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Cascata di bouganvillae a ridosso della Villa.

Un angolo del giardino spagnolo.

Particolare del giardino spagnolo.

Il giardino esotico.

Il giardino giapponese.

Veduta della costa di St. Jean-Cap-Ferrat da una terrazza della Villa.

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Particolare della casa di Claude Monet a Giverny. “Per un bicchiere di vino sarai felice un’ora, per una bella donna sarai felice un anno, per un giardino pieno di fiori sarai felice tutta la vita”. Dalla Corea, questo proverbio ci conferma come la saggezza millenaria sia più che mai attuale nella nostra epoca iper-tecnologica e iper-ansiogena. Perché coltivare piante e fiori può servire non soltanto come piacevole hobby, ma soprattutto come antidoto allo stress, grazie anche ai benefici effetti dell’aromaterapia e della cromoterapia. Non per nulla un medico, Cristina Borghi, ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Un giardino per stare bene” (Urra Edizioni) dove spiega come il contatto con la vegetazione, e la cura di un giardino, aiutino a superare le malattie e a consolidare il proprio benessere psico-fisico.

 L’area del giardino di Giverny detta Le Clos Normand. Lo sapeva bene Claude Monet, uno dei più grandi pittori dell’era moderna, che oltre a impugnare pennelli e tavolozza era anche un appassionato botanico, al punto tale da aver creato – intorno alla sua casa di Giverny – il suo “Clos normand”, ovvero il suo spettacolare giardino arricchito da una meravigliosa appendice: il celebre stagno delle ninfee con il ponte giapponese, che tanti capolavori ispirò al pittore, a inizio Novecento. Il giardino di Monet è un tesoro di fioriture a ogni stagione, ma in questo periodo dell’anno può rivelarsi un trionfo di colori e profumi, un autentico apogeo della creatività di un artista eccelso alle prese con la natura.

Giverny, le rose del Clos Normand. Il ponte giapponese a Giverny. Quando, a fine Ottocento, Monet si stabilisce a Giverny, dopo un incessante peregrinare da luogo a luogo, certamente viene favorevolmente impressionato da questo angolo di Normandia in cui il verde dei campi si mescola con l’acqua: scorre lì, infatti, il fiume Epte, prima di gettarsi nella Senna. Nel momento in cui acquista quella tenuta, tuttavia, il paesaggio gli si presenta piuttosto rozzo: un orto insignificante, qualche albero da frutto in compagnia di pochi abeti, un roseto che si stava inaridendo… Da quell’ettaro dimesso, Monet è riuscito a offrirci il suo lascito più generoso, piantando nel corso degli anni un’infinità di specie floreali e vegetali.

Le ninfee che tanto hanno ispirato il grande Monet. Sempre in Francia, ma molto più a sud, sulla luminosa e solare Costa Azzurra, sorgono altri celebri giardini che meritano una visita in questa stagione. Sono i giardini che avvolgono Villa Ephrussi de Rothschild, a St. Jean-Cap-Ferrat. In questo caso, protagonista di questo connubio tra natura e ingegno umano è stata una nobildonna intelligente e colta, Béatrice de Rothschild, che in piena Belle Epoque sposa un banchiere di origine russa, Maurice Ephrussi, per poi dedicarsi alla costruzione di una magnifica villa che si affaccia sul mare, arricchendola di pregiate collezioni d’arte, e circondandola di incantevoli giardini tematici. Più precisamente, sono nove gioielli naturali che sovrastano il Mediterraneo, ornati da fontane, giochi d’acqua, viali nell’ombra e aiuole fiorite inondate di luce e sole.

Veduta d’insieme della Villa Ephrussi a St.Jean-Cap-Ferrat in Costa Azzurra. Da sapere:
Sia il giardino di Monet che quelli di Villa Ephrussi sono aperti al pubblico (occorre pagare un biglietto d’ingresso). Giverny dista circa 80 chilometri da Parigi, mentre St. Jean-Cap-Ferrat è una raffinata località marittima situata a 10 chilometri da Nizza.

www.fondation-monet.fr
www.villa-ephrussi.com

 

Scorcio del giardino francese. Ninfee nella lunga vasca del giardino francese. Particolare dell’arredo del giardino francese. I giochi d’acqua musicali.