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In questa terza e ultima puntata sulla Sardegna,
vi raccontiamo la Tomba dei Giganti “Coddu Vecchiu”,
il santuario di Santa Cristina e “Su Nuraxi” di Barumini

di Asiul

Non molto lontano dall’arcinota Costa Smeralda, nel comune di Arzachena, la grande isola ci riserva una delle più intriganti testimonianze delle antichissime civiltà che l’hanno abitata: la Tomba dei Giganti “Coddu Vecchiu”. Si tratta di uno spettacolare esempio delle tante tombe simili sparse per la Sardegna, che probabilmente servivano da ossari in cui depositare le spoglie dei defunti.
“Coddu Vecchiu” ha un’origine ancor più antica delle popolazioni nuragiche, ma fu in epoca nuragica, dopo il 1.600 a.C., che vennero costruite la grandiosa stele e l’ampia esedra, splendide per la loro armonia e la suggestione di altri tempi. La stele, alta più di quattro metri e larga quasi due, formata da due pietre sovrapposte, è la più imponente della Sardegna nel suo genere; chiude frontalmente il corridoio interno, lungo dieci metri, che si trova al centro della tomba.
Se si vuole conoscere veramente la Sardegna, al di là e all’interno della sua pur splendida costa, “Coddu Vecchiu” è solo l’antipasto di un viaggio nel passato che non può trascurare altri due siti particolarmente affascinanti ed emozionanti: il santuario di Santa Cristina e Barumini.
Il sito di Santa Cristina, nell’altopiano basaltico di Abbasanta in provincia di Oristano, è frutto di numerose stratificazioni e rappresenta ancora oggi un luogo di devozione per gli abitanti della zona. Si tratta di una vasta area nuragica divisa in due diversi settori, separati da un santuario cristiano con la piccola chiesa campestre di Santa Cristina, costruita in epoca medievale dai monaci Camaldolesi. Io sono stata letteralmente rapita dal tempio nuragico a pozzo, probabile edificio destinato al culto delle acque, con il suo vestibolo, il vano scala e una camera sotterranea.
Il mistero e l’aria mistica che si respirano in questo luogo sono ancora più esaltati dalla presenza delle “muristenes”, piccole abitazioni poste intorno alla chiesetta di Santa Cristina, che ospitano i pellegrini in occasione delle “nuinas” (novene). Potrebbe essere un’esperienza davvero particolare fare un salto in questo luogo magico la seconda domenica di maggio, in occasione della festa della Santa, o la quarta domenica di ottobre, quando si celebra l’Arcangelo Raffaele.
A Santa Cristina c’è anche un immancabile nuraghe, ma non si può lasciare la Sardegna senza una visita al monumentale “Su Nuraxi” di Barumini, nella provincia del Medio Campidano. Dichiarato nel 1997 dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, il sito archeologico di Barumini è al tempo stesso fortezza e villaggio con stretti viottoli, case a corte, pozzi, cisterne e capanne, ricchi della loro storia millenaria iniziata 3.500 anni fa. Isolato a dominare la pianura circostante, questo gigante nuragico svetta con la sua torre centrale alta originariamente più di 19 metri ed è sicuramente la testimonianza più impressionante della civiltà nuragica. E dire che fino agli anni ’50 il nuraghe di Barumini è rimasto celato agli occhi dei visitatori, essendo completamente sotterrato!
Per gustare al meglio la suggestione del luogo, il consiglio è di andarci quando non fa troppo caldo, magari in autunno, lontani dalla frenesia estiva dei tanti turisti di passaggio.

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