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Wurzburg, veduta della Cattedrale e del Palazzo Municipale sotto la neve. (foto Stadt Wurzburg) In un villaggio quasi sperduto del Canton Ticino, Montagnola, in una dimora abitata per lunghi anni e circondata da un giardino, in un giorno d’agosto del 1962, Hermann Hesse si spense nel sonno, a 14 anni di distanza dal Premio Nobel per la Letteratura.

Dopo cinquanta anni, una mostra itinerante dal titolo non privo di fascino – “Sorvolare i confini” – propone la sua vasta Il Museum Kulturspeicher lungo il fiume Meno. (foto Stadt Wurzburg) produzione di opere pittoriche; dopo aver fatto sosta in alcune città della Svizzera, l’esposizione è attualmente ospitata presso il Museum Kulturspeicher di Würzburg, una suggestiva località tedesca sulla Romantische Strasse, dove resterà fino al prossimo 3 febbraio.

Si tratta di una mostra interessante per più di un motivo: la selezione delle opere, alcune delle quali presentate al pubblico per la prima volta, mette in luce gli intrecci e i richiami con la narrativa firmata da Hermann Hesse, coinvolgendo tutte le diverse fasi della sua produzione (dai primi esperimenti pittorici ai paesaggi all’acquerello di grande formato, dai disegni a penna, curati nei minimi dettagli, alle illustrazioni per i suoi testi letterari).

In un periodo storico agitato da turbolenze e tragedie come la seconda guerra mondiale, Hermann Hesse ha saputo testimoniare, non soltanto con la parola ma anche con il pennello, che l’arte è un talismano prezioso per la civiltà umana.

Autoritratto di Hermann Hesse, 1919. (foto Museum Kulturspeicher) Glasinger Herbst, 1920. (foto Museum Kulturspeicher) Waldrand, 1922. (foto Museum Kulturspeicher) Herbstlandschaft, 1924. (foto Museum Kulturspeicher)

Aforismi di Hermann Hesse tratti dai suoi capolavori:

“Così cadono le fronde intorno all’albero in autunno: esso non ne sa nulla, la pioggia lo bagna o lo colpisce il sole o il gelo, la vita gli si ritrae lentamente in uno spazio minimo e intimo. Esso non muore. Aspetta”.
Tratto da “Demian”

“Forse, pensò, la radice d’ogni arte, e fors’anche d’ogni spirito, è la paura della morte”.
Tratto da “Narciso e Boccadoro”

“E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita”.
Tratto da “Siddharta”

“Anch’io una volta stimavo troppo il tempo e desideravo perciò di arrivare a cent’anni. Ma nell’eternità, vedi, il tempo non esiste; l’eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo”.
Tratto da “Il lupo della steppa”

“Anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno”.
Tratto da “Il giuoco delle perle di vetro”


www.hermann-hesse.de/it

www.kulturspeicher.de

Maskenball, 1926. (foto Museum Kulturspeicher) Schuppen im Weinberg, 1927. (foto Museum Kulturspeicher) Telefonstange, 1928. (foto Museum Kulturspeicher)

Roccolo, 1928. (foto Museum Kulturspeicher) Il Premio Nobel per la Letteratura 1946. (foto Fondazione Hermann Hesse Montagnola)