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La Venezia del Nord
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Un libro una città: Lisbona (seconda puntata)

“Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)

 

di Bruga

Il romanzo Sostiene Pereira pubblicato da Feltrinelli.
Un modo originale per conoscere Lisbona è quello di seguire un po’ a caso i percorsi dei suoi mezzi pubblici, meglio ancora dopo aver comprato qualche abbonamento. Sappiate che i biglietti acquistati a bordo sono carissimi, che se non li fate non potete salire oppure vi beccate una multa da 500 euro (siamo mica in Italia!), e che invece l’abbonamento giornaliero costa solo sei euro ed offre possibilità infinite …

Per esempio, prendete il tram 28 in centro e arrivate fino al capolinea, cioè al Cimitero di Prazeres (che, tradotto, suona come “Cimitero dei Piaceri”). Il compianto autore di “Sostiene Pereira”, bellissimo romanzo che Faenza e Mastroianni trasferirono sullo schermo a metà degli anni Novanta, è sepolto qui, in una delle tombe degli scrittori portoghesi, dei quali fu amico, traduttore e divulgatore instancabile. Ma tutto il cimitero è bello, raccolto e non meno interessante dei famosi cimiteri parigini. Ripartendo dal cimitero, arrivate fino a Praza da Figueira: se avete fame, potete fare sosta nella storica Confeitaria Nacional (www.confeitarianacional.com) e poi riprendere il 28 in direzione opposta: il piccolo e affollatissimo tram (attenti ai borseggiatori!) si arrampica davanti alla Cattedrale dedicata a sant’Antonio di Padova (nato appunto a Lisbona), ferma in varie terrazze panoramiche e arriva in cima al quartiere dell’Alfama .

In centro, invece, non potete non prendere il 15 da Praza da Figueira o Piazza del Commercio verso Belem: traverserete una vasta zona portuale in via di riconversione, col museo Oriente oppure con il curioso quartiere di Alcantara. Fate una sosta: sotto l’altissimo viadotto ci sono un colorato mercato e la LX Factory, una sorta di centro sociale 2.0, nel quale sono nati ristoranti, boutique, scuole di danza o di cucina e negozi di modernariato con i cimeli della “rivoluzione dei garofani” (che nel 1974 restituì la libertà ai portoghesi, e il paese all’Europa). Un po’modaiolo ma interessante (www.lxfactory.com).

Il tram n.28. (foto Bruga) Il Cimitero Prazeres. (foto Bruga) La tomba di Antonio Tabucchi nel Cimitero Prazeres. (foto Bruga) Un'istallazione alla LX Factory. (foto Bruga)

Le cinquanta stazioni delle quattro linee della metropolitana sono anch’esse meritevoli di un passaggio: quasi tutte gradevoli e pulite, in molti casi sfoggiano anche una decorazione di grande interesse, spesso con la versione contemporanea delle celebri maioliche dipinte (gli azulejos) che trovate su centinaia di facciate lisbonesi. C’è anche una stazione ferroviaria che è a suo modo un monumento, quella del Rossìo, costruita nell’Ottocento in stile “neomanuelino”, citando cioè lo stile del Monastero dei Jeronimos e di altri capolavori cinquecenteschi. Da poco ristrutturata, mantiene comunque un grande fascino e si trova in una delle zone più centrali della città.

E poi le tre funicolari: all’aperto, in genere, e su brevi percorsi molto ripidi, ma tutte molto particolari e ricercate dai turisti, che le hanno ammirate in film come “Lisbon story”, uno dei più riusciti di Wenders.

Particolare della Stazione Rossio. (foto Bruga) Elevador de Santa Justa. (foto Bruga) Particolare della decorazione dell'ascensore di Santa Giusta. (foto Bruga)

Un tragitto breve ma obbligatorio è quello dell’ascensore all’aperto, l’Elevador de Santa Justa: un’opera di oltre un secolo fa, che porta dal cuore della Baixa a uno spettacolare belvedere e poi al Largo do Carmo, dove in poche ore di psicodramma i militari riuscirono a esautorare il dittatore Caetano, in quel memorabile 25 aprile 1974, una data che crea un naturale gemellaggio fra Portogallo e Italia.

Panorama dalla terrazza dell'ascensore. (foto Bruga) L'insegna del Caffè A Brasileira. (foto Bruga)

Da lì scendete verso il quartiere storico Chiado, da poco tornato a nuova vita dopo il drammatico incendio di 25 anni fa. Il posto più affollato è il centenario caffè A Brasileira, con la statua dello scrittore Fernando Pessoa seduto a un tavolino in mezzo alla folla di turisti, incapaci di sottrarsi alla foto di rito col grande intellettuale, anche se in grande maggioranza lo hanno a stento sentito nominare …

Statua di Fernando Pessoa nella piazzetta del Caffè A Brasileira. (foto Bruga) La funicolare. (foto Bruga) La stazione della metropolitana Oliveira. (foto Bruga)

Ma i mezzi di trasporto non sono finiti: se volete provarli tutti, vi mancano ancora la funivia del Parco delle Nazioni (ne abbiamo parlato il mese scorso; www.telecabinelisboa.pt) e le navi che percorrono il Tago, portando con grande frequenza da Lisbona (tre fermate: Terreiro do Paço, Cais do Sodré e Belém) verso la riva sud dell’estuario.

www.visitlisboa.com