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di Sergio Trisolino

 

La vita sentimentale di un barman è spesso messa a dura prova. Orari sempre diversi, turni di notte, mai la certezza di terminare a quella determinata ora e... donne bellissime che fan girare la testa. Noi barmen sappiamo che è dura ma andiamo avanti imperterriti, concentrati sul nostro lavoro consapevoli che niente e nessuno ci distoglierà dai nostri sani principi!!! Bene, ogni volta che noi barmen facciamo questo discorso, immancabilmente, arriva uno sganassone dalle nostre mogli, fidanzate o compagne che siano. Aldilà della propria coscienza che possa essere linda come la neve o nera come la pece, lo schiaffone, il muso lungo comunque arriva.
Scusate il prologo ma più che a voi era rivolto alla mia dolcissima Anna e alla sua pazienza, spesso messa a dura prova. Una notte d'inverno di qualche anno fa tornai a casa tardi, molto tardi anzi, a dir la verità, era presto, infatti era mattina! Adesso provate voi a spiegare e soprattutto a convincere la persona che ti aspetta, divisa tra l'arrabbiato e il preoccupato, che hai fatto le quattro e mezza di mattina a chiacchierare con l'ex presidente degli Stati Uniti, il sig. Bill Clinton!!!...e chi ti crede?
Mr. Clinton era a Roma per una conferenza e l'unico momento, per personaggi pubblici di questa caratura con elevato controllo di sicurezza da parte di security e forze di polizia, per poter visitare indisturbati le bellezze (artistiche!) della nostra città è di notte. Quella sera, mentre stavo ultimando le operazioni di chiusura del bar dell' hotel de Russie, mi accorsi di un drappello di persone che stazionavano davanti l’atrio dell’ hotel. Andai loro incontro e mi accorsi che era il presidente Clinton con la sua scorta che stavano rientrando dopo aver, appunto, fatto un giro turistico per le principali, meravigliose piazze della nostra città.
Dopo averlo salutato, the President si fermò a chiacchierare con me per una trentina di minuti. Volle sapere notizie sulla storia dell’hotel de Russie e il suo splendido giardino, su Roma e la qualità della vita di questa città. Praticamente ero lì a parlare con una persona che pochi anni prima era considerata la persona più importante ( dopo Capitan Totti!!!) del pianeta! E conversavamo come due vecchi amici…FANTASTICO!!! Ma la cosa che mi colpì di più fu, in realtà, un’altra.
Quando Mr. Clinton entrò in albergo, erano presenti, oltre a me, il portiere di notte e due inservienti che stavano facendo le quotidiane pulizie notturne. Lui ci salutò personalmente uno ad uno con una vigorosa stretta di mano. Non c’erano fotografi, non era in campagna elettorale insomma poteva salutare con un semplice cenno o addirittura NON salutare come spesso avviene in circostanze simili. Ma lo fece senza demagogia e con assoluta spontaneità. Piacque molto questa cosa e rivelò una persona ancora più simpatica e gradevole. Well done, Mr. Clinton!

P. S.
Se mai ci fosse ancora qualche morboso curioso tra voi, la risposta è…no!
…Non parlammo di Monica, quella sera…e in ogni caso la confidenza fatta al barman è come il segreto detto in confessionale! Ciaooo!