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Marlon Brando in un ritratto di Carl Van Vecten del 1948. (foto Library of Congress)

Brando nel ruolo di Marcantonio in Giulio Cesare, film del 1953 prodotto dalla Metro-Goldwyn Mayer.

L'emblematica immagine di Brando nel film Il Selvaggio, produzione e distribuzione Columbia Pictures 1953.

Un primo piano tratto da Fronte del porto, film con il quale Brando conquistò il suo primo Oscar nel 1955, produzione Horizon Pictures e Columbia Pictures.

Marlon Brando con lo scrittore James Baldwin nel 1963 durante una manifestazione a Washington per i diritti civili. (foto US Information Agency)

Brando interpreta Sir William Walker nel film italofrancese Queimada, 1969.

L'attore con Maria Schneider in una scena di Ultimo tango a Parigi, 1972.

The Brave (Il coraggioso), Marlon Brando e Johnny Depp sulla copertina del dvd etichetta Minerva Pictures.

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Sotto il segno dell’Ariete: Marlon Brando e Francis Ford Coppola


dell’Astrologa Martina

 

Marlon Brando nel ruolo del Colonnello Kurtz in Apocalypse Now, dvd distribuzione Paramount. Era il 2 settembre 1976, quando l’attore forse più ammirato e discusso della storia del cinema comparve per la prima volta sul set di “Apocalypse Now”, le cui riprese erano iniziate da circa sei mesi nelle Filippine. La sua parte occupava solo una decina di minuti, ma il personaggio che doveva interpretare era il centro dell’intero film che durava oltre due ore e mezza. Marlon Brando aveva allora 52 anni, ed era considerato forse il più grande attore della storia del cinema, ma rappresentava anche un grosso grattacapo per produttori e registi. Arrivò sul luogo delle riprese in ritardo, terribilmente ingrassato, senza aver imparato il copione né letto il romanzo da cui era tratto, “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, e sollevò interminabili discussioni sulla sceneggiatura, fino a ottenere una certa libertà nell’adattare le battute; quando lasciò le Filippine, sei settimane dopo, il film era ancora ben lontano dall’essere concluso: le riprese sarebbero proseguite ancora fino al maggio del 1977, mentre il montaggio sarebbe durato fino al 1979, anno in cui il film avrebbe vinto la Palma d’Oro a Cannes.

Nella vita del regista, Francis Ford Coppola, “Apocalypse Now” fu un’impresa che lasciò il segno. “Non è un film sul Vietnam... è il Vietnam”, ebbe a dire tempo dopo in un’intervista.

La copertina di Apocalypse Now, dvd distribuzione Paramount. Finanziariamente, si trattò di un fallimento tale da intaccare seriamente anche il patrimonio personale di Coppola, che investì diversi milioni di dollari di tasca propria per poter terminare il film; le riprese furono avversate da tali e tanti problemi, inclusi tifoni tropicali e malattie, che Eleanor, la moglie di Coppola, realizzò a sua volta un documentario sul film, che fu poi incorporato in un vero e proprio “film sul film”. Ma soprattutto “Apocalypse Now” fu un passaggio fondamentale per Coppola, come la stessa Eleanor dichiarò: «Il film per Francis è una metafora di un viaggio dentro se stesso. Fa paura vedere qualcuno che ami sprofondare nel centro di se stesso e confrontarsi con le sue paure, la paura del fallimento, della morte, della follia. Per venirne fuori, deve fallire un po’, morire un po’, impazzire un po’».

Marlon Brando Premio Oscar 1973 per il miglior attore protagonista ne Il Padrino, dvd distribuzione Paramount. Non era la prima volta che i due, il regista pluripremiato e capace di spaziare dal musical al dramma fino a film dell’orrore, e la star che aveva cambiato il modo di recitare incarnando il metodo dell’Actor’s Studio, collaboravano a produrre un capolavoro. Già nel 1972, Coppola aveva ottenuto la definitiva consacrazione con “Il Padrino”, in cui Brando recitava la parte di uno straordinario Don Vito Corleone. Dopo i successi degli anni ’50, con film come “Giulio Cesare”, “Un tram che si chiama Desiderio”, e “Fronte del porto” che gli fruttò l’Oscar, la carriera di Brando aveva perso smalto. Era sempre stato un attore scomodo ed esigente, in polemica con il sistema hollywoodiano, ma anche un uomo che amava bere e mangiare e dalla vita sentimentale irrequieta, alla fine della quale avrebbe avuto tre mogli e dodici figli più tre adottivi, e un gran numero di relazioni. Pretendeva cachet esorbitanti e i produttori spesso preferivano rivolgersi ad attori più accondiscendenti.

