Scuola di cucina
A TAVOLA CON LO CHEF
Alcuni
appuntamenti di maggio

I PIATTI ROMANI
2 lezioni di 4 ore
Antonio Chiappini propone
i piatti più significativi
della cucina romana
seguendo la sua personale
interpretazione. Nelle
lezioni saranno applicate
nuove tecniche di cucina e
presentazione mantenendo
inalterati i sapori classici. Corso pratico.
lunedì 9 e
martedì 10 maggio
17:00 -21:00
costo: € 200,00
Chef: Antonio CHIAPPINI

LA CUCINA "LAST MINUTE"
2 lezioni di 4 ore
Una serie di piatti veloci
ma gustosi. Una cucina
rapida quasi dell‘ultimo,
momento, per preparare ,
senza stress, pranzi e cene
prelibate. In questo percorso
Vi condurrà Antonio
Chiappini.
Corso pratico.
lunedì 16 e 23 maggio
17:00 - 21:00
costo: € 200,00
Chef: Antonio CHIAPPINI

Contatti
tel. e fax 06-35508933
www.atavolaconlochef.it
e-mail:
info@atavolaconlochef.it
La segreteria è aperta dalle 9:00 alle 19:00
dal lunedì al venerdì
nella sede di
via dei Gracchi 60 - Roma

 


 

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Taglio di Po, reperto di archeologia industriale alla Ca’ Vendramin.

Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, la sala delle macchine idrovore.

Interno dell’Osteria Arcadia a Santa Giulia di Porto Tolle.

La tipica polenta bianca.

Prodotti ittici locali.

La tradizionale m’giassa, con impasto alla zucca.

Pesca di granchi molli chiamati moeche.

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e incontri la Storia

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tra palazzi sabaudi
e archeologia industriale

 


di Asiul


Paesaggio del Delta del Po. Erano anni che desideravo visitare il Delta del Po; pur essendo una napoletana verace, sono stata sempre affascinata dalla parte finale del nostro grande fiume, forse influenzata dai film che Carlo Mazzacurati ha girato nella sua terra d’origine, da Notte italiana del 1985 fino al più recente La giusta distanza del 2007.
L’occasione per una breve full immersion in questo territorio d’acqua molto particolare è finalmente giunta qualche mese fa, grazie a due amici giornalisti veneti, originari della zona e suoi profondi conoscitori.
L’avifauna presente sul territorio del Delta del Po. Punto di partenza è Adria, in provincia di Rovigo, emporio commerciale dell’ambra ai tempi degli antichi greci, passata nel 1500 ai veneziani che avviarono la bonifica della valle polesana, e oggi vero capoluogo del Parco Regionale Veneto del Delta del Po (www.parcodeltapo.org), affrontato a quello omologo dell’Emilia-Romagna (www.parcodeltapo.it).
Ci si inoltra lungo lingue di terra delimitate dai canali del Delta (i cosiddetti argini dei rami del Po), per giungere al ponte di barche di Santa Giulia, dove ha inizio il giro con i pescatori. È emozionante, oltre che interessante, assistere alla pesca delle cozze, vera specialità del luogo, essendo allevata in una zona salmastra, con fondali bassi, e in quantità limitata; ed è elettrizzante (soprattutto se non lo si è mai fatto) cercare di Il Lungofiume di Adria. avvistare l’avifauna del luogo: in particolare i bellissimi aironi cenerini, potenti predatori dal grande becco giallo-grigio-brunastro.
Ma il Delta del Po non è solo acqua, è anche il prodotto di secoli dell’opera dell’uomo e del difficile confronto con una natura non sempre benigna. Se volete avere un’idea panoramica della storia di questo pezzo d’Italia, consiglio di andare al Museo Regionale della Bonifica a Taglio di Po, ospitato a Ca’ Vendramin, imponente edifico dei primi del ‘900, vero gioiello di archeologia industriale. Qui potrete vedere una grande idrovora che circa un secolo fa consentì condizioni migliori di vita e lavoro ai residenti del posto; non potrete comunque non Il Ponte di barche di Santa Giulia. avvistare l’altissima ciminiera che si staglia nel cielo, landmark indiscusso di questo territorio.
Naturalmente non mancano tradizioni gastronomiche antiche e gustose. All’Osteria Arcadia a Santa Giulia di Porto Tolle (www.osteria-arcadia.com) sarete accolti in un’atmosfera familiare, ma sarete anche travolti da piatti a base di pesce e cacciagione locali, veramente strepitosi. Oltre alla cosiddetta cozzeria (carrellata di piatti a base di cozze), a me è piaciuta moltissimo l’anguilla del Delta, che potete gustare in umido, alla griglia o fritta. Ottimi anche la polenta bianca abbrustolita e il dolce (m’giassa, con impasto alla zucca) tipici del luogo.
Insomma, natura, storia, gastronomia; cosa volete di più per organizzare un bel weekend primaverile in questo estremo lembo d’Italia?