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Ferrara e Riva del Garda fanno da cornice a due mostre da non perdere

di Eugenia Sciorilli

 

Sono state inaugurate da pochi giorni due mostre che valgono un viaggio: la prima è ospitata nelle sale del magnifico Palazzo dei Diamanti di Ferrara, e ha per titolo “Sorolla. Giardini di luce”; la seconda viene accolta dal Museo Alto Garda di Riva del Garda (già Fortezza Asburgica) e ha come tema “Viaggio al lago di Garda. Le vedute fotografiche dei Lotze 1860-1880”.

Joaquin Sorolla, Autoritratto – 1909, Madrid Museo Sorolla. (foto Studio Esseci) Un artista tra Madrid e l’Andalusia – La mostra su Sorolla, che prosegue fino al 17 giugno, è la prima che sia mai stata dedicata in Italia a questo esponente di spicco della Belle Epoque, nato nel 1863 e morto nel 1923. Celebrato ritrattista, al pari di Sargent e Boldini, Joaquín Sorolla viene presentato attraverso una selezione di circa 60 dipinti e un piccolo nucleo di disegni.

L’esposizione focalizza alcuni momenti fondamentali della parabola creativa del pittore: gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione del tema del giardino e dall’incontro con una terra magica come l’Andalusia, dove Sorolla soggiorna ripetutamente tra il 1908 e il 1918.

Fonte d’ispirazione sono soprattutto i patii e i giardini islamici dell’Alhambra e dell’Alcazar di Siviglia, che stavano esercitando una profonda influenza sulla poesia e sulla musica spagnola dell’epoca. Il pennello dell’artista si sofferma sui riflessi dell’acqua, sulla luce che sembra dissolvere le geometrie architettoniche e sul mosaico cromatico di giardini celebri nel mondo.

Joaquin Sorolla, Il bacino dell'Alcàzar di Siviglia – 1910, Madrid Museo Sorolla. (foto Studio Esseci) L’esperienza andalusa impone una profonda metamorfosi all’arte di Sorolla, che culmina nelle opere ispirate al giardino della sua nuova dimora di Madrid, un luogo che venne concepito dall’ormai anziano pittore (e prossimo alla morte) sul modello degli angoli verdi di Siviglia e Granada, con una passione che ricorda quella di Monet per il suo giardino di Giverny con il famoso stagno delle ninfee.

Info: tel. 0532-244949

 

Joaquin Sorolla, Maria vestita da contadina valenciana – 1906, Collezione privata. (foto Studio Esseci) Joaquin Sorolla, La galleria delle grottesche dell'Alcàzar di Siviglia – 1910, Madrid Museo Sorolla. (foto Studio Esseci) Joaquin Sorolla, La Alberca, Alcàzar di Siviglia – 1918, Madrid Museo Sorolla. (foto Studio Esseci) Joaquin Sorolla, Oleandri del patio di casa Sorolla – 1918-1920, Collezione privata. (foto Studio Esseci) Joaquin Sorolla, Il giardino di casa Sorolla – 1920, Madrid Museo Sorolla. (foto Studio Esseci)

 


Moritz Lotze, Piazzaforte di Peschiera: Ponte sul Mincio – 1866, Verona, Collezione Giuseppe Milani. Foto d’autore sul Lago di Garda – Se il Lago di Garda è una delle mete di grande fascino del turismo internazionale, lo si deve anche alle immagini all’albumina che lo Studio fotografico Lotze realizzò nella seconda metà dell’Ottocento. I paesaggi e le atmosfere che due generazioni di grandi fotografi hanno saputo immortalare sono il nucleo fondante di una mostra che il Mag di Riva del Garda propone ai suoi visitatori fino al 10 giugno prossimo.

Moritz Lotze, Ingresso al villaggio di Plan, Valle di Plan – 1873, Verona, Collezione Giuseppe Milani. I Lotze scesero a Verona da Monaco di Baviera intorno alla metà dell’Ottocento. Il capostipite Mortz Lotze, pittore di corte del Duca di Sassonia, e con all’attivo un solido sodalizio con Franz Hanfstaengl, celebre fotografo tedesco, introduce nella città scaligera la nuova suggestiva tecnica fotografica al collodio, con un tale successo che in breve tempo lo Studio Lotze diventa uno dei più ricercati nell’Italia settentrionale. A Moritz, che non smette di tralasciare l’attività di pittore, si affiancano i figli Emil e Richard, il primo operante soprattutto in Sudtirolo, il secondo impegnato nello studio veronese.

Emil Lotze, L'Ortler dal passo dello Stelvio – 1876, Budapest, Hungarian University of Fine Arts. La mostra riunisce per la prima volta il meglio delle suggestive, splendide immagini che i Lotze dedicarono al Lago di Garda e alle montagne del Sudtirolo. Il loro valore documentario è eccezionale, per la qualità e l’ineguagliabile abilità compositiva, che contraddistingueva il lavoro dei Lotze, e anche per la loro rarità.

Info: tel. 0464-573869

 

Moritz Lotze ma Riccardo Lotze, Bardolino – 1880, Verona, Archivio fotografico della Biblioteca Civica. Moritz Lotze ma Riccardo Lotze, Isola Lecchi (Isola di Garda) – 1880, Verona Archivio fotografico della Biblioteca Civica. Riccardo Lotze, Villa Buri (ora Villa Bernini) a Lazise – 1880, Verona, Archivio fotografico della Biblioteca Civica. Riccardo Lotze, Villa Miniscalchi a Colà – 1880, Verona Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo.


www.palazzodiamanti.it

www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo