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Tra passato e presente, la miscela tra danza, teatro e musica si rivela
anche per l’edizione 2010 del Festival di Edimburgo
la giusta formula di un successo duraturo

di Eugenia Sciorilli


Per capire come l’Europa sia riuscita a risorgere da un dopoguerra tanto penoso che seguì al secondo conflitto mondiale, serve anche un festival musicale. Il Festival di Edimburgo, ad esempio. Perché non è un caso che un austriaco costretto a fuggire dai suoi luoghi d’origine dopo l’avvento del Terzo Reich, un certo Rudolf Bing, sia stato l’artefice di un successo tanto clamoroso quanto indiscusso, e ormai inossidabile. È’ stato proprio quel Rudolf Bing a farsi artefice, e appassionato organizzatore, di un festival inaugurato nel 1947 da Bruno Walter, leggendario direttore d’orchestra tornato in Europa dal suo esilio americano per dirigere i Filarmonici di Vienna in una serata memorabile.
Quest’anno, il Festival di Edimburgo (www.eif.co.uk) propone come ogni altra edizione i suoi percorsi: concerti sinfonici, rappresentazioni di opere liriche, balletti, spettacoli di prosa, mostre d’arte, in un disegno di collaborazione tra artisti di diverse nazionalità. Quel che ne scaturisce è un “melting pot” unico per creatività e organizzazione, capace di attirare decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo in quella che molti considerano la città più raffinata del Regno Unito. Forse mai come in questo caso, la spinta ideale a riappacificare – nel segno della cultura e dell’arte - un’Europa dilaniata dalla più spaventosa delle guerre è coincisa con un successo radicato e difficilmente estirpabile.
L’edizione 2010, che si inaugura il 13 agosto per chiudersi il 5 settembre, ha come sempre il suo punto di accoglienza nell’Hub, che si affaccia sul Royal Mile, un viale in pendenza che conduce al castello: il monumento più celebre di Edimburgo, costruito su una roccia a strapiombo, geloso custode di tradizioni millenarie. Come ricchi di tradizione culturale sono anche i luoghi del festival, dalla Playhouse (capace di contenere tremila spettatori) alla Usher Hall, che con i suoi duemila posti accoglie quasi tutti gli appuntamenti con le orchestre.
Per prenotare,è sempre attiva una biglietteria online sul sito del festival, ed è anche disponibile un numero telefonico: 0044-131-4732000.