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Il cartello d’ingresso del Quartiere Uzupio. (foto Bruga)

Un curioso bassorilievo nel Quartiere Uzupio. (foto Bruga)

Ritratto bronzeo di Frank Zappa. (foto Bruga)

Una casa tipica nel piccolo borgo di Trakai. (foto Bruga)

La moschea di Trakai. (foto Bruga)

L’ingresso del Museo Etnografico di Trakai. (foto Bruga)

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Scintille. Una storia di anime vagabonde” di Gad Lerner (Feltrinelli)


di Bruga

La copertina del libro di Gad Lerner Scintille pubblicato da Feltrinelli. Questo bel libro del giornalista e conduttore televisivo, uscito un paio d’anni fa, raccoglie alcuni suoi reportage per Repubblica, nei quali si raccontano le grandi comunità ebraiche dell’Europa orientale distrutte dall’Olocausto. Da quella zona proveniva suo padre, poi forzatamente emigrato a Beirut, dove Gad nacque dall’unione del padre esteuropeo con la madre mediorientale. Uno dei racconti più drammatici di quel reportage è relativo allo sterminio degli ebrei lituani, attuato con grande zelo e prima ancora che arrivassero i nazisti, tanto che in cinque mesi, nella seconda metà del 1941, furono uccisi in 160mila, col risultato che alla fine della guerra risultava sterminato il 95 per cento della popolazione ebraica.

La sala all’aperto del Ristorante Skiliai. (foto Bruga) Per fortuna questo è solo un aspetto della recente storia lituana, che peraltro è stata punteggiata di episodi drammatici fino a una ventina d’anni fa, quando il crollo dell’Urss ha ridato indipendenza e libertà politica a questo piccolo stato ammesso subito dopo nell’Unione Europea ma non ancora nell’eurozona. La capitale Vilnius, che vanta un centro storico delizioso inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio mondiale, ricorda la tragedia della dittatura comunista nell’impressionante Museo delle vittime del genocidio (conosciuto anche come “del Kgb”, perché era la sede del servizio segreto). Ma la città, cattolica come la vicina Polonia, offre molto di più: a cominciare da un grande albergo di charme con relativo ristorante di alto livello, il celebre “Stikliai” (“soffiatori di vetro”), che sorge proprio dove sorgevano le antiche officine dedicate a questa forma di artigianato così particolare (www.stikliaihotel.lt).

La cattedrale in stile neoclassico. (foto Bruga) Il centro storico merita una visita accurata (www.turismolituano.it), seguendo le indicazioni delle varie guide (o della ottima e aggiornata guida gratuita in inglese scaricabile dal sito www.inyourpocket.com), ma merita anche di essere scoperto semplicemente vagando di qua e di là: fra una chiesa e un convento, tutti molto ben restaurati, fra l’imponente Cattedrale e il bel Palazzo Presidenziale, troverete anche il busto di Frank Zappa e il ponte dei lucchetti, tutti nel quartiere bohémien che si è autoproclamato “repubblica libera di Uzupio”. Recente e accurata la ricostruzione del Palazzo dei Granduchi, distrutto dai russi duecento anni fa e ora rifatto in stile, per ospitare un ampio Museo nazionale accanto alla Cattedrale (www.valdovurumai.lt). A poca distanza, molto bello anche il centralissimo complesso dell’università, fondata nel 1579. Si può visitare in gran parte, ed è una vera sorpresa, con scorci barocchi degni di Praga.

La Chiesa di Sant’Anna e il fianco sinistro del Monastero di San Bernardo, (foto Bruga) A 30 chilometri da Vilnius, da vedere la località di Trakai, sulle sponde dell’omonimo lago: se il tempo è bello, si possono prendere i battelli fino al castello costruito al centro dello specchio d’acqua, e poi si può visitare il piccolo borgo sulla riva. La caratteristica di questo luogo è la presenza di una minoranza di origine turca, trasferita qui sette secoli fa e rimasta in un ambiente profondamente mutato, conservando lingua, usi e cucina del suo luogo di origine (www.trakai.lt).

 

Trakai, il castello del XV secolo completamente ricostruito sul finire del Novecento. (foto Bruga) Il Palazzo dei Granduchi di Lituania. (foto Bruga) L’esterno del Museo Nazionale. (foto Bruga) Il Palazzo Presidenziale. (foto Bruga)