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È un bestseller da venti anni “Donne che corrono coi lupi” di C. Pinkola Estes

di Eugenia Sciorilli

Ritratto fotografico di Clarissa Pinkola Estes. (foto sito ufficiale Clarissa Pinkola Estes) La copertina del libro Donne che corrono coi lupi nella versione in lingua italiana pubblicata da Frassinelli. Nel 1992 usciva negli Stati Uniti la prima edizione di “Donne che corrono coi lupi”, un saggio firmato da Clarissa Pinkola Estes. L’anno successivo, Frassinelli lo proponeva in Italia. Da allora, decine di edizioni e milioni di copie vendute in tutto il mondo hanno decretato un successo quasi senza precedenti per un titolo di saggistica.

Clarissa Pinkola Estes, nata negli Stati Uniti da immigrati messicani e rifugiati ungheresi, è un’analista junghiana, ed è anche poetessa. Il suo eccezionale talento sta nel fatto di aver raccolto leggende, miti e fiabe da tutto il mondo, attingendo anche al patrimonio orale della sua famiglia d’origine estremamente variegata, per interpretare l’eterno mistero della psiche femminile e individuare le motivazioni più profonde delle ferite dell’anima e della forza intrinseca che ogni donna porta dentro di sé. Non è un caso che alla Pinkola Estes venne assegnato il compito di curare i traumi psichici dei familiari delle vittime dell’11 settembre.

In “Donne che corrono coi lupi”, Clarissa Pinkola Estes esalta la donna selvaggia che è dentro ogni donna, a dispetto di un’epoca iper-tecnologica. Per l’autrice del libro, una donna selvaggia non significa senza controllo, ma capace di seguire istinti e intuizioni primordiali, senza farsi dominare dalle regole e dai pregiudizi dell’ambiente circostante. Significa, soprattutto, lasciarsi andare a una vita creativa, ed espandersi nella propria creatività, anche dopo aver subito traumi e violenze.

Clarissa Pinkola Estes ha espresso una magnifica considerazione, quando in un’intervista rilasciata a Leonetta Bentivoglio per il quotidiano La Repubblica ha dichiarato: “Ho assistito, come analista, vittime di guerre portatrici di morti e mutilazioni che mi dicevano: serbare le cose dentro il cuore equivale a tenerle per sempre, perché è l’ultimo posto in cui le persone senza cuore possono entrare”.

www.clarissapinkolaestes.com

www.sperling.it

 

La Donna Selvaggia vive nel verde che sbuca tra la neve, vive negli steli fruscianti del morente grano d’autunno… vive di poesia e percussione e canto - tratto da Donne che corrono coi lupi. (foto Leonardo Corradini/Dreamstime.com) Esiste in noi un istinto a tornare, a raggiungere il posto che ricordiamo. È la capacità di ritrovare, nell’oscurità o nella luce piena, la propria casa. Sappiamo come tornare a casa. Anche se molto tempo è passato, ritroviamo la via - tratto da Donne che corrono coi lupi. (foto Matijakeber/Dreamstime.com) Molti sono i veicoli attraverso o con i quali le donne raggiungono casa: musica, arte, bosco, spuma dell’oceano, levarsi del sole, solitudine. Ci portano a casa in un mondo interiore nutritivo che ha idee, ordine, mezzi di sostentamento, tutti suoi - tratto da Donne che corrono coi lupi. (foto Andrew Kazmierski/Dreamstime.co)

È interessante notare che i lupi, se necessario, lottano per conquistare quello che vogliono, si tratti di cibo, sonno, sesso o pace. Dunque, lottare per quel che si vuole è una giusta risposta istintuale contro gli impedimenti - tratto da Donne che corrono coi lupi. (foto Mirceax/Dreamstime.com) Questa è la vera natura dell’albero psichico: cresce, dona, viene consumato, lascia il seme per il nuovo; ci ama. Così è il mistero Vita / Morte / Vita. È un modello, antico più dell’acqua, più della luce, incrollabile - tratto da Donne che corrono coi lupi. (foto Mircea Bezergheanu/Dreamstime.com)

 

Alcune frasi di Clarissa Pinkola Estes
tratte da “Donne che corrono coi lupi” (Frassinelli)

“Come ben sapete il giardino deve essere rivoltato in autunno per prepararlo alla primavera. Non può essere sempre fiorito. Lasciate che siano i vostri cicli innati a decidere le spirali verso l’alto e verso il basso nella vostra vita, e non una persona che sta al di fuori di voi”.

“Se avete tentato di adattarvi a uno stampo e non ci siete riuscite, probabilmente avete avuto fortuna. Potete essere in esilio, ma vi siete protette l’anima”.

“Se necessario, le donne dipingono cieli azzurri sui muri della prigione. Se le matasse bruciano, ne filano altre. Se il raccolto viene distrutto, subito si rimettono a seminare. Le donne mettono porte dove non ce ne sono, e le spalancano e le varcano, verso una vita nuova”.

“Perché l’amore fiorisca, bisogna avere fiducia nel fatto che qualunque cosa accada, comunque apporterà una trasformazione”.

“Solitudine non è assenza di energia o di azione, come credono alcuni, ma piuttosto un dono di provviste selvagge a noi trasmesse dall’anima”.

“Come si fa a richiamare l’anima? In molti modi: con la meditazione, o nei ritmi della corsa, del canto, della scrittura, della pittura, della composizione musicale, con visioni di grande bellezza, con la preghiera, la contemplazione, i riti e i rituali, l’immobilità, la quiete, persino con idee e umori estatici”.

“Perdonate quando potete, dimenticate un poco, e create molto”.