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Paul Cézanne, Il giardiniere Vallier, 1906 circa. (foto Tate, Londra)

Adolfo Farsari, Giappone, Ragazze in cucina, 1887 circa. (foto Studioesseci)

Antonio Beato, Medinet Habu, Tempio di Ramesse III, 1870 circa. (foto Studioesseci)

Adolfo Farsari, Giappone, Ragazza in vestiti invernali, 1887 circa. (foto Studioesseci)

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A fare da cornice, il Palazzo Reale a Milano e Villa Contarini sul Brenta

di Eugenia Sciorilli

 

Paul Cézanne, Zuccheriera, pere e tazza blu, 1865-1866. (foto White Images/Scala, Firenze) Come un gioiello incastonato nel centro storico di Milano, Palazzo Reale ospita fino al prossimo 26 febbraio una grande mostra intitolata “Cézanne. Les atéliers du Midi”, che rende omaggio a uno dei più grandi pittori dell’epoca moderna, vissuto all’epoca degli Impressionisti ma capace di delineare la propria figura artistica come precursore del Cubismo e del Surrealismo.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e da Skira, la mostra ha ricevuto il supporto straordinario del Musée d’Orsay di Parigi che ha assicurato un eccezionale gruppo di prestiti. Sono presentate al pubblico circa quaranta opere, provenienti da importanti musei di tutto il mondo; il fil rouge dell’esposizione coinvolge l’attività di Cézanne in Provenza, con perno ad Aix-en-Provence e nei celebri atélier di pittura, a cominciare da quello di Jas de Bouffan (la casa di campagna paterna). A risaltare sono anche i luoghi a lui cari come l’Estaque, Gardanne, Bellevue, Château Noir, Bibémus, in cui Cézanne diede vita al suo estro pittorico.

Paul Cézanne, I ladri e l'asino, 1870. (foto Scala, Firenze) L’allestimento della mostra di Palazzo Reale è concepito per accompagnare quanti la visitano nel mondo creativo di Cézanne, guardare con lo sguardo di un sublime artista la natura che lo circondava, le persone che incontrava, gli angoli prescelti per il suo lavoro. C’è da aggiungere che la produzione di Cézanne si divideva tra l’attività en plein air e lavori in studio, dove creava soprattutto ritratti o nature morte, ma dove spesso rielaborava e sviluppava temi che aveva cominciato all’aperto.

Felice Beato, Kanasawa, Traghetto, 1868. (foto Studioesseci) Proseguirà, invece, fino al 1° aprile una mostra inaugurata a metà dicembre nelle sale di Villa Contarini, una delle più grandi ville venete, che si può visitare raggiungendo Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. Dietro la sua imponente e splendida facciata rinascimentale si estende un parco alberato per oltre quaranta ettari. All’interno, è stata allestita un’originale esposizione sul tema “East Zone. Antonio Beato, Felice Beato e Adolfo Farsari. Fotografi veneti attraverso l’Oriente dell’Ottocento”.

Felice Beato, Yedo, Geisha sulla veranda della casa di Charles Longfellow, 1872. (foto Studioesseci) La mostra di Villa Contarini è particolarmente interessante perché rende testimonianza sulla vita e l’opera di tre artisti che raccontarono il mondo quando la fotografia era ancora sperimentale e che furono protagonisti della nascita del reportage, facendo scoprire con i loro viaggi l’incanto del Giappone e delle terre d’Oriente. Promossa dalla Regione Veneto in collaborazione con Photosophia e Immobiliare Marco Polo, l’esposizione è curata da Madga di Siena e ha l’intento di raccontare uno scambio culturale tra l’est italiano e il lontano Oriente, scambio da intendersi in senso reciproco in quanto i tre fotografi veneti influenzarono la storia della fotografia in Giappone da questo e da altri Paesi visitati trassero elementi che influenzarono il loro modo geniale di “fare fotografia”.

www.mostracezanne.it

www.villacontarini.eu

 

Paul Cézanne, Vaso blu, 1889. (foto RMN/Musée d'Orsay/Hervé Lewandowski/Alinari, Firenze) Paul Cézanne, Tavolo di cucina – natura morta con cesta, 1888-1890. (foto RMN/Musée d'Orsay/Hervé Lewandowski) Paul Cézanne, Mont Sainte Victoire visto dalla strada di Le Tholonet, 1895-1900. (foto Museo di Stato dell'Ermitage, S.Pietroburgo) Paul Cézanne, Nel Parco di Chateau Noir, 1898-1900. (foto White Images/Scala, Firenze)