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Il Castello medievale di Moliterno. (foto Apt Basilicata)

Particolare di Palazzo Navarra a Marsico Nuovo. (foto Apt Basilicata)

Il cortile interno del Palazzo Baronale di Scanzano Jonico. (foto Apt Basilicata)

Piantagione di fagioli in Val d'Agri. (foto Bruga)

Varietà di fagioli della località di Sarconi in Val d'Agri. (foto Bruga)

La sala interna del ristorante Al Piattello di Moliterno.

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di Asiul

 

I templi dorici nella Piana del Sele a Paestum. (foto Ept Salerno/Gp Senzanonna) Ci voleva un film come Basilicata coast to coast per fare apprezzare a molti cittadini del Bel Paese una piccola regione meridionale, poco nota anche perché meno oppressa delle altre dalla delinquenza organizzata. E per moltissimi Basilicata e Lucania sono più o meno la stessa entità geografica; e invece no, tanto che l’antico geografo greco Strabone si rivolterebbe nella tomba a sentire una simile affermazione.

Incominciamo dunque il nostro tour lucano da un luogo arcinoto come Paestum, famosa per i suoi templi greci, ma anche interessantissima perché, non a caso, custodisce presso il locale museo archeologico una delle più ricche collezioni di mirabili pitture delle tombe lucane. Furono infatti i Lucani a sostituirsi ai Greci nella piana del Sele nel V secolo a.C. e a segnare con la loro presenza un vasto territorio che dal Mar Tirreno al Mar Ionio (coast to coast, è proprio il caso di dire) comprendeva non solo un bel pezzo dell’attuale Basilicata, ma anche il Cilento e il Vallo di Diano (oggi in provincia di Salerno) e la parte nord-orientale della Calabria.

L'ingresso della Certosa di S. Lorenzo a Padula. (foto Salerno Turismo) Sempre nell’antica Lucania, dopo Paestum, consiglio di puntare su un luogo defilato, ma imperdibile: Padula (www.comune.padula.sa.it, che con la Certosa di San Lorenzo fa concorrenza per grandiosità e importanza a quella di Pavia. Tanti anni fa ebbi la ventura di visitarla quando era in assoluto degrado e abbandono ma, nonostante ciò, quel luogo mi aveva colpito per il suo fascino. Rivedendola dopo il restauro, ne ho potuto apprezzare l’antico splendore, la cui massima espressione è lo scalone ellittico di impronta vanvitelliana.

La cucina della Certosa di Padula. (foto Salerno Turismo) Dopo Padula il nostro on the road lucano ci porta a Teggiano in pieno Vallo di Diano, dominata dal Castello di epoca normanna dei Principi Sanseverino, dove converrebbe andare in agosto in occasione della bella festa medievale Alla Tavola della Principessa Costanza (www.prolocoteggiano.it/principessacostanza.php), con un bel mix di arte e gastronomia. Continuando il nostro vagabondare verso est, arriviamo in Val d’Agri (www.valdagri.it), territorio dell’attuale Basilicata poco noto e ancora protetto dal turismo massificato, anche se purtroppo minacciato dall’estrazione del petrolio che ha avuto inizio una decina di anni fa.

Uno scorcio del Castello dei Principi Sanseverino a Teggiano. (foto Comune di Teggiano) Qui tra ghost town come Marsicovetere, zone archeologiche (l’antica Grumentum), sentieri per fare trekking e un’enogastronomia genuina, è assicurata una vacanza semplice, gustosa e in pieno relax. I cosiddetti prodotti tipici di qualità non mancano: dai fagioli di Sarconi al peperone di Senise, per non parlare del formaggio canestrato di Moliterno e del prosciutto di Marsicovetere. E per mangiare si ha solo l’imbarazzo della scelta; vi consiglio, comunque, due posti: il ristorante Al Piattello (www.ristorantealpiattello.com) a Moliterno in un suggestivo scenario di montagna e l’Azienda Agrituristica Vignola a Marsico Nuovo (www.agrituristicavignola.it), che ha anche qualche stanza per dormire. E per finire potreste anche raggiungere il mare, magari a Scanzano Jonico, dove appunto termina il suo on the road lo sgangherato gruppo musicale di Basilicata coast to coast. Buon viaggio!

 

Una delle scene centrali della festa medievale  A tavola con la Principessa Costanza. (foto Proloco Teggiano/Andriuolo) Una sala del Museo delle Erbe–Viridarium di Teggiano. (foto Proloco Teggiano) Il centro storico di Marsicovetere. (Francisco Ninho) I ruderi del Convento dei Cappuccini a Marsicovetere. (foto Apt Basilicata)

www.aptbasilicata.it