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La copertina del dvd de La gatta sul tetto che scotta, distribuzione Warner Home Video.

Una scena tratta dal film Lo Spaccone, Premio BAFTA per il miglior attore straniero, 20th Century Fox 1962.

La dolce ala della giovinezza, film del 1962 interpretato con Geraldine Page,  distribuzione Warner Home Video.

Paul Newman e Robert Redford ne La Stangata, dvd Universal Pictures.

Newman nel ruolo di se stesso nel film L'Ultima follia di Mel Brooks, dvd 20th Century Fox Home Entertainment.

Dvd in edizione speciale de Il Verdetto, David di Donatello 1983 a Paul Newman per il migliore attore straniero, 20th Century Fox Home Entertainment.

Premio Oscar 1986 a Newman per Il colore dei soldi diretto da Martin Scorsese, distribuzione Touchstone Home Video.

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Sotto il segno dell’Acquario: Paul Newman


dell’Astrologa Martina


Paul Newman nel 1944 in divisa della Marina Militare statunitense. Quando nel 1987, alla cerimonia degli Oscar, Bette Davis annunciò il vincitore del premio per il miglior attore protagonista, l’intera platea scoppiò in un applauso entusiastico in onore di uno degli attori più celebri e affascinanti di Hollywood. La sua carriera era ormai leggendaria, ma, dopo ben sette precedenti nomination mai coronate dal premio finale e un Oscar alla carriera quasi riparatorio ricevuto l’anno precedente, il suo spirito competitivo gli aveva impedito di partecipare alla cerimonia che avrebbe sancito un’ennesima delusione o un riconoscimento certamente tardivo e che nulla avrebbe aggiunto alla sua fama. Per questo, pur avendo deciso di girare il sequel di uno dei suoi più popolari film degli anni ’50 e ’60, accettando il difficile confronto diretto con la stella emergente di Tom Cruise e l’occasione di essere diretto dal grande Martin Scorsese, non volle essere presente alle premiazioni. “I’m back!” , sono tornato, diceva Eddie Felson “lo svelto” alla fine della breve scena del film proiettata alla cerimonia, brandendo con energia la sua storica stecca da biliardo; e tutti i presenti sapevano che chi in realtà non avrebbe mai pensato di cedere le armi era il suo interprete, il grande Paul Newman.

Newman con la moglie Joanne nel 1960. Paul era infatti sempre stato un combattente, sportivo e leale, capace di impegnarsi a fondo nella sua professione nonostante fosse l’attore più amato dalle donne, per la sua bellezza e per l’irresistibile fascino dei suoi occhi azzurri. Fin dall’inizio, si era dedicato allo studio della recitazione, convinto di non poter contare sul talento naturale di alcuni suoi colleghi. «Non ho un dono speciale per essere niente» diceva, «un atleta, un attore, un regista, un imbianchino, niente. Quindi ho lavorato duro, perché non ho mai ottenuto nulla facilmente». Il suo spirito sportivo e l’amore per la sfida lo avevano condotto a impegnarsi nelle corse automobilistiche, ma anche a fondare una marca di prodotti alimentari che ebbe grande successo e i cui profitti furono sempre devoluti per intero a iniziative di beneficenza. Newman era generoso, e sentiva la responsabilità derivante dall’essere un privilegiato, sia economicamente che per l’ascendente e l’influenza pubblica che la popolarità gli aveva dato, tanto da prendere pubblicamente posizione su numerosi argomenti sociali e politici, fino alle battaglie ecologiste e per i diritti civili. «Paul ama mettersi alla prova», diceva la moglie Joanne Woodward, compagna di Newman per oltre 50 anni, un caso praticamente unico nello show biz di Hollywood, «ha una qualità che oggigiorno è spesso sottovalutata: un grande coraggio». Un coraggio che gli aveva consentito di rinunciare a una facile Rachel, Rachel (La prima volta di Jennifer) film prodotto e diretto da Paul Newman, vinse il Golden Globe nel 1969, dvd Warner Bross. carriera nella ditta familiare per seguire la passione per il teatro e il cinema, ma che non gli impediva di riconoscere i propri limiti e lavorare per superarli. Paul aveva studiato recitazione all’università di Yale, e frequentò poi il prestigioso Actor’s Studio, di cui sarebbe stato anche Presidente dal 1984 al 1992. La prima interpretazione cinematografica non fu certo un trionfo per Paul, che molti anni dopo avrebbe detto, commentando ironicamente la sua partecipazione al film animato “Cars”: «Ho cominciato la mia carriera dando un esempio di cattiva recitazione ne “Il calice d’argento”, e ora faccio il doppiatore per una vecchia automobile! Una grande parabola creativa, no?». Eppure, grazie alla sua costanza, Newman seppe diventare un attore di grande valore e versatilità, recitando per decenni parti di grande impegno diretto dai maggiori registi di Hollywood.

La biografia di Paul Newman firmata da Shawn Levy e pubblicata da Baldini Castoldi Dalai nel 2010. Nato il 26 gennaio del 1925, sotto il segno zodiacale dell’Acquario, di questo segno possedeva gli ideali elevati, il senso di indipendenza e libertà, l’amore per la giustizia e lo spirito di solidarietà verso gli altri. Mercurio in Capricorno, presente nel tema natale di Newman, ne rafforzava l’ambizione e la costanza nell’impegno per raggiungere i propri obiettivi. L’ascendente, ugualmente in Capricorno, acuiva il senso di responsabilità e la sua dedizione al lavoro, inteso come faticoso perseguimento di una mèta. La presenza, nella carta astrale di Paul Newman, di Marte in Ariete, gli conferiva l’energia e il coraggio necessari ad affrontare le sfide in cui tanto amava cimentarsi. Il pianeta Saturno nel segno dello Scorpione ne accentuava la riservatezza sui sentimenti e la riluttanza ad esibire le proprie emozioni. Il tema natale di Newman evidenzia anche la presenza di due pianeti, Urano e Luna, nel segno dei Pesci, attestando creatività e profonda sensibilità artistica. Il Sole in Prima Casa rafforzava la sua volontà di autoaffermazione e la determinazione nell’agire finalizzato.

Il segno zodiacale dell' Acquario. Anche con Joanne Paul era stato deciso e perseverante: aveva capito subito che era la donna giusta per lui. Quando l’aveva conosciuta, lui era sposato, e lei sembrava considerarlo solo un bell’uomo, non particolarmente brillante o dotato come attore. «Era moderna e indipendente» lui avrebbe poi ricordato, «mentre io ero riservato e un po’ tradizionalista. Ci ho messo molto tempo a convincerla che non ero noioso come sembravo». Divennero amici prima ancora che amanti, e solo qualche anno dopo lui lasciò la moglie e affrontò il divorzio per sposare Joanne, mentre le carriere di entrambi imboccavano la via del successo, e la nuova, giovane coppia diventava una delle più popolari di Hollywood. Eppure, da allora, Paul e Joanne seppero mantenere fino alla fine un riserbo e un’eleganza ideali nel preservare il loro rapporto, che era nato in modo irregolare e “scandaloso”. Recitarono assieme in dieci film, a partire dal drammatico “La lunga estate calda”, e rimasero insieme fino alla morte di lui, avvenuta nel settembre del 2008.

Per tutta la vita, Paul Newman seppe interpretare con equilibrio e coerenza il suo ruolo di sex-symbol, senza farsene condizionare. Il suo carattere e il suo fascino sono ben espressi dalle parole di Claudia Cardinale, che scrisse nella sua autobiografia: “chi mi è sembrato sereno, e bello da perdere la testa, è Paul Newman; ha occhi come il mare, ed è un mare nel quale ti viene veramente voglia di tuffarti”.