktail

Tra un Gin & Tonic
e una passeggiata in Molise

Tremiti islands

L’ape e l’elefante

Tre grandi stelle in una sera

I love N.Y.

Il nuovo cocktail
di un estroso barman

Si scrive "Eataly",
si legge “Italy”!

L’origine di tutte le cose

Chi beve birra
campa cent’anni…

Una vita extra ordinaria!

 

di Max D’Addezio

 

Uno dei più famosi barmen italiani racconta la sua recente tappa a Londra, in occasione del concerto dei Rolling Stones.

* * *

L'esterno dell'Hotel Baglioni. (foto Baglioni London) Da sempre conservo in un’agenda i biglietti dei concerti di qualsiasi genere essi siano, e ogni tanto mi piace riguardarmeli, come dei trofei.
Niente di che, sia chiaro, né camicie strappate né tanto meno ragazze conosciute o cuori infranti, perché quando vado ad un concerto non mi piace parlare, devo essere concentrato a godermi lo spettacolo. Quindi dicevo che di concerti ne ho visti tanti, ma sono pochissimi quelli che ricordo e che mi hanno trasmesso quell'energia che poi rimane per sempre.
Poi all'improvviso, mi sono reso conto invece che fino a questo punto non ho visto un bel niente, che tornare alle origini, dove "tutto" è cominciato, è l'inizio di una nuova strada, di una nuova avventura, così come fa bene dopo tante bevande tornare ad un classico Gin & Tonic, fatto con un grande gin, una buona acqua tonica, una fresca fetta di lime appena tagliata , un grande bicchiere di vetro fine e tanto ghiaccio, bevuto in un caldo e torrido pomeriggio d'estate, magari a Londra, e magari a Hyde Park!
Si, perché è proprio qui che la gentilezza dei miei amici mi ha portato, a Hyde Park per il concerto dei Rolling Stones, evento più unico che raro nel vero senso della parola.

Un angolo della sala del Busaba Eathai. (foto Busaba Eathai) Il Connaught Bar. (foto Connaught Hotel) La facciata a graticcio di Liberty. (foto Liberty's)

Quando mi diedero i biglietti di un viaggio organizzato per andare a Londra per il concerto, mai avrei pensato a quello che mi sarei trovato di fronte… Infatti ho pensato: "Sì, ok, un concerto di vecchie glorie, importante, un altro biglietto da conservare nella mia agenda"; niente di più inesatto, è stata una reale esperienza di vita.
Mi piace pensare di essere un rocker, uno di quelli che non ha mai smesso di portare il chiodo e le DM ( lo stivaletto Doctor Marteens) ma ben conscio di non essere stato mai battezzato dalla partecipazione ad un grande evento rock, ho cominciato a capire che stavo per parteciparvi, quando arrivato al gate dell'aeroporto ho capito che almeno la metà del volo era diretta a Londra per il concerto!
Arrivato nella City ho trovato una città affollatissima, con i suoi ritmi e i suoi impegni di quasi madre di un nuovo erede al trono, era difficile addirittura camminare per le grandi strade, ma fortunatamente noi abbiamo i nostri posticini e siamo riusciti a "sopravvivere" come al solito.
Quindi senza perdere tempo, doccia in hotel, e poi subito fuori per una, anzi per diverse rimpatriate tra amici, iniziando proprio dal giardinetto esterno e un po’ rumoroso del Baglioni, un hotel bello, nel cuore della città, a ridosso del Kensington Park e della Royal Albert Hall, con un buon servizio stile italiano e (ironia della sorte) alle spalle dell'ostello dove andavo a dormire quando facevo le mie fughe in Inghilterra a vent'anni.
Solo dopo aver mangiato una "cosina" da Busaba Eathai, un ristorante thailandese dove si può mangiare seduti alla finestra che si affaccia su strada e fare people watching (che a Londra è come vedere la tv, praticamente!), siamo andati, anzi abbiamo tentato di andare a Regent Street, ma tale era la ressa che abbiamo preferito le viuzze di Soho, alla ricerca di antiquari, bottiglie di gin, orologi e cassapanche indonesiane.
Veloce aperitivo al Connaught Hotel dal caro Agostino Perrone, che prima di andar via ti consegna un cartoncino con la ricetta del cocktail che hai bevuto, con la spiegazione di come si fa. Un po’ di shopping da Ben Shermann a Carnaby, un profumo da Liberty's su Regent Street e poi si torna in hotel per prepararsi alla cena.
Grazie e solo grazie alla conoscenza di un socio di uno dei più esclusivi members club di Londra, abbiamo ottenuto la prenotazione all' "Electric Cinema", un club per niente tirato ma che accoglie tutte le persone "stilose" di Londra, come attori di teatro, parrucchieri, giovani stilisti, insomma persone che si divertono con il loro lavoro e sanno far divertire. Quando ho la possibilità mi piace molto passarci la serata perchè entri nel mondo nuovo, dove il pensiero si evolve lontano dalle prescrizioni politiche e vicino alle pulsioni della creatività che spinge!

