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La tentazione di S. Antonio, 1877. (foto RMN/Musée d'Orsay/Hervé Lewandowski)

La tenda, 1885-1890. (foto RMN/Musée d'Orsay/ Jean-Gilles Berizzi)

Grande pino e terre rosse 1890-1895. (foto Scala, Firenze)

Contadino seduto 1900-1904. (foto RMN/Musée d'Orsay/ Patrice Schmidt)

Copertina del volume di Emile Bernard, allievo di Cézanne, pubblicato da Skira nell'ottobre 2011 in occasione della mostra in corso al Palazzo Reale di Milano.

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Sotto il segno del Capricorno: Paul Cézanne

dell’Astrologa Martina

Autoritratto di Paul Cézanne, 1875. (foto RMN/Musée d'Orsay/Hervé Lewandowski) Nella Parigi del 1874, la prima mostra dei pittori Impressionisti, esclusi dalle esposizioni più istituzionali, non suscitò certo il favore del pubblico e dei critici d’arte. Quel movimento, tanto rivoluzionario nell’uso del colore, fautore di una pittura en plein air che cercava di riprodurre la sensazione dell’artista davanti alla natura, avrebbe faticato ancora molto per affermarsi e per essere infine accettato; e tra i pittori che parteciparono a quella prima esposizione ce n’era uno che, senza appartenere in pieno alla scuola impressionista, sarebbe stato ancora a lungo bistrattato dai critici, e pure con i suoi capolavori avrebbe esercitato un’influenza tra le più importanti e durature sulla pittura successiva: Paul Cézanne.

Nato il 19 gennaio 1839 ad Aix-en-Provence da una famiglia benestante, aveva frequentato le scuole umanistiche e in questo periodo aveva stretto un’intensa amicizia con il compagno di studi Émile Zola, amicizia destinata a durare moltissimi anni; ma mentre il padre, ricchissimo banchiere, lo avrebbe voluto avvocato, Paul si rese presto conto che la sua strada era nell’arte. Dopo gli inizi giovanili, a Parigi conobbe Camille Pissarro, uno degli esponenti di punta dell’emergente movimento impressionista. La lezione di Pissarro fu Fontana La Rotonde ad Aix en Provence in un'immagine di fine Ottocento. (foto Library of Congress) fondamentale per Cézanne, che ne trasse la convinzione che il compito del pittore fosse rappresentare le sensazioni suscitate in lui dalla natura: “Per un Impressionista dipingere la natura non vuol dire dipingere il soggetto, ma riconoscere delle sensazioni”, disse. Da questa esperienza trasse uno straordinario senso del colore, nel quale per lui si risolvevano sia il disegno che le sfumature di luce, e che emerge con rara efficacia da ogni suo dipinto, dai ritratti alle nature morte.

Cézanne era un artista meticoloso; per un ritratto, obbligò il suo amico e mercante d’arte Ambroise Vollard a posare per 115 sedute, e alla fine si disse “non insoddisfatto” di come era riuscito a rendere l’effetto dello sparato bianco della camicia. Sapeva infatti molto bene quanto la sua pittura fosse innovativa, anche rispetto a quella degli Impressionisti, e dell’originalità di cui era capace anche nei soggetti più comuni: “con una mela,” diceva, “sbalordirò Parigi”, e le sue nature morte spesso incentrate su questo frutto dimostrano che non si trattava di un’iperbole.

Paul Cézanne apparteneva al segno zodiacale del Capricorno, segno Cardinale di Terra governato da Saturno. Ed era proprio l’influsso di questo pianeta ad esaltare, nella personalità del pittore francese, tratti caratterologici quali il rigore, la riservatezza, l’amore per la solitudine, l’austerità e l’ambizione.

Esterno dell'atelier di Cézanne ad Aix en Provence. (foto Atelier Cézanne) Marte in Vergine, presente nel tema natale dell’artista, potenziava la sua natura già incline all’ordine e al metodo nell’attività e ne esaltava la cura puntigliosa per il dettaglio, l’attenzione al particolare, il perfezionismo nell’esecuzione dei suoi lavori. Sebbene fosse sensibile al giudizio altrui (ruppe l’amicizia con Zola quando credette di riconoscersi in un personaggio di un suo libro, un pittore fallito), era pienamente consapevole del proprio valore e dell’innovatività della sua opera. “L’approvazione degli altri”, ebbe a dire,”è uno stimolante, del quale talvolta è bene diffidare”.

Da buon Capricorno, Cézanne possedeva un innato gusto estetico, qualità che lo spinse, fin da giovanissimo, a intraprendere gli studi delle arti figurative e a dedicarsi al disegno e alla pittura; la presenza di Venere in Acquario nel tema natale motivava la sua predilezione per gli ambienti artistici, fecondi luoghi di confronto tra diverse idee, pensieri, aspirazioni. 

Una sala dell'atelier. (foto Atelier Cézanne) La fertilità dell’immaginazione e la creatività nascevano in Cezanne dalla presenza della Luna in Sagittario nella sua Carta del Cielo, mentre il suo bisogno di contatto con una Natura che egli definiva “estremamente complessa” e la necessità di connettersi al mondo fisico attraverso l’espressione artistica gli derivavano da Giove nel Toro.

La vita di Cézanne fu relativamente povera di rapporti importanti. A parte la lunga amicizia con Zola e la relazione di stima e condivisione artistica con Pissarro, rimase fondamentalmente un individualista. Nella vita privata, stabilì una duratura relazione con la sua modella Hortense, che ritrasse in ben 27 dipinti e che gli diede un figlio divenendo, più tardi, sua moglie; eppure Paul mantenne a lungo questo rapporto nascosto al padre, per non affrontarne la disapprovazione, e alla fine si separò anche da Hortense.

Rappresentazione del segno zodiacale del Capricorno. “L’isolamento, ecco la cosa di cui sono degno”, diceva, e in effetti Cézanne fu un artista piuttosto solitario, tanto che nella maturità si rifugiò progressivamente nella sua attività creativa, lasciando a Parigi la moglie e il figlio e ritirandosi ad Aix, dove continuò a sperimentare nuove suggestioni, anticipando spunti che sarebbero poi stati raccolti dai successivi movimenti pittorici. “Ho giurato di morire dipingendo”, aveva detto una volta; e nell’autunno del 1906, mentre dipingeva all’aperto, fu sorpreso da un violento temporale e in pochi giorni morì, stroncato da una polmonite. L’anno dopo, al Salon d’Automne, gli fu dedicata un’ampia retrospettiva che rimase memorabile e influenzò profondamente molti degli artisti che avrebbero dato vita alle avanguardie artistiche del Novecento.