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John Singer Sargent, Madame X (Madame Pierre Gautreau) – 1883-1884. (foto Metropolitan Museum) 

William Merritt Chase, In Spiaggia – 1892. (foto Metropolitan Museum)

William James Glackens, Central Park – 1905. (foto Metropolitan Museum)

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Il Metropolitan Museum di New York
e l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston

 

di Eugenia Sciorilli

 

Una sala dell'American Wing del Metropolitan Museum di New York dopo il restauro. (foto Metropolitan Museum) Dallo scorso mese di gennaio, sia il Metropolitan Museum of Art di New York sia l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston si sono regalati un nuovo aspetto. L’American Wing del Metropolitan è l’esito finale di un restauro durato dieci anni e costato 100 milioni di dollari, mentre la New Wing del museo bostoniano porta la firma dell’architetto Renzo Piano e si estende su 6.500 metri quadrati.

L'ingresso della nuova ala dell'Isabella Stewart Gardner Museum. (foto Nic Lehoux/Renzo Piano Building Workshop) Due progetti imponenti, completati con successo, e che danno lustro al panorama artistico degli Stati Uniti. A New York, sono 26 le sale dedicate all’arte americana, e tutte insieme danno vita a un percorso raffinato, luminoso e scenografico, che viene offerto al secondo piano dell’edificio che si affaccia sul Central Park e che si è imposto come il museo più frequentato degli USA (5,6 milioni di visitatori tra il giugno 2010 e il giugno 2011). Grazie alla nuova sistemazione, i dipinti, le sculture e le testimonianze di arte applicata – particolarmente curata la sezione dedicata all’arredamento coloniale – rappresentano un’affascinante testimonianza sia delle tappe dell’arte che degli eventi storici.

La grande scalinata centrale. (foto Nic Lehoux/Renzo Piano Building Workshop) A Boston, invece, Renzo Piano ha realizzato una raffinata “appendice” allo storico palazzo del 1902 che un’eccentrica mecenate, Isabella Stewart Gardner, aveva commissionato all’architetto Willard T. Sears alla fine dell’Ottocento. Palazzo che è ricco di opere d’arte di inestimabile valore, ma il cui particolare pregio sta nella sua non comune bellezza proprio nelle forme architettoniche: le sale si affacciano su uno stupendo cortile interno, che vanta una profusione di piante e fiori tropicali.

La Special Exhibition Gallery. (foto Nic Lehoux/Renzo Piano Building Workshop) Sul lavoro di Renzo Piano si è espressa Anne Hawley, direttrice del museo, con questo apprezzamento: “Questa nuova ala è un laboratorio straordinariamente elegante, un vivace contrappunto alla serenità dello storico edificio”. Da parte sua, l’architetto genovese – che ha usato come materiali fondamentali il vetro e il rame ossidato – ha affermato che a guidarlo sono state due parole-chiave: la luce e il suono.

 


www.metmuseum.org

www.gardnermuseum.org

 

Ralph Earl, Elijah Boardman -1789. (foto Metropolitan Museum) George Caleb Bingham,  Commercianti di pelli lungo il Missouri – 1845. (foto Metropolitan Museum) Emanuel Leutze, Washington mentre attraversa il Delaware – 1851. (foto Metropolitan Museum) Thomas Eakins, Max Schmitt in una canoa singola – 1871. (foto Metropolitan Museum)