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“Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejevic (Garzanti)

di Bruga

Il nome Ragusa, a quanto pare, è garanzia di fascino per una città: bella la nostra Ragusa Ibla, capolavoro del barocco siciliano e sfondo di tante indagini del commissario Montalbano, altrettanto bella la Ragusa della costa dalmata, vale a dire Dubrovnik. Di questa prospera repubblica marinara per secoli rivale di Venezia, con la quale condivise - per una beffa della storia - il triste destino (fu azzerata da Napoleone all’inizio dell’Ottocento, dopo aver lungamente tenuto testa agli Ottomani e agli stessi Veneziani), il turista può godere l’aria vivace ed elegante non solo in estate ma anche nelle stagioni di passaggio, benchè in primavera e in autunno sia più complicato raggiungerla. Altrimenti, nella stagione fredda se ne può assaporare l’atmosfera di melting pot adriatico sulle pagine dei libri di Predrag Matvejevic, il grande scrittore e intellettuale che nella sua stessa sintetica biografia riassume un destino: nato a Mostar, una delle zone della Bosnia più martoriate nella guerra degli anni Novanta, da padre russo-ucraino e madre croata, ha poi vissuto gli ultimi anni del secolo scorso fra Parigi e Roma perché poco gradito alla autorità di Zagabria, e ha fornito nei suoi libri straordinarie riflessioni su cosa significhi sentirsi accomunati dallo stesso grande mare, il mare nostrum appunto.
Atterrando al piccolo ma funzionale aeroporto a sud di Dubrovnik e risalendo la costa fino alla città fortificata, lo spettacolo è notevole e diventa assolutamente affascinante quando compare in basso sul lato mare, avvolto nella cinta muraria (che è interamente visitabile e percorribile a piedi, mentre si scattano foto a raffica…), il bellissimo centro storico.
Girando per vicoli e piazzette lo scoprirete ben tenuto, pulito e ordinato nonostante l’assalto quotidiano di migliaia e migliaia di turisti, a cominciare dai gruppi sbarcati ogni mattina dalle navi da crociera. Prezzi un po’ alti, vadetto, ma non mancano le possibilità di risparmiare se, invece di un pasto completo, si sceglie lo streetfood locale (il byrek, cioè la pasta sfoglia farcita – come in Albania – con ricotta e spinaci oppure con carne macinata o altro).
Per la cena, fra i tanti locali consiglierei il Sesame di via Dante Alighieri (www.sesame.hr), a metà strada fra il centro storico e la zona dei grandi alberghi moderni, fra i quali è certamente da segnalare il nuovo e accogliente Bellevue nella zona di Lapad , dotato di una spiaggetta privata piccolina ma tranquilla e sopratttutto di una spa assai piacevole e funzionale (www.hotel-bellevue.hr).
Quanto alle cose da vedere, c’è n’è in abbondanza per riempire tre o quattro giorni: tutto il centro storico metro per metro (le indicazioni dettagliate le trovate su qualsiasi guida oppure nell’efficientissimo Ufficio informazioni turistiche), e poi almeno un paio delle decine di isole più o meno grandi che circondano questa penisoletta fortificata.
Non vicinissima (circa 90 minuti di battello) ma meravigliosa e tranquillissima è Mljet, soprattutto nella metà che è protetta in quanto Parco nazionale. Con una decina di euro a persona potrete entrare e godere dei servizi di trasporto (bus, battelli, sentieri) che vi consentiranno di scoprirne abbastanza da farvi venire voglia di tornare ...

It.croatia.hr
www.visitdubrovnik.hr