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www.ballareviaggiando.it
balli e viaggi sul web


È on line il web magazine www.ballareviaggiando.it che intende focalizzare l’attenzione su tutti gli eventi correlati ai balli dei vari paesi (festival, spettacoli, appuntamenti, raduni, stage, libri, film, mostre) in programmazione in Italia o all’estero, invitando al contempo a viaggiare nei paesi di origine per scoprirne storia, tradizioni e cultura e a ballare in un’atmosfera tutta particolare…

Su BallareViaggiando.it – a cadenza mensile ma con aggiornamento costante delle news – focus tematici sui vari paesi che si esprimono nella danza, Italia compresa: da Cuba e la sua salsa, Santo Domingo e il merengue, la Spagna e il flamenco, Vienna e il valzer, la pizzica del Salento, Buenos Aires e il tango .... Più notizie e informazioni su pacchetti di viaggio a tema, crociere e itinerari legati al ballo, approfondimento degli eventi in programmazione, spettacoli, raduni, stage.

Il web magazine si articola infatti in tre sezioni base – paesindanza - eventiprotagonisti - cui si aggiunge tutta una serie di news su spettacoli, eventi,festival, appuntamenti, scuole di ballo, proposte di viaggio, curiosità, personaggi, emozioni della danza legate al cinema e alla letteratura e quant'altro.

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Una sezione - Cantare Ballando - è riservata agli anni 60/70, ai personaggi
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“ruggenti” con l'obiettivo di organizzare anche eventi musicali (Cantare Ballando Group).

Contatti:
Ester Ippolito Paparozzi (esterippolito@libero.it)
06-5122782
Cell. 333-439314

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(liviarocco@tin.it
)

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di Eugenia Sciorilli

Intervista a Paolo Fresu, grande tromba del jazz italiano

È intenso questo scorcio di stagione per Paolo Fresu, uno dei trombettisti jazz più apprezzati in Italia, e interprete acclamato anche all’estero. E’ appena uscito il disco “Mistico Mediterraneo” con la prestigiosa etichetta ECM, mentre dal 3 al 5 febbraio il Paolo Fresu Devil Quartett è presente al Jazz Club “Blue Note” di Milano. Il 6 febbraio l’Auditorium di Roma lo ospita per un concerto in duo con Danilo Rea, quindi la Francia lo attende per un tour del Devil Quartett dall’8 al 12, cui seguirà una tournée in Inghilterra con il chitarrista Ralph Towner, dal 3 all’11 marzo. Subito dopo, dal 19 al 21 del mese prossimo, sarà a Bergamo per il festival jazz di cui è direttore artistico (tra gli ospiti, Stefano Bollani e Gilberto Gil).
Lo spunto a questa intervista è un tour appena concluso: quello che ha visto Paolo Fresu protagonista di un programma intitolato “Back to Bach”, in compagnia dei Virtuosi Italiani.

D. – Perché questa idea di dedicarsi a un mix di classica e jazz con un’orchestra di archi?
R. – Perché sono sempre stato attratto dalla musica classica, in particolare quella barocca. Sento molte affinità con la musica di Händel, di Tartini, di Monteverdi, c’è uno swing, un modo di respirare la musica che amo molto. Inseguivo da molti anni questa idea, che è anche una sfida musicale, e le sfide mi piacciono, mi danno energia.

D. – Sardo di origine, ha deciso di vivere in tre luoghi diversi: Bologna, Parigi e la Sardegna. Che cosa rappresenta la Sardegna per Paolo Fresu?
R. – C’è un rapporto viscerale: per me la Sardegna è il cordone ombelicale, ma è anche un luogo assolutamente straordinario, non solo per la civiltà sarda – la cultura, la lingua, la musica – ma anche per la natura, la terra, il vento che scompiglia le fronde degli alberi… Ho coscienza di provenire da un luogo unico, diverso, e questa diversità è da condividere.

D. – Da questa consapevolezza nasce allora il progetto “50 50”: cinquanta concerti in altrettanti luoghi della Sardegna per festeggiare il cinquantesimo anno di vita…
R. – Sì, il tour è previsto per la prossima estate, ho coinvolto diversi altri artisti, e in questo modo intendo capovolgere il parametro secondo cui la Sardegna viene vista come una terra isolata: in quei momenti potrà essere invece vista come un piccolo continente. Questo progetto mi permetterà di fare un viaggio straordinario nei luoghi della Sardegna più belli e più impensati, molto spesso si tratterà di monumenti della natura.

D. – Ha ancora dei sogni nel cassetto?
R. – Più che sogni, ho tante idee, e tanti interessi. Sono molto concreto, e fatalista. Le mie, spesso, sono state scelte quasi casuali. Sono riuscito a realizzare il mio desiderio più profondo: quello di portare la musica che mi piace in giro per il mondo.

D. – Perché, oltre alla Sardegna, ha scelto di vivere tra Bologna e Parigi?
R. – Parigi per finalità intellettuali, Bologna per una crescita interiore, e anche affettiva. Proprio a Bologna ho conosciuto mia moglie Sonia.

D. – Vorrebbe indicarmi gli artisti che ama di più?
R. – Non ho idoli, ma maestri: Miles Davis, grande architetto sonoro, e poi Chet Baker, un grande poeta della tromba. Ma l’elenco sarebbe lungo: amo il cinema, la letteratura, le arti visive…

www.paolofresu.it