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L’Assistant Bar Maanger dell’hotel de Russie e una storia quasi dickensiana,
per vivere lo spirito del Natale

di Sergio Trisolino

 

L'annuale pranzo di Natale organizzato a Roma per i senzatetto dalla Comunità di Sant'Egidio all'interno della basilica di Santa Maria in Trastevere. (foto Comunità di Sant'Egidio) Aspettavo il mese di dicembre per raccontare questa storia. Dicembre è l’ultimo mese dell’anno ed è il mese che “ospita” il Santo Natale, quindi corsa sfrenata a fare i regali, strade e piazze piene di luci, vetrine dei negozi luccicanti di addobbi natalizi e case, le nostre case, con un ospite in più, l’albero di natale. Ovviamente, Natale ha una valenza religiosa e sappiamo tutti, credenti o no, cosa rappresenta. A Natale ci si sente più buoni, più generosi e più propensi verso il prossimo. Almeno questo dovrebbe essere. Finita questa premessa ne inizio un’ altra. La collaborazione per Travelcarnet nacque un giorno per caso, mentre conversavo con Eugenia Sciorilli, che stava per fondare questa rivista.

L’idea era quella di raccontare aneddoti legati a personaggi famosi incontrati nella mia carriera di barman. Aneddoti curiosi e positivi, cose che si possono raccontare tralasciando storie meschine o di gossip che non sono certo nello spirito di Travelcarnet. Bene, finite le premesse, comincia la storia. Perché il racconto di dicembre, il mese di Natale, lo voglio dedicare, per una volta, a un personaggio non VIP, conosciuto anni fa durante il mio lavoro. Sconosciuto ed ignorato da tutti, quindi non famoso ma comunque importante per rimanere impresso nella mia memoria.

La Signora Gina, credo si chiamasse così, abitava anni fa a via Varrone angolo via Crescenzio, zona Prati di Roma. La sua era una bella casa, molto curata…di cartoni! Eh sì, la Signora Gina era una clochard, appartenente al mondo degli “invisibili”. Sono nelle piazze, nelle strade, possono essere ovunque ma noi non li vediamo, i “barboni”. Non sappiamo cosa fanno, dove vanno, come si procurano il cibo o i vestiti , che necessità hanno, perché non li “vediamo” e per questo sono invisibili.

Il presepe allestito sulla scalinata di Piazza di Spagna a Roma ispirato alle opere di Bartolomeo Pinelli. (foto Carlomorino) La Signora Gina era una donna sui 60 anni ( è difficile dare l’età ad un clochard), piuttosto alta e con una bella figura. Capelli corti biondo platino, occhi color ghiaccio, decisamente doveva essere stata una donna molto bella perché ancora se ne intravvedeva la bellezza. Colpiva, oltre che lo sguardo fiero, la sua padronanza del linguaggio e i modi eleganti, segni inequivocabili di un passato con ben altri fasti. Anche i vestiti, sebbene laceri e sporchi, tradivano origini di più alta levatura. Del resto uno non nasce barbone, ci diventa o…sceglie di diventarlo.

A volte veniva nel locale dove lavoravo. Ci veniva non per bere un drink o per ascoltare la musica ma per lavarsi. La sua presenza non disturbava mai, veniva sempre all’apertura del locale quando ancora non c’erano i clienti e chiedeva sempre il permesso di usare i servizi,lasciando tutto in ordine. Ricordo bene la prima volta che venne e mi chiese di usare il bagno e il mio annuire impacciato, confortato dall’assenso di Francesco, il proprietario.

Quando la Signora Gina uscì, venne al bancone del bar e mi chiese quanto dovesse per il disturbo. Risposi che no, non doveva nulla e allora Lei mi guardò con un sorriso e mi chiese un caffè. Lo sorseggiò appena e mi chiese il conto. Io che allora ero un ragazzetto sveglio ma non molto navigato, commisi l’errore di dirLe che anche per il caffè non doveva nulla. “ Ma io scorgo nella tabella alle sue spalle che il caffè costa 700 lire”. Io, che cominciavo a sentirmi un idiota, farfugliai che sì quello era il prezzo. La Signora Gina lasciò sul banco 1000 lire, senza chiedere il resto e lasciò me, di stucco per la lezioncina di vita appena ricevuta. Il suo sorriso fiero ma non altero lo incrociai altre volte…perché, proprio vero, Signori si nasce…!!!

Buon Natale

p. s. – Se volete regalare degli indumenti ai tanti come Gina, regalate anche della biancheria intima e le calze, non ci pensa mai nessuno e per questo sono tra le cose di cui hanno più bisogno.