| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO |
| RITRATTI DI ARTISTI | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

Cabourg, piccola località balneare nella regione del Calvados, è la Balbec proustiana.

Normandia, la spiaggia di Trouville in una cromolitografia di fine Ottocento.

Trouville, nota come la regina delle spiagge nella seconda metà dell’Ottocento, è descritta in All’ombra delle fanciulle in fiore, secondo volume di Alla ricerca del tempo perduto.

Chartres, altro luogo proustiano spesso presente in Dalla parte di Swann e La prigioniera, rispettivamente primo e quinto volume di Alla ricerca del tempo perduto.

Parigi, la tour Eiffel durante l’Esposizione Universale del 1889.

Parigi, l’Hotel Ritz a Place Vendome in un’immagine del 1890.

Parigi, la vivace Place de l’Opera in una foto di inizio Novecento.

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Articoli pubblicati
nella stessa rubrica


Il Faro di Virginia

Marguerite Yourcenar
Grande Dame della letteratura

Novantanni di Vita
per il Festival di Salisburgo

Il Grand Palais
accoglie Monet

Leonard Bernstein,
la gioia di fare Musica

Alphonse Mucha, l’Artista dell’Art Nouveau

Ricordi di Mahler e della
Secessione in un weekend
d’inverno a Vienna

Un ricordo di Renoir
a San Marino in compagnia
di Monet e Cezanne

Il Teatro Sistina,
anniversari da ricordare

Luchino Visconti, due film
e l’omaggio di un teatro

L’Austria per l’Italia Hotels
festeggia il suo quarto
di secolo

Pellegrino Artusi,
l’arte del mangiar bene

Il sogno della Belle Epoque
e la tavolozza di Boldini

 

140 anni fa, il 10 luglio 1871, nasceva Marcel Proust

di Carmine Rinaldi

 

Per cortese autorizzazione dell’autore, proponiamo ai lettori un testo tuttora inedito che è un intenso omaggio a uno dei più grandi scrittori del Novecento. L’estratto, che fa parte di un’analisi del tema natale di Proust, può essere richiesto all’autore al seguente indirizzo di posta elettronica: multimortales@gmail.com

 

