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L’Assistant Bar Manager dell’Hotel de Russie
racconta il suo viaggio a San Pietroburgo

di Sergio Trisolino

 

La facciata del Museo dell'Hermitage. (foto Rudolf Tepfenhart/Dreamstime.com) Visitare San Pietroburgo i primi di febbraio ( 2012 ) non è proprio il massimo della scelta per un turista. Le condizioni climatiche sono proibitive. La cosa paradossale è che in quei giorni, l’Italia è investita da un’ondata siberiana di rara memoria, Roma stessa è coperta in maniera massiccia dalla neve. Io trovo invece una città pulita, strade libere e niente neve.

L'interno del Palazzo d'Inverno. (foto Russian National Tourist Office) Già dalla panoramica dell’aereo ho la sensazione di una città grande, ma spettrale. Eppure nonostante siano le nove di sera, la città è piuttosto animata, ci sono le luci dei negozi, il traffico, i pochi cartelloni pubblicitari che illuminano le piazze, il fiume Neva con i suoi canali che fa un po’ il verso alla nostra Venezia completamente ghiacciato… un momento! Io non ho mai visto una così tale massa d’acqua in movimento ghiacciarsi. Comprendo il perché di tali sensazioni appena uscito dall’aereoporto... 26° gradi sottozero!!! I capillari del naso “friggono” appena uscito all’aperto. Il freddo, in realtà è sopportabile, il mio abbigliamento non ha particolari accorgimenti, non indosso neanche la calzamaglia sotto gli indumenti ma guai a lasciare un lembo di pelle scoperto, naso, guance e orecchie sono a rischio di ustione, ti senti di stare in una enorme cella frigorifera, solo che il…surgelato sei tu!

La cattedrale di Sant' Isacco. (foto Hotel Astoria) Mi dicono che i russi hanno il vezzo di guardarti fisso negli occhi, ma di non fraintendere questo atteggiamento: se una bella bionda mi fissa non è perché il mio fascino latino l’abbia conquistata (sic!) ma per l’abitudine di controllarsi vicendevolmente gli occhi; essendo molto liquidi all’interno, tendono a ghiacciarsi facilmente e a rischiare una sorta di paresi, solo che chi la subisce non se ne rende conto e quindi il tuo interlocutore se realizza una fissità dell’occhio ti può soccorrere… mamma mia, scaldiamoci subito con una buona vodka!!! E di vodka buona qui c’è n’è tanta! Lo sappiamo bene io e il mio amico Carlo Gavazzeni Ricordi (Travelcarnet di marzo – n.d.r).

La piazza Sant' Isacco. (foto Hotel Astoria) Appena arrivati, salutiamo gli amici che, come me, sono corsi qui per la presentazione della mostra personale di Carlo al Museo dell’Hermitage. Che museo meraviglioso, solo il palazzo è già di per sé un’opera d’arte! Carlo ha a disposizione cinque sale per l’esposizione delle sue meravigliose foto, Picasso a fianco ne ha “solo” tre. Scherzo con Carlo su questo fatto, prendendolo un po’ in giro, dicendo che appunto lui è molto più importante di Picasso. Di rimando, per vendicarsi, mi dice che all’hotel Astoria, albergo storico di San Pietroburgo dove alloggiamo, i cocktails Martini, di cui lui è un grande estimatore, sono migliori dei miei.

La cattedrale della Resurrezione di Cristo. (foto Russian National Tourist Office) Accetto subito la sfida e ordiniamo subito due martini. Arriva una coppetta con una soluzione vagamente acquosa, dentro una fettina di limone a far da morto a galla e due cannucce tristemente fuori posto dentro una coppa triangolare da Martini. La reazione di Carlo è fantastica! Schizza in piedi urlando la sua rabbia per la blasfemia appena consumata. Scoppio a ridere. Gli avessero detto che le sue opere facevano schifo e che erano un orrore si sarebbe arrabbiato di meno, anzi. Ma il sacrilegio del Martini, no…questo proprio non si può fare!

Il Kandinskj bar all'Hotel Astoria. Un Cocktail Martini classico. (Igorr/Dreamstime.com)Il Martini è un gioco di equilibri, di emozioni, di vibrazioni dove si consuma una meravigliosa storia d’amore tra il gin o la vodka e il vermouth, un matrimonio dove il sacerdote è il barman che lo prepara. Un rito che si perpetua sempre uguale ma inesorabilmente sempre diverso come una sorta di affascinante magia. Preparai personalmente due martini , cosa che feci il giorno dopo dal Console Generale d’Italia per celebrare il successo di Carlo Gavazzeni Ricordi, un grande artista, un grande uomo e soprattutto un grande amico.

Seconda puntata – Fine