La sala di proiezione dell'Electric Cinema a Notting Hill. (foto Electric House) L'interno dell'Electric Diner. (foto Electric House) Un angolo ispirato a Gaudì del Beach Blanket Babylon. (foto Beach Blanket Babylon) >

Aperitivo, cenetta e poi dopocena in un salottino con un DJ che sembrava Gary Coleman (AKA Arnold) tutto matto, che faceva revival ‘80 in un privé tutto legno camini e mobili antichi.
Il mattino seguente ovviamente visitina a Portobello, dove si ascoltano giovani emergenti agli angoli delle strade a far buona musica e a cercare sheffield's shaker e pomelli di cristallo, a bere bevande della salute (smoothies) e a comprare spezie (the Spice Shop) e ricettari (Books for Cooks).
Il pranzo veloce, ma di stile, consumato in un locale che sembrava disegnato da Gaudì, dove il servizio è pessimo, il cibo ok, ma l'ambience è mooolto intrigante, e si chiama "Beach Blanket Babylon" e si trova sempre nel quartiere di Portobello, che in realtà si chiama Notting Hill, al 45 di Ledbury Rd.
Ormai mancano poche ore al concerto, quindi cab e si va in hotel per poi andare ad Hyde Park.

Quando arriviamo il colpo d'occhio è imponente, perché il concerto si svolge all'interno di un festival di cultura londinese, il British Summer Time, con le tipiche costruzioni inglesi, ricreate all'interno del parco, Hyde Park appunto, all'interno delle quali ci sono dei pub veri dove a loro volta ci sono delle file chilometriche per accedervi e prendere da bere.

Dopo un’ora di fila, e dopo aver fatto scorta per la serata, ci siamo avviati verso il palco e trovato il punto giusto di avvistamento spettacolo ci siamo stanziati e goduti l'atmosfera, fatta da chi gli Stones se li è vissuti veramente, crescendoci insieme: la signora con i capelli bianchi che leggeva il suo libro seduta sul prato e intanto con il piede teneva il ritmo della musica diffusa dagli altoparlanti in attesa che lo show avesse inizio, la coppia di settantenni lui tatuato e lei bella bionda che ci hanno raccontato di quando più di quarant'anni fa erano proprio lì a godersi Mick Jagger e compagni, i ragazzi trentenni con la maglietta, fan sfegatati degli antagonisti dei FabFour.

Uno scorcio di Hyde Park. (foto The Royal Parks/Hyde Park) Hyde Park popolato di stand e gente in attesa del concerto dei Rolling Stones. (foto Max D'Addezio) L'attrazione in stile vittoriano Helter Skelter. (foto Max D'Addezio)

Poi quando abbiamo sentito le parole "Ladies and Gentlemen will you welcome back to Hyde Park the Rolling Stones", con due fuochi d'artificio sparati in aria, l'atmosfera è esplosa come l'entusiasmo di noi tutti sessantamila cantando "Start me up", e ho capito che era iniziata la mia iniziazione al rock più puro, il mio battesimo grazie a chi i concerti rock 'n roll li ha inventati e continua a farli come pochi altri riescono, con falsetti in "Emotional Rescue" da fare invidia a cantanti con la metà degli anni di Mick.Il tocco inconfondibile di Keith Richards sempre più inconfondibile, forse lui è un po’ più confuso, questo sì, ma porca miseria come gli da giù!

Il tutto è andato avanti per più di due ore filate, e considerando che i baronetti del white blues sono tutti alla soglia dei 70 anni, è cosa buona apprezzare la loro capacità.

Finito il concerto è stato difficile lasciare il parco, quel luogo magico, dove le persone continuavano ad intonare le canzoni dei Rolling Stones, come se il concerto dovesse ancora iniziare, o che si accalcavano davanti ai banchi di chi vendeva le t-shirt per avere un ulteriore ricordo da conservare.
Mandati via dalla sicurezza, che doveva sgomberare l'area, si era fatta quasi l'una di una notte magica, e a Londra significa che se il tuo stomaco brontola c'è un solo posto che può soddisfare la tua voglia di mangiare, casomai qualcosa dai sapori del profondo Mediterraneo, casomai sapori libanesi: a Beauchamp Place, dietro i magazzini Harrods, c'è Maroush, aperto tutta la notte, un ristorante vero, buon servizio e ottima cucina libanese (i fegatini di pollo al limone sono superbi!!!).

Il concerto dei Rolling Stones per i loro cinquanta anni di attività. (foto Max D'Addezio) Il logo dei Rolling Stones celebra il 50° anniversario. (foto rollingstones.com)

Macchina privata e con 15 pound si torna a casa che domani si riparte alla volta di Roma, ma non senza aver prima fatto una "Fully English": la vera colazione all'inglese, a base di pani, salmone scozzese affumicato, bacon croccante, uova strapazzate, croissant caldi e tanto caffé filtro che a me fa impazzire, ma che gli italiani chiamano beverone.
Il pomello per la porta l'abbiamo comprato, la cassapanca arriverà (anzi mentre scrivo è qui e me la guardo – n.d.a.), l'orologio non l'ho trovato, la camicia sì, e adesso lo posso proprio dire: sono proprio un vero rocker e se citando i Rolling Stones "tu non puoi sempre avere quello che vuoi ", con degli amici come quelli che ho io..... sì.

Cheers!