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Una gita al mare
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di Asiul


Nel golfo di Olbia, di fronte alla località di Porto San Paolo, la grande isola della Sardegna ci riserva una bella sorpresa: un piccolo arcipelago con le isole di Tavolara e Molara e lo scoglio di Molarotto, inserite in una stupefacente area marina protetta con graniti rosa, rilievi calcarei e dolomitici, spiagge bianchissime, mare azzurro-turchese paradiso dei sub.
Addirittura a Tavolara c’è un re, discendente del primo abitante della piccola isola, il cui figlio, Paolo Bertoleoni, secondo la leggenda, ospitò nel 1836 Carlo Alberto di Savoia e venne da questi riconosciuto padrone assoluto e re di Tavolara. I discendenti rivendicano con orgoglio il loro regno e gestiscono oggi un piccolo ristorante. Qualunque sia la vera storia, Tavolara e le sue piccole isole sorelle meritano una visita, soprattutto durante il festival del cinema italiano che quest’anno si svolgerà dal 20 al 25 luglio (http://www.cinematavolara.it). Potrete così gustare le proiezioni sotto il cielo stellato e la piccola avventura di imbarcarvi prima e dopo la visione del film (a Tavolara, coerentemente con la sua vocazione naturalistica, non ci sono alberghi o pensioni e nemmeno campeggi).
Proseguendo lungo la costa orientale, ecco aprirsi il bellissimo e ampio golfo di Orosei con la successione delle strepitose spiagge di Cala Luna, Cala Sisine, Cala Biriola e Cala Mariolu, tutte raggiungibili in barca e, con l’eccezione di Cala Biriola, anche a piedi, più o meno faticosamente. Ve le raccomando caldamente, soprattutto fuori stagione!
Ma non è finita: continuando, ci si inoltra nell’Ogliastra e si scopre un posticino piacevolissimo, Santa Maria Navarrese, con un ulivo millenario e una bella rassegna musicale estiva “Rocce rosse blues” (http://www.roccerosse.it), che condivide con la vicina Arbatax famosa appunto per le sue rocce rosse (quelle del festival).
Da Arbatax due emozionanti mete, una sul mare, l’altra verso l’interno. La prima è Barisardo con una torre saracena molto ben conservata a far da guardia a un’immensa spiaggia, che a fine giugno ho avuto la ventura di godermi quasi completamente da sola. La seconda è Orroli, dove si giunge dopo circa 3 ore di strada ferrata del trenino verde che collega Arbatax a Mandas (http://www.treninoverde.com).
A Orroli fermatevi per una notte a “omuAxiu” , letteralmente casa Vargiu nel dialetto locale, dal nome della famiglia che ne è proprietaria fin dal 1500 (http://www.omuaxiu.it). Non so se troverete l’anziana signora, che ricordo molto vispa e ospitale, a prepararvi squisiti piatti sardi oltre che pronta a prestarvi la sua formidabile 500 degli anni ’60 per una magnifica visita al Nuraghe Arrubiu, il cosiddetto Gigante Rosso, unico esempio di nuraghe pentalobato.
Insomma questa è la Sardegna: un mare indimenticabile, ma non solo, come vedremo anche nelle prossime puntate.

(1 – continua)