Marcel Proust (primo a sinistra in seconda fila) tra i compagni della classe di filosofia al Liceo Condorcet a Parigi nell’anno scolastico 1888-89. La vita di Marcel Proust ha costituito per anni, e tutt’oggi, motivo di studi, analisi e pubblicazioni sterminate che hanno riguardato una vastità di argomenti, data la singolarità con cui si è svolta, e ancor più noti sono divenuti familiari, amici, amanti, luoghi, personalità note e meno note, artisti, uomini d’ingegno, musicisti, avendo abbracciato nell’arco dei suoi primi trentasette anni un vasto numero di frequentazioni, soprattutto salottiere, com’era in voga, che l’hanno proiettato al centro di quella Parigi della Belle Epoque, ambiente esplosivo ed originale di un turbinio di vita che non ha avuto più esempi simili se non risalendo a secoli precedenti fino al nostro Rinascimento italiano.
Come ha espresso magistralmente Carlo Bo nella sua introduzione alla Recherche per Arnoldo Mondadori, quest’uomo è un accidente non ancora risolto, perché al di là della curiosità che suscita la sua vita privata e pubblica, resta una delle vette insuperate, a cento anni circa dalla pubblicazione del suo unico libro – e spesso mi viene chiesto di consigliare qualcosa da leggere di suo; quale ingrato compito, di questi tempi, dover proporre tremila pagine circa suddivise in sette volumi, talune con periodi lunghi ed articolati, infarcite di figure retoriche da capogiro, metafore accecanti, similitudini, analogie, tradotte per noi dall’illustre e generoso poeta milanese Giovanni Raboni che per anni lavorò all’ambizioso progetto.
L’indifferente, novella scritta nel 1896, ma recuperata da Proust soltanto nel 1910. L’edizione Einaudi del 1978 presenta la traduzione di Mariolina Bongiovanni Bertini. La copertina dell’opera completa Alla ricerca del tempo perduto nell’edizione Gallimard. La copertina di Alla ricerca del tempo perduto nell’edizione Arnoldo Mondadori, la traduzione è del poeta Giovanni Raboni. Che lo si definisca comico, novello Sade, schizoide, drammatico, pessimista, prolisso, arzigogolato, barocco, neuroscienziato, noioso, vanitoso, perditempo, snob, dandy, Marcel Proust è proprio quel classico che suscita sentimenti contrastanti, imbarazzanti, dovuti alle difficoltà comuni di riuscirne a seguire la complessità, se non a scapito di quell’accelerazione della civiltà moderna che da Marinetti in poi sembra aver deflagrato verso l’autoflagellazione quotidiana e la perdita di stile e di memoria, nella speranza di penetrare qualche anfratto orifizio sospetto, sfuggito alla devastazione della furia omicida.
Si può scrivere di tutto, anche dell’orario dei treni che naturalmente conterrà dei nomi di città che spalancheranno scenari infiniti da descrivere e di cui scrivere pescando nel proprio tempo, la “durata di qualità” bergsoniana, quel tempo che sopravviene per grazia e non ordinato secondo la consuetudine in ore, minuti e secondi, ma dal quale riaffiorerà oltre al sogno, anche il ritmo, la melodia e lo stile; che non intende pennellare la materia che si svolge davanti agli occhi, ma che, facendo propria quella millenaria tradizione di cui siamo debitori alla letteratura a partire da Omero, unisce due termini a confronto e ne illumina il primo dell’audace somiglianza con il secondo.
Illiers, la piazza del Mercato in una cartolina d’epoca. Luogo di vacanze estive di Marcel bambino, diventa Illiers-Combray nel 1971 in omaggio a Proust. Una scrittura, la sua, alla greca, di stimolanti e colorati periodi lunghi, in antitesi alla letteratura “realista”o di “notazioni”, di cui è ampiamente infarcita la stragrande maggioranza dei libri pubblicati, che devono badare al tempo a disposizione dei propri lettori, al tempo a disposizione di loro stessi, al tempo a disposizione per avere successo, al tempo a disposizione per non lasciar fuggire altro tempo, porgendo quale agnello sacrificale, proprio quello stile di qualità che non permette sotterfugi, non conosce mercati del libro, non deroga alle proprie divine competenze di un impiego, quello letterario, di un’illusione da descrivere.
Non bisogna andare oltre Proust, facendo finta che sia stato un accidente, ma ritornare a Proust e da lì prendersi tutto il tempo a disposizione, senza dissiparne ancora altro.
Molto probabilmente varrebbe la pena di seguire il consiglio di Marco Pesatori* di starsene buoni buonini seduti sulla panchina, all’ombra dei salici piangenti in fiore, con la Recherche in mano a leggere Proust fino a novant’anni e a scrivere di tanto in tanto, quando ispirati, qualche bella poesia.

 

* famoso astrologo italiano, autore di numerosi libri tra cui Astrologia per intellettuali (Neri Pozza Editore), che accoglie un capitolo dedicato a Proust.

 

Da sapere:
Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust è una delle opere di narrativa più lette, recensite e amate di tutta la letteratura mondiale. E’ stato pubblicato in Italia dall’editore Einaudi, nella splendida collana “Gli Struzzi” e successivamente è stato proposto da altre case editrici, tra cui l’Arnoldo Mondadori Editore che affidò la traduzione al poeta Giovanni Raboni.

 

GLI EVENTI
DI BOLGHERI MELODY

9 luglio
SOGNO DI UNA NOTTE
DI MEZZA ESTATE

Corpo di Ballo
del Teatro alla Scala

13 luglio
RAPHAEL GUALAZZI
Reality and Fantasy
Tour 2011

16 luglio
THE GENESIS GRIBUTE
Corpo di Ballo del Maggio
Musicale Fiorentino

21 luglio
MODA'

23 luglio
GIORGIO PANARIELLO

28 luglio
BRYAN FERRY
IN CONCERTO

30 luglio
GIANNA NANNINI

4 agosto
LA VEDOVA ALLEGRA
Compagnia Teatro Musica
Novecento

www.bolgherimelody.com