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24 ore ad Amsterdam: diario di viaggio d’inizio stagione. Iniziando da Schiphol

di Eugenia Sciorilli

25 settembre, ore 15.30 – Aeroporto di Schiphol, ultimo sabato di settembre. Il tempo è variabile, l’aria notevolmente più fresca di quella che avvolgeva Roma in mattinata. Arrivo con un aereo Klm, e le aree aeroportuali danno un’immagine di efficienza e organizzazione, la stessa che ha fatto spesso nominare Schiphol il miglior aeroporto d’Europa. Con una passeggiata di un quarto d’ora, all’interno dell’aerostazione, raggiungo la stazione ferroviaria. Il treno arriva in venti minuti ad Amsterdam Centraal, la stazione principale della città.

Ore 16.30 –
Sulla piazza della stazione numerosi i tram in capolinea: prendo il n.2, che conduce con un breve tragitto al Museumplein. Scendo alla fermata di Paulus Potterstraat, quasi di fronte al Van Gogh Museum. C’è fila, la cassa chiude alle 17.30, intuisco che non c’è tempo per una visita. A duecento metri, in una deliziosa stradina tranquilla ed alberata – la Jan Luykenstraat. – al civico 58 si affaccia un antico edificio: è il Bilderberg Hotel Jan Luyken. Un quattro stelle senza fronzoli, anche nelle tariffe, ma che emana un certo stile.

Ore 18 –
Riprendo il tram, ma scendo dopo sole due fermate: è già centro storico, tra isole pedonali e sciami di turisti. Uno dei momenti più incantevoli di questo weekend di primo autunno è il momento in cui raggiungo un ponte sul Prinsengracht, uno degli innumerevoli canali che solcano Amsterdam. Subito dopo c’è il Keizersgracht, anch’esso di estremo fascino, soprattutto nella luce del tardo pomeriggio. Poco più in là, un altro magnifico canale, Singel, che di mattina si anima con il mercato dei fiori.

Ore 19.30 –
Cena alla “Eating House”, un caffè-ristorante a due passi dall’hotel. Nel menù le crèpes sono una tentazione: qui si chiamano Pannenkoeken, specialità della gastronomia olandese, oltre che francese. Ne scelgo una salata al prosciutto e una con zucchero e Grand Marnier, e sono ambedue ottime!

26 settembre, ore 10 –
Cinque minuti a piedi separano il Bilderberg Hotel dal Concertgebouw, la splendida sala da concerto costruita in stile neoclassico a fine Ottocento. A un’ora dal concerto-matinée, primacolazione nel “Concertgebouw Cafè”, luminoso grazie alle ampie vetrate, e malgrado il tempo grigio. Il caffè è aperto tutti i giorni dalle 8 fino a quasi mezzanotte, e regala un’atmosfera gradevole. “Cosy”, direbbero gli inglesi.

Ore 11 –
Puntuale, e in diretta radiofonica, l’Orchestra della Radio Kamer Filharmonie accoglie il direttore Heinrich Schiff, uno dei migliori violoncellisti del mondo, accompagnato dalla giovane violinista moldava Patricia Kopatchinskaya. In programma, il concerto per violino di Tchaikovskij e la Quinta di Beethoven. I momenti passati dentro il Concertgebouw regalano momenti di pura emozione: un magnifico organo domina il palco, e i musicisti offrono al pubblico un’interpretazione magistrale. A chiusura del concerto, una “standing ovation” degli spettatori chiude una mattina davvero speciale.

Ore 13.30 –
Alla reception dell'hotel mi hanno organizzato il transfer in taxi verso Schiphol. Il viaggio sembra finito, ma già so che mi aspetta un appuntamento col gusto dopo il check-in. Superati i varchi di sicurezza, infatti, mi dirigo verso il “Sea food & Wine Bar Bubbles”, che propone specialità di pesce (sushi compreso) e si trova proprio nell’area Schengen delle partenze. Cocktail di scampi con toast e calice di vino italiano a prezzi decisamente abbordabili (15 euro): si ordina, si prende il vassoio e come al self service si sceglie il tavolino, ma in un ambiente raffinato. Per chiudere in bellezza, tazza di cioccolata calda al “Cafè Chocolat”, altro punto di ritrovo da gourmet.
Intanto, è già arrivato l’orario di imbarco. Arrivederci, Amsterdam!

www.amsterdam.info
www.concertgebouw.nl
www.schiphol.nl
www.bilderberghoteljanluyken.com