Scuola di cucina
A TAVOLA CON LO CHEF
Alcuni
appuntamenti di maggio

I PIATTI ROMANI
2 lezioni di 4 ore
Antonio Chiappini propone
i piatti più significativi
della cucina romana
seguendo la sua personale
interpretazione. Nelle
lezioni saranno applicate
nuove tecniche di cucina e
presentazione mantenendo
inalterati i sapori classici. Corso pratico.
lunedì 9 e
martedì 10 maggio
17:00 -21:00
costo: € 200,00
Chef: Antonio CHIAPPINI

LA CUCINA "LAST MINUTE"
2 lezioni di 4 ore
Una serie di piatti veloci
ma gustosi. Una cucina
rapida quasi dell‘ultimo,
momento, per preparare ,
senza stress, pranzi e cene
prelibate. In questo percorso
Vi condurrà Antonio
Chiappini.
Corso pratico.
lunedì 16 e 23 maggio
17:00 - 21:00
costo: € 200,00
Chef: Antonio CHIAPPINI

Contatti
tel. e fax 06-35508933
www.atavolaconlochef.it
e-mail:
info@atavolaconlochef.it
La segreteria è aperta dalle 9:00 alle 19:00
dal lunedì al venerdì
nella sede di
via dei Gracchi 60 - Roma

 


 

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L’edificio principale della tenuta di Eureka a Moka.

L’interno di Eureka.

Il ristorante di Eureka.

Il mercato alimentare.

Il reparto abbigliamento del mercato.

Le terre colorate di Chamarel.

Templi indù, in primo piano la statua del dio Gamesh.

Vendita di frutti tropicali.

Un caratteristico camion-bar.

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sotto assedio. 1940-1943“

Francoforte sul Meno,
Goethe e non solo…

 



di Bruga

Copertina de Il cercatore d’oro edito dalla Bur Rizzoli. Le Clezio sulla copertina di Ailleurs, libro scritto con Jean-Louis Ezine per l’Editore Arlea.  Jean-Marie Gustave Le Clézio, nato a Nizza 71 anni fa da una famiglia di origine mauriziana, ha mantenuto la doppia cittadinanza e divide il suo tempo fra la Francia, il New Mexico e l’isola africana nell’Oceano Indiano, a est del Madagascar e a metà strada fra l’India e il Continente Nero. Quando nel 2008 Le Clézio ha vinto il Nobel per la letteratura, si è festeggiato un po’ anche lì, in quella meravigliosa isola dove un suo antenato, Pierre Le Clézio, era arrivato già nel Settecento, e dalla quale i genitori erano andati via in cerca di lavoro, prima della sua nascita. Vicende che lo scrittore ha reinventato e narrato a suo modo, in uno dei libri più legati ai periodi da lui trascorsi a Mauritius: Il cercatore d’oro, uscito nel 1985 e recentemente ripubblicato dalla Bur Rizzoli.
La spiaggia di Flic en Flac. L’isola ha moltissimi pregi: al contrario di altre zone dell’Africa, è stata più volte occupata (dai Portoghesi, poi da Olandesi e Francesi e infine dalla Gran Bretagna), ma senza che questo avvenisse a scapito delle popolazioni autoctone, che di fatto non c’erano. Quindi non soffre del “peccato originale” che, anche a distanza di secoli, fa sentire i suoi effetti negativi in tanti altri paesi in via di sviluppo. Qui tutti sono arrivati da fuori (alcuni, certo, in posizione subalterna) e si sono cercati il loro spazio, ma nessuno ha dovuto togliere la terra ad altri. E questo si sente: la gente è pacifica e amichevole, la mescolanza di razze, dialetti e culture avviene senza eccessive asprezze, il reddito medio è dignitoso e comunque altissimo per gli standard africani, e anche la vita del turista è assai facilitata.
Fenomeno di bassa marea. A noi è capitato di frequentare, senza alcun problema di ordine pubblico, un bel festival di musica etnica organizzato sulla spiaggia di Flic en Flac, a qualche centinaio di metri dal nostro villaggio (un piacevolissimo Eden Village, peraltro a struttura “aperta” e non circondata da mura né filo spinato). Tornare a mezzanotte dal concerto, lungo la spiaggia, sarebbe stato vivamente sconsigliabile in tante altre parti del mondo, mentre a Mauritius è la cosa più naturale…
Da vedere c’è tanto, ma per restare al nostro Nobel per la letteratura, la prima tappa può essere proprio la bellissima tenuta di Eureka, a Moka, nel centro dell’isola: era la casa della sua famiglia, circondata da un lussureggiante giardino tropicale. Si può visitare la bellissima dimora coloniale e, prima di andar via, è consigliabile provare l’ottima cucina creola (www.eureka-house.com).
Nell’isola si può scegliere il versante glamour, con meravigliosi alberghi di lusso, oppure quello semplice e sportivo, come nel piacevolissimo villaggio a gestione italiana già citato (www.edenviaggi.it).
Il consiglio è di godersi un po’ il mare e la spiaggia, ma soprattutto di andare in giro a vedere i templi delle tante religioni presenti sull’isola, la coloratissima vegetazione (con il meraviglioso flamboyant dalla fioritura color sangue), i mercati allegri e caotici, la barriera corallina e le isolette tutt’intorno, le “terre colorate” di Chamarel…
Il complesso dell’Eden Village. La piscina dell’Eden Village. Il grande cambiamento (con tutti i rischi che ne conseguono) si nota nel livello dell’offerta turistica: fino a pochissimi anni fa era assolutamente proibitiva per le tasche della maggior parte di noi, adesso sta diventando sempre più abbordabile. Il paese è affidabile e tranquillo, la crescita economica costante, i collegamenti aerei aumentano e diventano sempre meno costosi: si spera solo che nel giro di pochi anni le spiagge lunghe e tranquille non siano stravolte dalle colate di cemento che ben conosciamo… Senza contare che le strade sono già adesso insufficienti per il traffico locale, al punto che - per attraversare la capitale Port Louis, che ha meno di duecentomila abitanti - possono essere necessarie anche un paio d’ore!

www.mauritius-turismo.com