Per ottenere la parte ne “Il Padrino” si truccò da solo, imbottendosi le guance con l’ovatta, e inventando la caratterizzazione di Corleone che avrebbe lasciato senza parole non solo Coppola ma tutti gli spettatori. Vinse inevitabilmente un nuovo Oscar che rifiutò di ritirare per protesta contro il trattamento che subivano gli Indiani Americani. Recitò ancora in un film controverso come “Ultimo tango a Parigi”, ma anche in ruoli minori e film indipendenti, e quando morì nel 2004 stava preparando un film con un regista tunisino. Secondo lui, “afferrare il pieno significato della vita è il dovere dell’attore, interpretarlo il suo problema, ed esprimerlo la sua vocazione”.

Blu-Ray per la seconda parte de Il Padrino, distribuzione Paramount. Coppola, invece, dopo “Apocalypse Now” si dedicò sia alla regia che alla produzione. Legatissimo alla moglie Eleanor e molto attaccato ai tre figli, tra cui l’apprezzata regista Sofia, ha girato ancora molti film di successo negli anni ’80 e ’90, ma nessuno forse che riproponesse l’intensità emotiva dei suoi capolavori degli anni ’70, e in particolare dei primi due episodi del “Padrino” e di “Apocalypse Now”, che resta forse il suggello di una stagione irripetibile e di una collaborazione memorabile, quella con Brando. “Se ho incontrato tre geni in vita mia”, disse una volta Coppola, “Marlon è in cima alla lista”. Nato il 7 aprile del 1939, Francis Ford Coppola appartiene al segno zodiacale dell’Ariete, esattamente come Marlon Brando, che era nato il 3 aprile del 1924. Alcune caratteristiche tipiche dell’Ariete, segno cardinale di Fuoco, dominato dal pianeta Marte, sono in effetti comuni a entrambi. Dotati una personalità forte, dai tratti decisi e in possesso di una forza innovativa straordinaria, quasi inarrestabile, i nativi dell’Ariete si dimostrano sempre pronti ad agire, anche se, qualche volta, in modo piuttosto impulsivo e irruente.  

Piuttosto accentratori, mostrano la tendenza ad attirare su di sé l'attenzione e a fornire un'immagine vincente di se stessi. Molto ambiziosi, rischiano tuttavia di andare incontro a qualche insuccesso, anche a causa della loro indipendenza di carattere, che li porta a mal tollerare sudditanze gerarchiche e autoritarismo. Combattivi per natura, gli Ariete amano ogni sfida che consenta loro di mostrare l’energia e la resistenza fisica e psichica di cui dispongono in gran misura; ostinati e risoluti, una volta individuato l’obiettivo che si propongono di raggiungere, puntano decisi al traguardo, superando ostacoli e sbaragliando gli avversari senza troppa ‘delicatezza’. Nel caso di F.F. Coppola e di Marlon Brando, inoltre, la presenza nel tema natale del medesimo Marte in Capricorno, esalta aspetti caratteriali quali il coraggio, la perseveranza, la capacità di lottare strenuamente per ottenere un risultato prefissato.

Una moderna interpretazione del segno zodiacale dell'Ariete. (foto Ctpaul/Dreamstime.com) Tuttavia, nonostante Francis Ford Coppola e Marlon Brando fossero accomunati da alcuni tratti caratteristici del loro segno d’appartenenza, è possibile riscontrare evidenti differenze nelle loro personalità, differenze dovute alle specifiche posizioni assunte dei pianeti al momento della nascita. Se la carica ottimistica di Giove nell’ascendente Sagittario ha garantito a Brando un approccio all’esistenza sostanzialmente positivo, sebbene percorso da una profonda inquietudine, il rigore saturniano dell’ascendente Capricorno di F. F. Coppola, ‘raffreddando’ i forti impulsi arietini, ne ha esaltato aspetti come la pazienza e la costanza; la freddezza ‘capricorniana’ ha inoltre permesso al regista italo-americano di spingersi nel tentativo, perfettamente riuscito, di spiegare con distacco e oggettività, sia nella saga del “Padrino” che in “Apocalypse Now”, l’assurdità del male e della violenza nelle diverse forme in cui si manifestano nell’essere umano.

La congiunzione di Sole e Luna nel tema natale di Brando indica anche un intreccio profondo della componente maschile e femminile, che da un lato favorisce una sensibilità artistica molto accentuata, e dall’altro può provocare l’esigenza di riaffermare la propria virilità in modi esuberanti e quasi eccessivi. In Coppola, invece, la presenza di Venere e Giove in Pesci favorisce una vita sentimentale più riservata e un forte e generoso legame con la cerchia di familiari e amici, e un solido attaccamento alle proprie origini.

L’incontro tra due personalità così originali e determinate nella propria ispirazione artistica, seppure così diverse nel temperamento, ci ha regalato due tra i massimi capolavori del cinema recente. Ancora oggi, “Il Padrino” è tra i film più trasmessi e apprezzati dal pubblico di ogni età, e “Apocalypse Now” è rimasto un vero e proprio cult-movie. I due film, che insieme hanno vinto cinque Oscar, otto Golden Globe e una Palma d’Oro, restano a testimoniare una stagione creativa forse irripetibile.