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Un borgo minerario abbandonato, un paese tra fiume e mare,
una spiaggia di grani di quarzo: questo e altro
lungo la costa occidentale della Sardegna

di Asiul


Vicino ad Alghero, nel nord-ovest della grande isola, quasi cinquant’anni fa si fermò una vecchia miniera, aperta e già sfruttata dagli antichi Romani. Siamo all’Argentiera, estremo lembo occidentale della Sardegna, sperone di roccia a strapiombo sul mare. Qui il vento è padrone e il vecchio borgo minerario ormai abbandonato ci ricorda tempi duri e difficili. Vale la pena, però, farci un salto, lontano dalla Sardegna patinata e modaiola, in uno scenario segnato da montagne di pietra argentata.
Quel che rimane dell’antica laveria e delle case in pietra si presterebbe bene come set per un film sul vecchio West americano. E, comunque, l’Argentiera è stata già un set cinematografico per alcuni film, come “La scogliera dei desideri”, pellicola di Hollywood, con Elizabeth Taylor e Richard Burton, o “Chiedo asilo” del nostro Marco Ferreri, con Roberto Benigni tra i protagonisti.
Proseguendo lungo la strada litoranea occidentale detta dei Grifoni, per la presenza di una delle due uniche colonie sarde di questa specie, si incontrano calette e insenature ancora non aggredite dal turismo di massa, e si arriva a Bosa, in provincia di Oristano. La posizione di questa antica cittadina è particolare nel contesto paesaggistico sardo, affacciandosi sul mare, alla foce dell’unico fiume navigabile dell’isola: il Temno, lungo le cui rive è adagiato il centro storico, dominato dai resti del castello medievale dei Malaspina.
Passeggiare sul lungofiume è piacevole e consente di ammirare vecchi palazzi e antiche concerie, testimoni di un fiorente passato economico. Particolarmente suggestiva è Bosa durante la festa degli “altarittos”, caratteristici altari votivi che vengono allestiti in occasione della festa di Nostra Signora di Regnos Altos nel secondo fine settimana di settembre.
Non lasciate Bosa senza aver assaggiato la sua deliziosa Malvasia, aver fatto un tuffo nel suo splendido mare e aver assaporato le squisite pietanze a base di pesce al ristorante “Da Riccardo” a Magomadas (Via V. Emanuele 13-15, tel. 0785 35631), un paesino arroccato su una collina a pochi chilometri da Bosa.
Altre delizie gastronomiche vi aspettano più a sud, a Cabras, in piena laguna della penisola del Sinis, sempre in provincia di Oristano. Qui, al ristorante Sa Funtà (La sorgente) in Via Garibaldi 20, tel. 0783 290685, dove regna il muggine, provate la merca (muggini bolliti in acqua salata e conservati con un’erba palustre), se siete curiosi delle vere tradizioni locali.
In ogni caso, dovunque e qualunque cosa voi mangiate, immergetevi nelle acque cristalline che bagnano la spiaggia di Is Aruttas, formata da grani di quarzo per lo sfaldamento della vicina isola Mal di Ventre; andate poi al villaggio di San Salvatore di Sinis, con la sua piazzetta e la chiesa costruita nell’area di un antico santuario pagano di origine nuragica, che conserva un magnifico ipogeo. E infine, su un promontorio spazzato dai venti godetevi le rovine e le suggestioni di Tharros, antica città fenicia.
E per ora ci fermiamo qui. Arrivederci alla prossima puntata, sempre in Sardegna.


(2 – continua)