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balli e viaggi sul web


È on line il web magazine www.ballareviaggiando.it che intende focalizzare l’attenzione su tutti gli eventi correlati ai balli dei vari paesi (festival, spettacoli, appuntamenti, raduni, stage, libri, film, mostre) in programmazione in Italia o all’estero, invitando al contempo a viaggiare nei paesi di origine per scoprirne storia, tradizioni e cultura e a ballare in un’atmosfera tutta particolare…

Su BallareViaggiando.it – a cadenza mensile ma con aggiornamento costante delle news – focus tematici sui vari paesi che si esprimono nella danza, Italia compresa: da Cuba e la sua salsa, Santo Domingo e il merengue, la Spagna e il flamenco, Vienna e il valzer, la pizzica del Salento, Buenos Aires e il tango .... Più notizie e informazioni su pacchetti di viaggio a tema, crociere e itinerari legati al ballo, approfondimento degli eventi in programmazione, spettacoli, raduni, stage.

Il web magazine si articola infatti in tre sezioni base – paesindanza - eventiprotagonisti - cui si aggiunge tutta una serie di news su spettacoli, eventi,festival, appuntamenti, scuole di ballo, proposte di viaggio, curiosità, personaggi, emozioni della danza legate al cinema e alla letteratura e quant'altro.

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Una sezione - Cantare Ballando - è riservata agli anni 60/70, ai personaggi
e protagonisti di quegli anni
“ruggenti” con l'obiettivo di organizzare anche eventi musicali (Cantare Ballando Group).

Contatti:
Ester Ippolito Paparozzi (esterippolito@libero.it)
06-5122782
Cell. 333-439314

Livia Rocco
(liviarocco@tin.it
)

Elio Ippolito, responsabile di Cantare Ballando Group (elio.ippolito@libero.it)

 


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di Eugenia Sciorilli

 

Le generazioni attorno al vino: è questo il tema della decima edizione del concorso letterario “Bere il Territorio”, che l’associazione Go Wine ha promosso e al quale si può partecipare fino al prossimo 28 febbraio. Intento del concorso – la cui cerimonia di premiazione si terrà ad Alba il 26 marzo 2011 – è quello di valorizzare, attraverso la cultura  e lo scrivere il valore aggiunto che il vino porta con sé e che costituisce l’elemento che lo distingue da qualsiasi altra bevanda: prodotto della terra, di un territorio da conoscere e …da bere.

Travel Carnet ha il piacere di offrire ai lettori, per cortese autorizzazione di Go Wine, un estratto del racconto di Marco Volpe, intitolato Racconto di notte e vincitore della “Sezione generale over 30” della scorsa edizione:

