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“La città di pietra” di Ismail Kadarè, edizioni TEA

di Bruga

Mentre la costa meridionale dell’Albania si trasforma da oggetto sconosciuto in meta turistica abbastanza apprezzata (ne parleremo nella prossima puntata), cominciamo col segnalare una città del sud del paese nostro dirimpettaio, posta un po’ all’ interno ma non meno interessante delle località di mare: Girocastro o Argirocastro, in albanese Gjirokastër.
Una città che nella storia recente dell’Albania ricorre piuttosto spesso: è lì che nel 1908 nacque Enver Hoxha, il dittatore che ha guidato con pugno di ferro la piccola repubblica dal 1944 fino ai primi anni Ottanta, ed è sempre lì che nel 1936 vide la luce il maggiore scrittore mai espresso da questo paese, quell’Ismail Kadarè più volte finalista al Nobel della Letteratura.
Proprio a Girocastro nel 1971 Kadarè ambientò uno dei suoi libri più belli, “La città di pietra”: da allora il titolo è diventato la più famosa definizione di questo borgo storico. Un grande castello, lungo centinaia di metri, lo domina dal 1200: le tipiche case–torri, alte e prive di finestre al piano terra per una miglior difesa, si raggruppano lungo le pendici del monte Giere fino alla valle del fiume Drino. Il panorama, perchi si avvicina provenendo dal fondovalle, è spettacolare: le case di foggia particolarmente elegante sono separate da stretti vicoli pavimentati come nel medioevo, e su tutto spicca la mole della fortezza, con le sette poderose torri rinforzate all’inizio dell’Ottocento da Alì Pasha, un personaggio che in quel periodo dominava tutta la zona fra Tepelene (a nord di Girocastro) e Ioannina (nel nord della Grecia) grazie a decine di castelli in parte ancor oggi visitabili.
L’atmosfera complessiva del posto è quella di uno dei nostri borghi medievali, con in più il fascino decadente dei Balcani. La casa del dittatore Hoxha, trasformata in un museo etnografico e arredata con mobili d’ epoca, vi darà un’idea precisa della vita di Girocastro nei decenni o nei secoli scorsi. Altrettanto consigliato un giro nei vicoletti puliti e ben tenuti della città alta, fra moschee e negozietti che sembrano fermi agli anni Cinquanta.
Per dormire, si può scegliere fra il grande e centralissimo Cajupi, ex-grande albergo di regime appena rinnovato, o i più piccoli e caratteristici Hotel Gjirokastra e soprattutto Kalemi, con una decina di camere ricavate proprio dentro una tipica casa d’epoca. Per mangiare, un riferimento può essere il ristorante Kujtimi, ma nei menu troverete poche specialità locali, come la zuppa con le polpettine di carne.
Girocastro, così come l’altra città storica di Berat, è inserito nell’elenco dei siti censiti dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità, il che assicura un notevole livello di tutela rispetto a cattive abitudini come l’abusivismo edilizio, ma non ha impedito che nel 1997 la città cadesse per qualche giorno nelle mani dei rivoltosi, all’indomani del grande scandalo finanziario delle “piramidi”.
Adesso è un posto assolutamente tranquillo e ameno, a poco più di due ore di auto dal terzo gioiello Unesco del sud dell’Albania, la bimillenaria città di Butrinto.

(1 – continua)