I MENÙ DI CUCINARE
È FACILE

4 lezioni - 1 lezione
a settimana di 4 ore
Approfondimento del corso "Cucinare è facile"...
Quattro golosi menù da proporre in occasione
delle vostre serate...
...e da affrontare con lo stesso entusiasmo e filosofia
che hanno caratterizzato
i nostri precedenti incontri
magistralmente condotti
da Antonio Chiappini.
Corso pratico.
Degustazione
dei piatti preparati.
inizio: sabato 12 novembre
dalle ore 10:00 alle ore 14:00
costo: € 500,00
Chef Antonio CHIAPPINI

PIATTI DI PESCE
3 lezioni - 1 lezione
a settimana di 4 ore
Antonio Chiappini
Vi insegnerà al meglio
come riconoscere il pesce
di mare dal pesce di allevamento, come acquistare,
pulire, sfilettare e cucinare
in modo appropriato le varie
specie di pesce. Il pesce
azzurro, il pesce bianco,
i molluschi, i crostacei e
i pesce d’acqua dolce
non avranno più segreti.
Corso pratico.
martedì 15, 22, 29 novembre
dalle ore 17:00 alle ore 21:00
costo: € 350,00
Chef Antonio CHIAPPINI

IL NATALE SALATO
E DECORATO
DI VALENTINA

1 lezione pratica full-time
Chi l‘ha detto che
Valentina Gigli si dedichi
solo alla decorazione
in pasticceria? In questa
lezione ci dimostrerà tutta
la sua arte, maestria e
passione per il salato con
ricette divertenti
e stuzzicanti come:
Cornucopie di sfoglia
con insalata di gamberi. Alberello di tramezzini.
Paté e mousse salati
decorate.
Albero buffet: Albero rivestito
decorato con antipasti vari.
Segnaposto originali.
Profiterol salato.
mercoledì 30 novembre
dalle ore 9:00 alle ore 15:00
costo: € 120,00
pranzo veloce incluso
Docente: Valentina GIGLI

SCUOLA DI CUCINA
A TAVOLA CON LO CHEF

Tel. 06-3222096
(Via dei Gracchi 60 – Roma) email : info@atavolaconlochef.it www.atavolaconlochef.it

 


 

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Il Fortino di S.Antonio abate.

Particolare della facciata del Teatro Petruzzelli.

Particolare del castello di Federico II a Castel del Monte.

L’esterno del Palace Hotel.

La terrazza del Palace Hotel.

Le orecchiette, tipica pasta alimentare dell’intera regione.

Piatti tipici e vasta scelta di vini alla Locanda di Federico, in pieno centro storico.

L’ingresso del ristorante Bacco a Corso Vittorio Emanuele II.

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d’acqua e vecchie idrovore

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tra scenari medievali,
pitture rinascimentali
e delizie del palato

Ricordi garibaldini e richiami
fenici tra Marsala e Mozia

Concordia Sagittaria:
passaggio a nord-est
dell’antica civiltà romana

Cagliari: tra fenicotteri rosa,
la spiaggia del Poetto e
una spinta al cambiamento

 


 

di Asiul


Il Lungomare Nazario Sauro. Da molti anni mancavo da Bari: la ricordavo caotica e con un centro fatiscente; perciò, quando questa estate ci sono tornata per imbarcarmi sulla nave verso le coste balcaniche, sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla gradevolezza del suo rinato borgo antico.

Due amici “autoctoni” mi hanno spiegato il motivo di questa profonda trasformazione: il cosiddetto Piano Urban dell’Unione Europea; finalmente soldi dell’Europa ben spesi, almeno per quel che ho potuto constatare di persona!

La facciata di S. Nicola Taumaturgo, una delle basiliche palatine della Puglia. Barivecchia, come dicono i baresi, è diventata il salotto della città, senza per questo perdere la vivacità e il calore dei suoi abitanti; ancora è possibile incontrare le signore che in mezzo alla strada “cavano” le orecchiette con maestria e naturalezza, secondo una sapienza antica, difficile da riprodurre a livello industriale. Ma tutto l’insieme è bello e interessante al tempo stesso: situato su una penisoletta stretta tra i due porti della città (il vecchio e il nuovo), il borgo antico, di impianto medievale, è un intrico di viuzze e piazzette, e pullula di chiese, tra cui la basilica di San Nicola, capolavoro dell’architettura romanico-pugliese, dove sono custodite le reliquie del santo.

Il Castello Normanno-Svevo. Il patrono di Bari, di origine anatolica, veneratissimo anche dalla chiesa ortodossa, in qualche modo esprime bene la proiezione verso l’oriente di questa città cerniera tra est e ovest. Non a caso, quando agli inizi degli anni ’90 incominciò la grande emigrazione albanese verso l’Italia, fu proprio Bari con la sua regione la principale porta di entrata di questi nostri “vicini così lontani”.

 La volta di una navata all’interno della basilica di S.Nicola.Barivecchia non è però solo San Nicola, ma anche molto altro, tra cui il castello normanno-svevo, fatto edificare da Federico II di Svevia, di cui la Puglia conserva l’imperdibile ottagono di Castel del Monte, forse uno dei più fascinosi castelli pervenuti ai giorni nostri.
E se andate a Bari, non trascurate una passeggiata nel quartiere ottocentesco murattiano e una visita al teatro Petruzzelli, finalmente tornato al suo splendore dopo i lunghi anni di chiusura a seguito del terribile incendio del 1991.

La statua in bronzo di S.Nicola all’interno di uno dei cortili della basilica. Non si può lasciare Bari senza assaggiare la sua cucina in cui il pesce regna sovrano e può diventare un gustoso streetfood. Al vecchio porto della città è quasi un rito per i baresi andare la domenica mattina a mangiare il pesce crudo, molto prima dell’affermazione dei sushi bar; qui è un trionfo di molluschi e crostacei e, soprattutto, di seppioline che a Bari si chiamano allievi. Difficile sottrarsi a questa tentazione, a meno che non siate assolutamente refrattari al pesce crudo! Potrete comunque consolarvi con le orecchiette, magari fatte a mano da una delle signore di Barivecchia!