"Sto seduto alla scrivania, pigio sulla tastiera del portatile nuovo e sorseggio a intervalli irregolari un rosso corposo da tredici gradi e mezzo. Dalla finestra dello studio, quello che vedo è uno spicchio di luna sbilenca e il solito pezzo di strada con gli alberi da un lato e le prostitute dall'altro.
Gli alberi sono sette e le prostitute, stasera, due, distanziate di pochi metri. La più vicina ogni tanto mi guarda. Io non chiudo mai le tendine: le donne vedrebbero comunque la luce e mi sembrerebbe di spiarle. Preferisco essere scoperto come sono nude loro. Sono sveglio- è come se dicessi- e sono qui, e scrivo, e bevo vino, e ogni tanto vi guardo.
E come me e le prostitute, è vivo e sveglio un tipo sulla cinquantina che si avvicina alla più giovane e si mette a parlottare. Discutono del freddo e della notte, immagino, e di sonno e di vino; non parlano di soldi né di sesso. La strada è semibuia e il giorno che se ne è andato, a misurarlo, distante esattamente quanto quello che arriverà. Dopo qualche minuto, i due si allontanano sotto braccio e scompaiono dal mio pezzo di strada. Io continuo a pensarli: un uomo di cinquant'anni che va a prostitute ma ci va a piedi, e una donna che di anni ne avrà trenta e fa quel mestiere lì, ma quando l'avvicini ti domanda se hai freddo e se ti piace il vino.
Entrano in una specie di taverna che apre al tramonto e chiude all'alba. L'uomo ordina una bottiglia da tre quarti di litro e qualcosa da mangiare. Siedono. 
Da ragazzo lo chiamavano "il frate", perché a venticinque anni gli erano spuntati in testa tre quarti di quella chierica naturale che adesso è poco più che una mezzaluna. Si è guadagnato da vivere e da bere facendo tutti i mestieri del mondo; in più è un pittore mancato e un mezzo filosofo, e ogni tanto chiede la carità.
Lo immagino muovere le mani e parlare disinvolto: ha un tatuaggio sul bicipite destro e la pipa, come Braccio di Ferro, ma questo non vuol dire che conosca il mare. Invece sa tutto di lune e di vini, di quando potare le viti e di come legarle perché inseguano il sole, di quanto il barolo sia più robusto del chianti e però meno fruttato, della distanza infinita tra un nero d'avola e un barbera.
Gli anni più belli e pieni della sua vita li ha passati a Parigi, dipingendo la Tour e la Seine, da tutte le angolazioni possibili più alcune che non esistono neppure. Lì, ha conosciuto l'amore che ti porti appresso più o meno per sempre, oltre a vari amoretti trasparenti di quelli che invece servono solo a tenerti vivo e arrabbiato. Per andar dietro a uno di questi, ha finito col lasciare Parigi e i quadri. È stato in Germania, Vienna, Milano. Altri mestieri e altri amoretti. Finché è capitato in questo posto qui di provincia, come per caso, ottantamila anime e la campagna intorno, niente a che vedere con Parigi ma il vino è buono.
Lei sta lì ad ascoltarlo incantata, persa a seguire i movimenti di quella barba grigia e ruvida che spostandosi su e giù racconta storie verissime o inventate bene. E ogni tanto l'uomo dice qualcosa di comico e si ferma, e allora lei ride brusca e il suo bicchiere batte sul legno del tavolo e tutti si voltano.
Mi volto anch'io, verso il pezzo di strada dove invece ogni cosa è muta, con la sola rara eccezione di una macchina che passa, o del vento ghiacciato di gennaio che sbatte contro gli alberi, o di quell'unica prostituta bionda che è rimasta sul viale e canticchia ad alta voce. È un periodo in cui non prendo sonno facilmente. Siedo, bevo vino rosso forte, ascolto canzoni che si mescolano alle storie che invento e racconto al portatile nuovo, quasi fossi anch'io un marinaio filosofo abbevazzato senza barba e senza pipa.
Il Frate tira fuori una banconota e la lascia sul tavolo, poggiandoci sopra un bicchiere di vetro perché non se ne voli via. La banconota si macchia di gocce di vino.
Al momento di uscire, lei di lui sa quasi tutto, verissimo o inventato che sia, mentre lui di lei sa solo che lavora per strada ma in un modo tutto suo, e che per essere una donna sa bere, e che in bocca ha trentadue denti bianchi bianchi che stanno benissimo sul rosso acceso della salamella che masticava fino a un attimo fa.
- Ma adesso parliamo un po' di te. Non mi hai detto neppure come ti chiami."

Da sapere: per tutte le informazioni relative al bando di concorso, invitiamo a visitare il sito www.gowinet.it – e-mail: gowine.editore@gowinet.it 

Sostengono la X edizione del concorso letterario nazionale "Bere il Territorio" la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, da sempre partner del progetto, e un Comitato Sostenitore di aziende vinicole italiane, composto da:
Aglianica Associazione Culturale – Rionero in Vùlture (Pz);
Antica Distilleria Sibona – Piobesi d’Alba (Cn);
Bisol Desiderio & Figli – S. Stefano di Valdobbiadene (Tv);
Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave – Soave (Vr);
Consorzio Tutela Lugana – Peschiera del Garda (Vr);
Donnafugata – Marsala (Tp);
Emo Capodilista – La Montecchia – Selvazzano Dentro (Pd);
Gostolai di Arcadu Giov. Antonio – Oliena (Nu);
Montalbera – Castagnole Monferrato (At);
Redaelli De Zinis – Calvagese della Riviera (Bs);
Vietti – Castiglione Falletto (Cn);
Ciccio Zaccagnini – Bolognano (Pe).