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La Sciara del Fuoco dell'isola di Stromboli. (foto Turismo Eolie/Letizia Russo) Il cratere del vulcano Stromboli. (foto Turismo Eolie/Letizia Russo) Un luogo “dove tutto è possibile e nulla è prevedibile”. Un villaggio magico, dove “l’unico vero valore è il confronto quotidiano con la natura e la sua forza” Chi ha scritto queste parole conosce la potenza di Ginostra (Stromboli, arcipelago delle Eolie) meglio di chiunque altro: è uno dei pochi abitanti di un borgo nascosto, eredi di una storia e protagonisti di un presente legati incondizionatamente a una terra affascinante, incontaminata, immutata nel tempo e per questo anche difficile.

Ginostra, dalla pianta di ginestra, è arrampicata sulle pendici di “iddu”, il vulcano Stromboli, negli anni è passata attraverso le furie laviche, la paura di morire di fame, l’isolamento forzato. Soltanto negli anni ’80 arrivò la prima Guardia Medica permanente e soltanto di recente l’energia elettrica e il molo necessario a sbarcare non solo persone, ma viveri, farmaci, beni di prima necessità in ogni momento con condizioni di mare favorevoli e non. Prima della costruzione del nuovo molo, unico luogo di attracco era il Pertuso, il porto più piccolo del mondo.

La terrazza della Casa Ormeggiatori. (foto Case Merlino) I caratteristici bisuoli a Casa Barbuta. (foto Ginostra-Stromboli) Il Pertuso, il porto più piccolo del mondo. (foto Turismo Eolie/Letizia Russo)

Ginostra è a Nord-Ovest dell’isola, a dividerla da San Vincenzo, il centro principale, ci sono la Sciara del Fuoco da una parte, pareti sabbiose e rocciose dall’altra. Attraversare Ginostra costerebbe una manciata di minuti, se non fosse per la ripida salita che la separa dal porto, e se non fosse per i suoi angoli più nascosti e più remoti, arrampicati sulla montagna e raggiungibili solo percorrendo a piedi stradine e sentieri. Non esiste altra possibilità, non ci sono né macchine, né apette, né biciclette, ne sarebbe impossibile l’utilizzo, e per il trasporto di merci pesanti, valige (e anche immondizia) ci si affida al mulo, a Ginostra i pochi che ci sono diventano alleati preziosi, degni di ogni cura e amore. Fondamentale per il ritorno notturno nelle case è una piccola torcia elettrica, non esiste illuminazione nelle viuzze, ed è impensabile poter camminare senza, a meno che non vi sia la luna a guidare i passi. Ecco l’incanto: nessun rumore se non il richiamo di “iddu”, un sordo tuono che ricorda la sua presenza, nessuna luce artificiale che possa mortificare un cielo limpido e per questo stellato come raramente se ne vedono.

Il pontile che conduce al centro abitato. (foto Ristorante Nonna Assunta/Cibando.com) La terrazza del Ristorante Nonna Assunta. (foto Ristorante Nonna Assunta/Cibando.com) La sala esterna del Ristorante La Stella. (foto La Stella) Il Bazar Ginostra. (foto Bazar)

A Ginostra la vitalità della natura si presenta sotto ogni aspetto, e ci sfida: ci ricorda che siamo vivi e ci mette di fronte a noi stessi. Dal mare, dove ci si può avventurare chiedendo una barchetta agli abitanti, per ammirare le eruzioni notturne, o per concedersi una pescata di totani, Ginostra si svela per quello che è: un gruppuscolo di case eoliane, pronte ad aprirsi al turista, con i loro “bisuoli” dai quali ammirare l’orizzonte, con le stanze affacciate sulle piccole logge. Nessun resort, nessun albergo, tantomeno piscine. Il mare è tanto arduo da raggiungere quanto lo è Ginostra dal porto. Nessuna spiaggia, solo scogli lavici, neri, accoglienti, a volte insidiosi, passaggio obbligato per immergersi in acque profonde, terse e rigeneranti.

Un tramonto che spegne le parole, che illumina lo sguardo, che delizia il palato se accompagnato da un bicchiere di Malvasia e che riunisce la comunità tutta in un chiacchiericcio dai mille accenti, nello spiazzo antistante l’unica chiesa del luogo. Preludio a una cena a lume di candela, in uno dei tre ristoranti del paese, affacciati sul mare, scossi dalla brezza marina, o a una serata casalinga, che non di rado si può aprire ai vicini o ai passanti, animata da un bel piatto di capperi e patate o di linguine al sugo di totani.

Da sapere – A Ginostra i ristoranti in cui vale la pena fare tappa per assaporare le specialità locali sono "La Stella" e "Nonna Assunta". Inoltre, si può scegliere su un buon numero di case-vacanza e camere da affittare, per un soggiorno in completa immersione nella natura, tra scenari incantevoli.

Guida alla scoperta del villaggio di Ginostra di Gianluca Giuffré pubblicato da Pungitopo. Segnaliamo alcuni siti da consultare:

www.ginostracasa.com/index.htm

www.casa-ginostra.com/

www.bazar-ginostra.com/ita/

www.turismoeolie.com


 

 

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