| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE |
| GALLERIA DEL GUSTO | RITRATTI DI ARTISTI | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | NON SOLO HOTEL | NEWSLETTER | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

Scarica l'articolo in PDF

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica


Partita a Scacchi

Il Caleidoscopio:
...ovvero riflessioni
di un barman

Una simpatica
Canaglia

Si fa presto a dire Martini
prima puntata

La Corte dei Miracoli

Si fa presto a dire Martini seconda puntata

Un ricordo speciale

Bluesman

 

 

 

 



Il Salone del Gusto di Torino:
così se lo pregusta, e lo racconta, un grande barman

di Max D’Addezio

…sì, decisamente non vedo l’ora dopo un’attesa di due anni di tornare in un luogo che mi piace chiamare il parco giochi del palato e della cultura. Sto semplicemente parlando del Salone del Gusto di Torino,una sorta di enciclopedia della cultura della tavola, e del gusto appunto, della piccola Italia che si trova di paese in paese, un’enciclopedia del lavoro meticoloso che viene portato avanti da tutti gli operatori del gusto, dall’allevatore al fornaio, dal produttore di formaggio al pescatore e così via, e che rappresentano la più alta espressione di quell’inimitabilità unica del nostro paese; of course, ci sono i presidi poi di tutto il mondo, ma quanto “me piace” l’Italia a me…

Purtroppo e per fortuna, non sono potuto essere presente alla scorsa edizione (purtroppo perché non sono stato presente, per fortuna perché ero impegnato in una splendida esperienza professionale in Russia – n.d.a.), ma è ancora vivo in me l’agnello di Zeri, ultimo stand dei presidi d’Italia che visitai quattro anni fa quando alla testa di un manipolo di mangioni, passai due giorni alla scoperta della bontà e del piacere.

E sì, perché naturalmente il bello di questo posticino è che piano piano provi tutto, assaggi, commenti, vai avanti, torni indietro, acquisti, ridi, critichi, mangi, ti arrabbi perché casomai hai provato qualcosa che avevi mangiato sul posto di produzione e nella fiera non è la stessa cosa, e come un tifoso te la prendi perché la squadra che sostieni ha solo pareggiato, rimani deluso, scopri, ti esplode la bocca e ti schicchera il cervello, nascono amori (gastronomicamente parlando,perché non mi piace confondere la tavola con il letto!), pensi a quanti odori rimarranno nella macchina negli anni a venire dopo che hai trasportato i formaggi che comprerai ,ritorni indietro nuovamente perché il la ventricina vastese come le sirene di Ulisse ti richiamano, ma il Biroldo della Garfagnana con pane di patate ti trattiene come un ciclope, ma ecco che la musica sprigionata dal violino di capra della Val Chiavenna ti tira a sé e tu sei salvo e puoi continuare il viaggio verso Itaca, dove ti aspetta la tua Penelope, rappresentata dall’eleganza sfacciatamente “âgé” del caciocavallo podolico del Gargano.

Non so proprio come ho fatto a trovare lo spazio per poter mangiare una formica rossa delle foresta amazzonica e un bicchierino di guaranà naturale una volta arrivato nella parte dedicata ai presidi del mondo, ma una volta “rifocillatomi” con l’insetto e la radice, la tenzone ha avuto il suo ricomincio e anche lì la battaglia è stata dura ed avvincente allo stesso tempo, pensando che proprio in questa occasione è iniziata la mia ricerca sul sale da ogni dove, dopo aver assaggiato il Maldon per la prima volta.

Mentre aspetto il 21 ottobre 2010, nel commiato finale vi dico che la formica rossa aveva un ottimo retrogusto di arancia (sarà una coincidenza che gli abitanti della foresta la usano come fonte di nutrimento vitaminico?...no, le coincidenze non esistono e tanto meno in natura!) e che il “cheddar cheese” usato per fare gli osteggiatissimi cheese burger, se stagionato ha diritto di dire una parolina in sala da pranzo.

Salute.

 

Da sapere:
Il Salone del Gusto di Torino (Lingotto Fiere) giunge alla sua ottava edizione e si svolge dal 21 al 25 ottobre 2010. Insieme a Terra Madre, con la quale costituisce ormai due parti inscindibili e interconnesse, il Salone del Gusto è forse l’unico luogo al mondo dove contadini e artigiani, il mondo della cultura accademica e i cuochi, grandi cultori dell’enogastronomia e “semplici” neofiti possono incontrarsi e scambiarsi esperienze.
Nella filosofia degli organizzatori, è il luogo dove si realizza una fitta rete di relazioni nel nome di un cibo sostenibile, che sappia ancora trasmettere gioia, e al quale sia restituito il suo pieno valore. Attraverso le sue numerose iniziative permette di imparare, conoscere, confrontare e informarsi, ma tutto questo si realizza nel nome di un diritto al piacere molto responsabile e pienamente condiviso. È soprattutto una festa, fatta per conoscere ciò che mangiamo e celebrare l’umanità che è coinvolta nella sua produzione.

www.salonedelgusto.it